di Davide Varì
Il Dubbio, 30 ottobre 2022
L’uomo ha passato 1268 giorni in galera da innocente per l’omicidio di Lidia Macchi, ma per le toghe non andrebbe risarcito, in quanto si è avvalso della facoltà di non rispondere.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 30 ottobre 2022
Il suicidio di Tecca Gambe, il 36enne originario del Gambia che si è tolto la vita venerdì mattina è il terzo dall’inizio dell’anno all’interno del carcere di Torino. Una drammatica sequenza cominciata a fine luglio quando Nuammad Khan, 38enne cittadino pachistano si era impiccato all’interno del padiglione C. Tre settimane più tardi, nel giorno di Ferragosto, anche Alessandro Gaffoglio, 24 anni, passaporto italiano e origini brasiliane, aveva deciso di uccidersi nella cella dove si trovava da solo, proprio come Tecca. Alessandro, incensurato, aveva già tentato il suicidio cinque giorni prima, ma inspiegabilmente nella sua cella era stato lasciato il sacchetto di plastica con il quale si è soffocato. Era stato arrestato il 2 agosto per due rapine a San Salvario e all’udienza di convalida il suo legale aveva chiesto la concessione degli arresti domiciliari, ma l’istanza era stata respinta.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 30 ottobre 2022
“A Torino si arresta tanto, la Casa circondariale è sovraffollata e il personale è in grande difficoltà”. Monica Cristina Gallo, garante delle persone private della libertà, lo ripete da tempo e, dopo il terzo suicidio dall’inizio dell’anno, invoca un intervento ministeriale che “spinga” verso un massiccio ricorso a misure alternative alla detenzione. “Penso che nella situazione drammatica in cui si trova il Lo Russo e Cutugno ci sia una grossa responsabilità dell’amministrazione penitenziaria nazionale che lascia direttori, agenti e funzionari giuridico-pedagogici a operare in condizioni di assoluta emergenza - continua Gallo -. Il sistema così com’è non funziona e i risultati sono ben visibili anche dai dati degli ingressi”.
notiziediprato.it, 30 ottobre 2022
La Dogaia teatro dei fatti denunciati da un italiano a gennaio del 2020. Il giudice delle udienze preliminari ha disposto il rinvio a giudizio. Le accuse: tortura aggravata, violenza sessuale di gruppo e lesioni. L’avvocato che assiste la vittima: “Gravissimo e inaccettabile che tutto ciò sia avvenuto in una struttura carceraria”.
di Ludovico Collo
La Repubblica, 30 ottobre 2022
“In qualche modo dovrò pur mangiare, no?”. Palermo, una delle tante periferie esistenziali della città. Lì è nato Luca e lì è tornato quando ha finito di scontare una condanna per furto. Tutta, fino all’ultimo, perché casa non ne ha e un luogo in cui scontare i domiciliari non l’ha trovato. Appena uscito, neanche un lavoro. Sussidi come il reddito di cittadinanza, zero. Quando può rimedia una giornata, a nero ovviamente, per lo più si arrangia. “In galera non voglio tornare, ma chi lo prende uno come me?”. Con buona pace della funzione rieducativa della pena sancita persino in Costituzione, per molti di quelli che il carcere se lo lasciano alle spalle, la porta della società rimane chiusa. E ci ricascano.
di Ludovico Collo
La Repubblica, 30 ottobre 2022
“Qui si crea il contrario dello spirito rieducativo. La detenzione è sempre più vicina alla vendetta”. Ho letto l’intervista di Repubblica allo scrittore Sandro Bonvissuto autore del libro “ Dentro”. Oggi vi scrivo proprio da “Dentro”! Sono infatti forzatamente ospite del carcere Pagliarelli dal 22 giugno scorso. Sto scontando una pena di 5 anni per reati fallimentari. Ho 56 anni, svolgo da oltre 30 la professione di ragioniere commercialista e revisore legale, ho 2 figli. Nel 1987 (avevo 21 anni) ho frequentato il primo corso in SDA Bocconi a Milano: è da allora che faccio il pendolare usando come base Milano.
sardegnalive.net, 30 ottobre 2022
Ieri pomeriggio a Sassari si è svolta la manifestazione degli anarchici in segno di solidarietà ad Alfredo Cospito, attualmente detenuto nel carcere di Bancali perché accusato di “strage contro la sicurezza dello Stato”. “Contro il 41 bis. Per un mondo senza galera. Libertà per tutti e tutte”, recita uno degli striscioni portato alla marcia di protesta, a cui hanno aderito un centinaio di persone tenute d’occhio dalle forze dell’ordine.
quicosenza.it, 30 ottobre 2022
La direttrice Maria Luisa Mendicino: “Non è la prima volta che gli ospiti di questa struttura si cimentano con il teatro”. In data 03 novembre 2022 alle ore 18:00, presso il Teatro “A. Rendano” di Cosenza” si terrà la prima rappresentazione dell’opera teatrale dal titolo “Hic et Nunc”, realizzato dal regista Adolfo Adamo con la partecipazione, in qualità di attori, di alcuni detenuti ospiti di questa Casa Circondariale. “Questa Direzione - si legge in una nota a firma di Maria Luisa Mendicino, direttrice del carcere - vanta una acclarata tradizione rispetto alla realizzazione di “laboratori teatrali”. Già da qualche anno, grazie anche alla collaborazione con gli Enti Locali e le Associazioni di Volontariato, sono stati realizzati vari progetti, che hanno sempre visto i detenuti come protagonisti delle varie pièce teatrali, oltre che fruitori delle stesse. ln particolare, negli anni 2014,2015 e 2019 sono stati realizzati i prescelti: Amore Sbarrato I, Amore Sbarrato II “il Sogno Continua” e Amore Sbarrato III “Redemption Day”. I vari spettacoli hanno avuto recensioni e critiche positive anche con risonanza nazionale; tanto che l’ultimo lavoro realizzato, già portato in scena presso il Teatro “A. Rendano” di Cosenza il 19.7.2019, è stato successivamente selezionato per partecipare alla rassegna nazionale finale Destini Incrociati - Teatro in Carcere”.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 30 ottobre 2022
Il dibattito si è svolto nella cornice del Premio Morrione per il giornalismo investigativo. Venerdì, 28 ottobre, a Torino, nell’ambito del Premio intitolato a Roberto Morrione, si è svolto un emozionante dibattito sulla vicenda di Julian Assange. Com’è noto, il giornalista di origine australiana rischia di essere estradato dalla Gran Bretagna negli Stati Uniti dove incombe su di lui una condanna a 175 anni di carcere.
di Tina Simoniello
La Stampa, 30 ottobre 2022
Sempre più bambini e ragazzi con depressione da social. Uno studio della Società italiana di pediatria ha preso in esame 68 ricerche condotte in 18 anni, mettendo in luce la fragilità dei giovani in un mondo sempre più digitale. L’allarme anche sul rischio obesità.
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