di Giovanna Casadio
La Repubblica, 17 giugno 2022
Parla la leader radicale Emma Bonino: “In Italia le questioni dei diritti e delle libertà non trovano mai spazio. C’è sempre un’altra emergenza da affrontare”. “La latitanza della politica sul suicidio assistito mostra che i legislatori hanno perso la testa, hanno perso la pietà e la compassione. E la destra la smetta di usare strumentalmente questi temi”. Emma Bonino, storica leader radicale e di + Europa, ex ministra degli Esteri, una vita spesa per le battaglie sui diritti civili sin dall’arresto per l’aborto nel 1975, è un fiume in piena. Dice: “L’ho scritto nel mio testamento biologico e anche dal notaio, se mi ritrovo a vivere come una zucchina, per favore lasciatemi andare”.
di Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 17 giugno 2022
Il Papa e il cardinale Zuppi hanno esortato, dopo la fase dell’emergenza, a garantire aiuti nel lungo periodo. Il direttore nazionale Marco Pagniello: “Si continui a sostenere anche i bisognosi di Africa e Medio Oriente”.
di Laura Cappon
Il Domani, 17 giugno 2022
Secondo un rapporto di Egyptwid dal 2010 al 2020 il nostro Paese ha fornito armi, equipaggiamento di polizia e corsi di formazione al Ministero dell’Interno egiziano e in particolare alla National security agency, l’agenzia di intelligence cardine della repressione.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 17 giugno 2022
Centro di detenzione ad Ain Zara, in Libia. Uomini uno accanto all’altro, su giacigli improvvisati. Le persone anziane, le donne e i bambini sono altrove. Qui è morto, si è suicidato, Mohamed Mahmoud Abdel Aziz, aveva 19 anni.
di Alissa Claire Collavo
L’Espresso, 17 giugno 2022
In quello che fu il ricco distretto minerario di Baia Mare sorgono le baraccopoli di Craica, il ghetto romanì. La scuola è un miraggio e i piccoli sniffano sostanze tossiche. “Qui lo Stato non mette piede”. C’è una linea ferroviaria dismessa che taglia a metà la periferia di Baia Mare, capoluogo della contea di Maramures, terra di confine tra le più povere d’Europa, fino a una ventina di anni fa leggendario eldorado, traino economico dell’intera Romania per via delle risorse minerarie.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 giugno 2022
“Non esclude d’altronde che l’istituto conservi la propria fisiologica funzione deflattiva anche in questa ipotesi, determinando comunque l’interruzione del processo e l’estinzione del reato nel caso di esito positivo della messa alla prova”. È un passaggio della sentenza della Corte costituzionale sull’illegittimità costituzionale parziale, estendendo così la possibilità di ricorrere alla messa alla prova. La Consulta, nello specifico, ha infatti dichiarato illegittimo l’articolo 517 Cpp nella parte in cui non prevede, in seguito alla contestazione di reati connessi (articolo12, comma 1, lettera b), Cpp), la facoltà dell’imputato di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova, con riferimento a tutti i reati contestatigli.
di Valter Vecellio
lindro.it, 16 giugno 2022
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha reso definitiva l’ennesima condanna contro lo Stato Italiano, colpevole di aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici.
di Luca Sofri
ilpost.it, 16 giugno 2022
Gli Istituti a custodia attenuata per detenute madri ne ospitano in tutto 18, e una nuova proposta di legge vorrebbe ridurli ancora. Il 30 maggio la Camera ha approvato una proposta di legge che ha l’obiettivo di evitare che i figli fino a sei anni di donne condannate o in attesa di giudizio finiscano con loro in carcere.
di Vera Mantengoli
La Repubblica, 16 giugno 2022
Si intitola “Affiorare” ed è il documentario realizzato da Rossella Schillaci negli istituti di pena tra Torino, Milano e Venezia dove le detenute vivono insieme ai figli. Un progetto che racconta una realtà dura senza perdere la poesia. Mentre il Parlamento sta varando una nuova legge abbiamo intervistato la regista.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 giugno 2022
Proprio Sigfrido Ranucci, presentando un bel servizio di Bernardo Iovene, diceva che il carcere duro è “ai limiti della violazione dei diritti umani”. Ora punta l’indice contro chi ne disapprova l’abuso.











