di Francesca Mannocchi
La Stampa, 18 giugno 2022
La Tunisia è uno dei primi Paesi che potrebbe pagare caro l’aumento dei prezzi dei cereali inflazione, piani di austerità e disoccupazione fanno traballare la giovane democrazia. Tra il dicembre del 1983 e il gennaio del 1984 la Tunisia visse una violenta stagione di émeutes du pain, le rivolte del pane. L’economia del Paese aveva bisogno di aiuti e le condizioni del Fondo Monetario Internazionale avevano imposto un rigido programma di austerità, così il governo aveva interrotto l’erogazione di sussidi su grano e semola e il prezzo del pane era rapidamente aumentato, fiaccando il potere d’acquisto delle famiglie.
di Shendi Veli
Il Manifesto, 18 giugno 2022
Multe salate o addirittura mesi di carcere (fino a sei) ai clienti delle prostitute. È quanto prevede il disegno di legge, a firma della senatrice Alessandra Maiorino (M5S), presentato al convegno “Prostituzione, l’Italia pronta per il modello nordico?” che si è tenuto ieri, venerdì 17 luglio, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, a Roma.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 18 giugno 2022
Via libera della ministra britannica Priti Patel. Accusato di spionaggio, il fondatore di Wikileaks rischia fino a 175 anni di carcere. Julian Assange terminerà dunque i suoi giorni in una prigione federale degli Stati Uniti d’America. Il governo britannico, rappresentato dalla grinta tetragona della ministra dell’interno Priti Patel, ha infatti deciso di concedere l’estradizione oltreoceano al fondatore di Wikileaks.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 18 giugno 2022
Quando è arrivata la temuta notizia della firma per mano dell’ultraconservatrice ministra degli interni britannica Priti Patel in calce all’atto di estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti la rabbia si è unita subito all’angoscia.
di Roberto Zanini
Il Manifesto, 18 giugno 2022
Era un paio di guerre fa, più o meno. Un felice 2010 in cui l’Afghanistan era conquistato, l’Iraq occupato, la pacificazione marciava a tappe forzate, afghani e iracheni un po’ si organizzavano per votare e un po’ per ammazzarsi. Finché, il 5 aprile, tutti vedemmo quel filmato atroce di due elicotteri Apache che macellavano di mitragliate una dozzina di iracheni a terra, tra cui due giornalisti della Reuters con una telecamera che all’elicotterista sembrò un’arma.
di Tommaso Meo
africarivista.it, 18 giugno 2022
Non è ancora arrivato il giorno della verità e della giustizia per le vittime del massacro del carcere di Abu Salim a Tripoli. Qui, nel 1996, quando al potere c’era il rais Muammar Gheddafi, vennero giustiziati 1.269 detenuti, secondo le stime, a seguito di una rivolta.
di Catherine Cornet
Internazionale, 18 giugno 2022
Da quando il presidente Abdel Fattah al Sisi ha preso il potere, nel 2014, l’attivista egiziano Alaa Abdel Fattah ha trascorso la maggior parte del tempo in fasi alterne in prigione o agli arresti domiciliari.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 18 giugno 2022
Sette persone in carcere in Turchia per false accuse sono state dichiarate “prigionieri di coscienza” da Amnesty International, per riconoscere la lunga serie di ingiustizie che essi hanno subito negli ultimi anni: arresti arbitrari, procedimenti giudiziari politicamente motivati, processi farsa e condanne.
di Marjana Sadat*
La Repubblica, 18 giugno 2022
Il numero di sfollati interni nel Paese, l’anno scorso, era di 700mila persone. Kelly T. Clements, vice alta commissaria dell’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in visita in Afghanistan, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di assistenza umanitaria. “Sono qui nel Paese per chiedere di sostenere queste persone, anche quelle che tornano a casa, e difendere i loro diritti, in particolare i diritti delle donne e dei bambini e la possibilità per loro di prendere parte alla vita pubblica”, ha detto, aggiungendo che milioni di afghani sono sfollati e hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 giugno 2022
Il Carroccio vota sì ma critica il provvedimento, astenuta Italia viva. L’Anm: “A rischio l’indipendenza della magistratura”. La riforma del Csm è legge. Dopo una discussione durata poco meno di due ore, il Senato ha dato via libera con 173 voti a favore, 37 contrari e 16 astenuti, garantendo dunque la possibilità di votare a settembre il nuovo Csm e consentire allo stesso di “svolgere appieno la funzione che gli è propria”, ha affermato la ministra della Giustizia Marta Cartabia.











