di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 19 giugno 2022
Momento di genitorialità organizzato dall’associazione Bambinisenzasbarre. La direttrice di via Gleno: momento molto positivo. “Questa è aria”. Un detenuto lo racconta con gli occhi che sorridono, la gioia che solca il viso. L’aria è quella che scorre in un abbraccio, in un semplice passaggio di pallone. Nella normalità ritrovata del legame tra padre e figlio. “È difficilissimo veder crescere i propri figli da dietro le sbarre, in cella ci si sente sempre soli. In giornate come queste, respiriamo un’aria nuova”, sospira il detenuto.
di Simonetta Fiori
La Repubblica, 19 giugno 2022
Il presidente della Corte Costituzionale spiega perché la Consulta ha deciso di organizzare un concerto che celebra i principi del diritto contro quelli della violenza: “La prevaricazione non esiste solo in Ucraina”.
di Alessandro Zan
La Stampa, 19 giugno 2022
La Stampa e la Repubblica sono i primi due quotidiani italiani ad aderire in forma ufficiale ai Pride delle proprie città, Roma e Torino. Nell’editoriale in cui annunciava l’adesione, ha descritto come scontata la decisione di partecipare a questa manifestazione.
di Alberto Sofia
Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2022
La denuncia del senatore De Falco: “Chi entra in posti come questo non può uscirne sano. Un abominio, le condizioni sono inumane. Non può esserci alternativa alla loro chiusura”. Ponte Galeria, periferia di Roma, nella Capitale il clima è torrido. Fuori dal cancello, in gran parte arrugginito, del Centro di permanenza per i rimpatri, a pochi chilometri di distanza dallo scalo internazionale di Fiumicino, c’è, insieme ai suoi accompagnatori, Gregorio De Falco, senatore del gruppo Misto, eletto tra le fila del M5s ed espulso nel novembre 2018.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 19 giugno 2022
Respingimenti, confini blindati e violenti per i minori sono ancora la normalità. È la denuncia nell’ultimo studio di Save The Children pubblicato in occasione della giornata.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 19 giugno 2022
In vista della Giornata mondiale del Rifugiato. Due giorni di mobilitazione, in oltre 10mila hanno chiesto percorsi certi per ottenere il permesso di soggiorno. Cinquemila persone ieri sono scese in piazza a Caserta in vista della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno). Venerdì oltre 7mila avevano fatto lo stesso a Napoli. Entrambe le manifestazioni si sono svolte all’insegna dello stesso messaggio: “Vogliamo la pace perché conosciamo la guerra”. E non c’è pace senza diritti: il Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta e Napoli, con le realtà del territorio, ha manifestato per rivendicare la presenza nel tessuto sociale campano. Permettere a chi scappa dai conflitti nel proprio paese di ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale la richiesta alle istituzioni delle due città.
di Annalisa Girardi
fanpage.it, 19 giugno 2022
All’aumento dei richiedenti asilo nelle società europee non è corrisposto un aumento della criminalità, nonostante spesso politica e media strumentalizzino un legame infondato tra criminalità e migrazioni.
di Futura D’Aprile
Il Domani, 19 giugno 2022
I vantaggi derivanti dall’integrazione delle aziende nazionali della difesa saranno ridotti se non si procede a una maggiore armonizzazione delle leggi nazionali sull’export di armamenti diretti verso paesi extra-Ue e non-Nato. L’esportazione di prodotti bellici realizzati da più aziende deve essere autorizzato da tutti gli Stati coinvolti, ma la mancanza di un’unica legislazione comune europea rischia di generare una situazione di impasse costante.
di Corrado Zunino
La Repubblica, 19 giugno 2022
Piccole e medie imprese chiuse, difficoltà nell’agricoltura, stipendi privati tagliati del 25-50 per cento. La guerra al quarto mese si trasforma in carestia e colpisce anche gli ex benestanti. Malattie al Sud-Est. Il direttore della Caritas nazionale: “Non riusciamo ad arrivare nei villaggi periferici”.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 19 giugno 2022
Media e attivisti Usa contro l’estradizione di Julian Assange. A New York l’iniziativa di Freedom of the Press Foundation. Noam Chomsky, Daniel Ellsberg e Alice Walker: “La decisione del Regno unito di consegnarlo alla nazione che ha complottato per assassinarlo e che vuole imprigionarlo per 175 anni è un abominio”.
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