di Piero Senaldi
Libero, 24 maggio 2022
Di giustizia, la senatrice Giulia Bongiorno può ben parlare. Tra i principali penalisti italiani, in quanto avvocato l’esponente della Lega non va giù con il randello, ma sa far capire le cose al suo interlocutore. Quando si batteva per la fecondazione assistita portava avanti un tema caro alla sinistra, e tutti la inseguivano anche se il problema riguardava una minoranza.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 maggio 2022
Solo in 220 superano la prova scritta, ma i posti a bando erano 310. Poniz (ex Anm): “Un livello non adeguato”. Una vera e propria débâcle, un flop sconcertante. Il concorso per l’accesso in magistratura miete migliaia di vittime, su tutti italiano e diritto. Perché su 3.797 candidati che si sono presentati alla prova scritta soltanto in 220 sono stati ammessi all’orale, ovvero il 5,7 per cento del totale. Gli altri, secondo quanto riferito dalla commissione esaminatrice, avrebbe commesso strafalcioni di diritto e di italiano.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 maggio 2022
Intervista a due voci. Per una volta sia Magistratura indipendente sia Magistratura democratica sono d’accordo. Loredana Micciché per Mi al Csm, e la presidente di Md Cinzia Barillà, sono contro il collega severissimo sugli errori, perfino d’italiano.
di Giuseppe Sottile
Il Foglio, 24 maggio 2022
Una commemorazione ecumenica. Eppure trent’anni fa a Capaci non è morto solo il magistrato siciliano, ma anche il suo modo di fare giustizia. Poi è arrivata l’antimafia chiodata, con i teoremi, i finti pentiti e i processi di piazza.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 24 maggio 2022
Giovanni Falcone è stato ucciso 30 anni fa dalla mafia. Era stato ostacolato in tutti i modi e combattuto dai suoi colleghi. Il Csm prima gli negò la nomina a capo dell’ufficio istruzione, cioè di succedere a Antonino Caponnetto, poi addirittura, su denuncia di magistrati e politici di sinistra, aprì contro di lui un gravissimo procedimento disciplinare che si concluse solo con la sua morte. Fu ostacolato e messo alla gogna, sui giornali, in Tv, di fronte all’opinione pubblica.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 24 maggio 2022
Il pm Di Matteo su Falcone e le altre stragi: “Non mi piacciono le parate istituzionali e come tanti cittadini non sopporto lo sterile esercizio di una stucchevole retorica di Stato”. Nino Di Matteo ha disertato le manifestazioni ufficiali “in cui mi pare si sia data una lettura minimalista e rassicurante della strage di Capaci, come se la vendetta dei macellai corleonesi fosse il movente prevalente se non esclusivo, tralasciando due aspetti. Il primo è il ruolo di leadership in termini di politica giudiziaria che Falcone aveva assunto al ministero: aveva portato in politica la lotta alla mafia - altro che porte girevoli! - e nella sua rozzezza Riina l’aveva capito. Secondo: la contestualizzazione dell’eccidio tra l’assassinio eccellente di Salvo Lima e la stagione delle altre sei stragi successive” anche nel continente.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2022
Da un lato non si contano le commemorazioni, troppe di rito, per i 30 anni della strage di Capaci; dall’altro avviene che la Cassazione ha depositato le motivazioni dell’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Milano che, per la seconda volta, aveva negato un permesso premio a Giuseppe Barranca, uomo dei Graviano, pluriergastolano proprio per la strage di Capaci del 1992 e per le autobombe del 1993 a Milano, Firenze e Roma.
di Selvaggia Lucarelli
Il Domani, 24 maggio 2022
Emiliano è stato arrestato all’alba del 12 maggio, a Torino, insieme ad altri due ragazzi che come lui avevano manifestato tre mesi fa contro l’alternanza scuola-lavoro. Oltre a lui, quattro ragazzi hanno l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria e altri quattro ragazzi ancora si trovano agli arresti domiciliari.
di Fabio Savelli
Corriere della Sera, 24 maggio 2022
Giulia Ligresti e l’assoluzione: un’ingiustizia che non mi risarciscano quei 21 giorni in cella. È stata assolta dalle accuse di aggiotaggio e falso in bilancio perché il fatto non sussiste. Ingiustamente detenuta, ma solo per i primi 16 giorni dei 43 passati nel carcere di Vercelli tra luglio ed agosto di nove anni fa, per i quali Giulia Ligresti ha diritto ad un risarcimento di 16mila euro. La sentenza della Corte d’Appello le ha riconosciuto la particolare “afflittività” della condizione carceraria, ma non le ha concesso lo stesso metro di giudizio per la detenzione successiva, per quei 21 giorni San Vittore nel 2018 come espiazione della pena per reati da cui pochi mesi dopo fu invece scagionata. La richiesta di indennizzo era molto più alta, 1,3 milioni. Ma ha pesato la scelta di patteggiare: non le è stato riconosciuto l’errore giudiziario.
di Paolo Morando
Il Domani, 24 maggio 2022
Oltre trent’anni fa, nel 1991, è stato condannato in via definitiva a 22 anni e mezzo di carcere per partecipazione a banda armata (le Brigate rosse - Unione dei comunisti combattenti) e concorso morale in omicidio (il generale dell’aeronautica Licio Giorgieri, ucciso in un agguato a Roma il 20 marzo 1987).
- Siracusa. Grazie al progetto “Fuori” una vita dopo il carcere è possibile
- San Gimignano (Si). Il giudice costituzionale Viganò incontra i detenuti
- Rossano. Start-up nella Casa di reclusione, esperimento per il reinserimento dei detenuti
- Roma. Dietro le sbarre per portare l’abbraccio di una famiglia
- Roma. Carcerato di Rebibbia si laurea in ateneo Tor Vergata











