di Simona Musco
Il Dubbio, 15 giugno 2022
Nervi tesi in maggioranza: i due partiti non ritirano gli emendamenti. L’allarme di Sisto: “Così rischiamo un Consiglio eletto con le vecchie regole”. Nervi tesi e trattative andate a vuoto. Quella di ieri è stata una giornata di nuove fibrillazioni per la maggioranza, che ancora una volta si spacca sulla riforma del Csm. Lega e Italia Viva hanno infatti deciso di non raccogliere l’invito della ministra Marta Cartabia a ritirare gli emendamenti e percorrere in tranquillità e speditezza “gli ultimi 100 metri” che portano all’approvazione della legge delega.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 giugno 2022
La Lega, insieme a Iv, non ritira gli emendamenti al testo della ministra Cartabia che deve essere votato in Senato: “Lo dobbiamo a chi ha votato i referendum”. Letta: “Si metta la fiducia”. In serata respinte tutte le modifiche.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 15 giugno 2022
Adesso la sfida delle vere questioni è già in corso: il “pacchetto” Cartabia non comprende solo la riforma del Csm, ma ha già posto le basi per la trasformazione dei processi civile e penale. Il fallimento era largamente previsto. Il record negativo di partecipazione permette di guardare direttamente ad alcune questioni di fondo sino ad ora sottovalutate. In questo caso, non ci si può giustificare dando la colpa al quorum strutturale di validità.
di Ilario Ammendolia
Il Dubbio, 15 giugno 2022
Porre i quesiti così come è stato fatto senza porsi la questione dello “Stato” e la politica delle alleanze non ha avuto senso alcuno. I referendum non hanno raggiunto il quorum e i “sì” ai cinque quesiti posti sono stati maggioranza tra gli elettori che si sono recati alle urne.
di Giulia Merlo
Il Domani, 15 giugno 2022
Scontri nei comitati per il sì, con Caiazza delle Camere penali e Boni dei radicali italiani, che attaccano il partito radicale e la Lega per il metodo usato, definito “estemporaneo e improvvisato”. Esulta invece la magistratura associata. I gruppi associativi, infatti, hanno esultato contro “Chi pensava di lucrare dagli scandali della magistratura un consenso elettorale”, ha detto Eugenio Albamonte, segretario di Area. L’insuccesso alle urne di questi referendum rischia di provocare un effetto imprevisto: dividere nella sconfitta i sostenitori del Sì, allontanando così per il futuro l’ipotesi di usare lo strumento per riforme in materia di giustizia.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 15 giugno 2022
Spira sull’Italia il vento del garantismo? Pare di sì, nonostante solo un cittadino su cinque sia andato a votare per i referendum sulla giustizia. Intanto perché stiamo sempre parlando di circa dieci milioni di persone, donne e uomini che hanno sfidato il silenzio elettorale del sistema informativo pubblico, la data unica nel giorno più caldo dell’anno, il boicottaggio esplicito di quotidiani come Repubblica, Il Fatto e Domani, la pusillanimità di quelli a maggiore diffusione, la disobbedienza civile di quello che il suo leader Enrico Letta definisce “il primo partito d’Italia”, il Pd. Ma soprattutto l’ostilità feroce e ricattatoria dei veri detentori del potere - quello di toglierti la libertà e quindi la vita - cioè gli uomini in toga. Dieci milioni di eroi, comunque abbiano votato, per il Sì o per il No.
di Ciro Cuozzo
Il Riformista, 15 giugno 2022
Per il suo legale, “Cosimo Di Lauro o era pazzo o era un grande attore”. Sul primogenito del superboss Paolo, detto Ciruzzo ‘o milionario, in queste ore si sprecano giudizi carichi di retorica. Era un boss, un sanguinario, un uomo che ha ordinato (grazie al racconto di numerosi pentiti) omicidi e stragi di camorra che hanno coinvolto anche persone innocenti.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 15 giugno 2022
L’Unione delle Camere Penali Italiane denunzia la compromissione del diritto dell’imputato a essere giudicato dal medesimo giudice che ha raccolto la prova in dibattimento: una prassi ormai “abituale”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 giugno 2022
La Corte costituzionale, sentenza n. 146 depositata ieri, ha esteso la possibilità di ricorrere alla messa alla prova. La Consulta ha infatti dichiarato illegittimo l’articolo 517 Cpp nella parte in cui non prevede, in seguito alla contestazione di reati connessi (articolo12, comma 1, lettera b), Cpp), la facoltà dell’imputato di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova, con riferimento a tutti i reati contestatigli.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 15 giugno 2022
“Prevalenti le ragioni di sicurezza generale”, scrive il Gip di Bologna che archivia il caso di un giovane tunisino. Intanto a Modena si indaga per tortura. Perquisire la cella di Khedhri Haitem, morto per un’overdose di farmaci” avrebbe significato “dare adito a nuovi scontri” in un “contesto drammatico” nel quale “il preminente interesse da salvaguardare era la messa in sicurezza del penitenziario e delle persone detenute”.
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