di Conchita Sannino
La Repubblica, 30 ottobre 2022
Pronto un decreto per il Cdm di domani che rinvia anche la riforma Cartabia e mette a rischio i fondi del Pnrr. Salvini: “Finalmente si cambia”. Blitz del governo Meloni sulla giustizia. Con l’annuncio di un decreto, in agenda già lunedì nel primo Cdm, che rinvia a fine anno l’entrata in vigore della riforma penale di Marta Cartabia, pene sostitutive al carcere comprese proprio mentre incombono i suicidi in cella, e tenta di bloccare la Consulta che sull’ergastolo ostativo si riunirà l’8 novembre. Il pur sempre loquace neo Guardasigilli Carlo Nordio stavolta non parla in prima persona, ma fonti di palazzo Chigi spiegano la “mossa” che piace al vicepremier Matteo Salvini (“finalmente si cambia, avanti così...”).
di Claudio Del Frate e Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 30 ottobre 2022
Il carcere a vita senza sconti e benefici è stato però giudicato dalla Corte Costituzionale in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Carta. I primi due provvedimenti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per lunedì riguarderanno la giustizia. In particolare l’intenzione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è di confermare il cosiddetto ergastolo ostativo (che impedisce di accedere a sconti e benefici di legge chi non ammette le proprie responsabilità) e il rinvio della riforma Cartabia. E una posizione di rilievo l’avrà anche il comparto della lotta al covid, almeno per quanto attiene l’anticipo all’1 novembre della scadenza dell’obbligo vaccinale per chi esercita la professione sanitaria, e la conseguente abrogazione delle sanzioni per l’inosservanza dell’obbligo. Palazzo Chigi manda dunque un segnale di “discontinuità” rispetto ai precedenti esecutivi.
di Francesco Olivo
La Stampa, 30 ottobre 2022
Domani nel Consiglio dei Ministri verrà inoltre anticipata la fine dell’obbligo vaccinale per i medici che hanno rifiutato il vaccino. L’era Meloni comincia con una gran fretta. Ci sono le emergenze, quella delle bollette su tutte, ma anche molte scadenze, a cominciare dalla giustizia. Il primo decreto del nuovo governo punta a blindare il carcere ostativo, il divieto ai benefici carcerari per i detenuti della criminalità organizzata non pentiti, rivendicato dalla premier anche nel suo discorso d’insediamento alla Camera. Con un altro provvedimento poi si rimanda di almeno due mesi l’entrata in vigore della riforma Cartabia, accogliendo le richieste della magistratura. Domani inoltre verrà anticipata la fine dell’obbligo vaccinale per i medici che hanno rifiutato il vaccino.
di Giulia Prosperetti
quotidiano.net, 30 ottobre 2022
Domani in Consiglio dei ministri il rinvio della legge Cartabia. Solo i detenuti che collaborano avranno agevolazioni e sconti. Il Governo Meloni parte dalla Giustizia. Al centro del primo decreto legge del nuovo Esecutivo, oltre al rinvio dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, vi è il tema dell’ergastolo ostativo e del divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 30 ottobre 2022
Lunedì il Consiglio dei ministri. Un decreto per confermare l’ergastolo ostativo. Niente benefici per chi non collabora. Esaurite le formalità di rito il governo si presenterà sul serio lunedì prossimo e lo farà con uno dei peggiori biglietti da visita immaginabili.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 30 ottobre 2022
Blindare l’ergastolo ostativo, rinviare (dopo l’allarme di magistrati e avvocati) l’entrata in vigore della riforma della giustizia penale di Marta Cartabia e anticipare la fine dell’obbligo vaccinale per i sanitari. Saranno questi - più, molto probabilmente, la nomina della squadra di viceministri e sottosegretari - i primi provvedimenti del governo Meloni.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 30 ottobre 2022
Un tema su cui l’ex procuratore aggiunto ha intenzione di mettere mano al più presto. L’allarme arriva dal Garante nazionale dei detenuti. E viene rilanciato anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che parla di “drammatica emergenza” e inquadra il problema come “una sconfitta per ciascuno di noi”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 30 ottobre 2022
L’appello di Rossomando a Nordio: “Le misure devono essere attuate”. “Grave preoccupazione” per gli eventi di suicidio che continuano a verificarsi nelle carceri italiane. A esprimerla è il Garante nazionale delle persone private della libertà sottolineando, in una nota, che “non è solo il numero delle vite interrotte a destare allarme, mai così alto, con 72 decessi per suicidio in dieci mesi, di cui due nella giornata di ieri, ma anche il fatto che questi eventi spesso riguardano persone ristrette per reati di lieve entità e quindi con pene brevi o brevissime. Persone spesso fragili sulle quali il carcere può avere un impatto ancora più duro”.
Avvenire, 30 ottobre 2022
Due suicidi in meno di 48 ore, un bracciante di 34 anni trovato impiccato a Siracusa e un catanese 44enne morto a Caltagirone, ripropongono prepotentemente il problema delle condizioni in carcere.
Giustizia, ecco gli sprechi che fanno lievitare i costi: indagini sbagliate, burocrazia e negligenze
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 30 ottobre 2022
Ecco dove si possono recuperare risorse per rilanciare gli uffici giudiziari. Ridurre drasticamente i costi, ottimizzare i tempi e restituire in questo modo ai cittadini - e anche a chi ci guarda dall’estero - fiducia. La sfida del nuovo governo riguarda anche e soprattutto il settore della Giustizia, da sempre uno dei più delicati, tra riforme tentate e riuscite, sprechi macroscopici e organico di magistratura e uffici gravemente sottostimato. Il risultato sono faldoni accatastati negli uffici dei magistrati, costretti spesso a condurre superficialmente le indagini considerate meno delicate, ma anche processi infiniti che, oltre a non rispettare i diritti delle parti in causa, mettono lo Stato a rischio di dovere pagare risarcimenti per la durata irragionevole dei dibattimenti. Poi ci sono i costi delle perizie, oppure le spese di cancelleria, riducibili grazie al processo di digitalizzazione di procure e tribunali, che riguarda deposito, notificazione e comunicazione degli atti, con un significativo abbattimento di costi e tempi. Le intercettazioni, che costano circa 200 milioni di euro all’anno, spesso non producono i risultati sperati, oppure vengono utilizzate in modo eccessivo. E gli errori commessi durante la fase delle indagini preliminari possono costare caro: solo nel 2021 lo Stato è stato condannato a pagare 24.506.190 euro di risarcimento a 565 persone finite in carcere ingiustamente, per sbaglio, e che hanno avuto la vita stravolta.
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