di Giuseppe Pignatone
La Repubblica, 23 maggio 2022
Lo Stato ha reagito nel rispetto delle regole. E si è rivelato decisivo anche l’apporto della società civile. Trent’anni fa 500 chili di esplosivo facevano saltare in aria un tratto dell’autostrada Palermo-Punta Raisi, provocando la morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta. Meno di due mesi dopo, l’esplosione in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e altri cinque appartenenti alla Polizia di Stato. Le stragi di Capaci e di via D’Amelio hanno segnato il punto più alto della sfida lanciata allo Stato dalla Cosa nostra corleonese, un assalto che sarebbe continuato a maggio-luglio 1993 con le bombe di Roma, Firenze e Milano.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 23 maggio 2022
L’anniversario della morte di Giovanni Falcone (23 maggio 1992) e di Paolo Borsellino (19 luglio) ci interpella sull’eredità delle vittime di mafia. Lo storico Salvatore Lupo sostiene che dal loro martirio nasce la sorpresa che in un’Italia senza senso della patria e dello stato, ci siano soggetti disposti a morire per il loro dovere, per questa patria e per questo stato.
di Federico Cafiero de Raho
La Repubblica, 23 maggio 2022
La lotta al crimine deve essere transnazionale. E la verità sulle stragi è un obbligo del Paese. Trent’anni sono trascorsi dalle stragi di Capaci e via D’Amelio. Scene di guerra che il nostro Paese, in tempo di pace, non aveva mai vissuto. Non le dimenticheremo mai. Due magistrati e le loro scorte furono uccisi. Quei magistrati avevano rappresentato il rigore della lotta a Cosa nostra e avevano espresso una strategia di contrasto, come non era mai stata attuata. Cosa nostra aveva deciso “di fare la guerra allo Stato, colpendolo nel cuore delle istituzioni”. Il disegno sovversivo proseguì con le stragi continentali di Roma, Firenze, Milano. I processi celebrati a Caltanissetta e a Firenze hanno evidenziato che di quelle stragi fu mandante ed esecutore Cosa nostra.
di Ilario Balì
ilreggino.it, 23 maggio 2022
L’iniziativa nata in collaborazione con gli ambiti territoriali di Locri e Caulonia e altri enti del terzo settore. Un’occasione per rendere pubblici i risultati del progetto realizzato dall’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria a cui hanno partecipato 7 detenuti del carcere di Locri in stato di semi libertà e finalizzati a far loro conoscere i percorsi di riparazione degli effetti dei reati e la costruzione di relazioni sociali. Fondamentale, in tal senso, la collaborazione prestata dalla comunità locale rappresentata dagli assistenti sociali degli ambiti di Locri e di Caulonia ed altri enti del territorio calabrese appartenenti al terzo settore. “L’idea è proprio il fulcro della giustizia riparativa - ha espresso Alessandra Mercantini, pedagogista e mediatore penale - che vede oltre l’errore l’essere umano che deve essere riaccolto. Abbiamo lavorato insieme per fare in modo che quella rieducazione che il carcere aveva dato si traduca successivamente in risocializzazione”.
luccaindiretta.it, 23 maggio 2022
Questo martedì (24 maggio) alcune classi degli istituti superiori della provincia visiteranno il carcere di Lucca. Educare i ragazzi alla legalità coinvolgendo gli istituti secondari del territorio provinciale, per parlare di giustizia e costituzione. E’ in dirittura d’arrivo il progetto Legalità, si riparte! realizzato in stretta collaborazione tra la sede della camera penale di Lucca e l’ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, che si concluderà questo martedì (24 maggio) alle 12 alla casa circondariale di Lucca in via San Giorgio.
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 23 maggio 2022
A Montecitorio c’è una proposta di legge sulla possibilità di coltivare “quattro piantine” per uso personale, mentre a Palazzo Madama il ddl gradito a Salvini punta all’opposto: “tolleranza zero” anche per lievi entità. Un regolamento stabilisce che “vince” la proposta fatta prima.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 23 maggio 2022
Si è tenuta presso il Tribunale di Trapani la prima udienza preliminare per decidere se Kathrin Schmidt, Dariush Beigui, Sascha Girke, Uli Tröder e altri 17 indagati dovranno essere processati per aver salvato vite umane.
di Michele Farina
Corriere della Sera, 23 maggio 2022
La guerra ha acuito la crisi: raccolti in pericolo, il commercio usando le rotte via terra è impossibile. La guerra è una questione (anche) di calorie: le esportazioni agricole dall’Ucraina ne fornivano a sufficienza per tenere in vita 400 milioni di persone nel mondo, dall’Africa all’Asia passando per il Medio Oriente. Il ministro dell’Agricoltura Mykola Solskiy dice all’ Economist che, prima dell’invasione, Kiev esportava 5 milioni di tonnellate di grano al mese. E invece “ad aprile siamo riusciti a spedirne all’estero circa un milione”.
di Luca Cifoni
Il Messaggero, 23 maggio 2022
La senatrice: “La Tunisia è in difficoltà, attenzione alle ripercussioni per l’Italia”. Serve una tregua alimentare per scongiurare carestie e instabilità nei Paesi più vulnerabili. Emma Bonino si è occupata per buona parte della sua vita di emergenze planetarie. Oggi ha un quadro ben preciso della situazione in Ucraina e delle conseguenze che potrebbe avere in particolare sulle aree più povere del mondo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 23 maggio 2022
L’ordine del burqa per le conduttrici aveva una data: adeguarsi entro il 21 maggio. Loro nei giorni scorsi hanno sfidato l’ordine dei talebani di nascondere il viso, oggi le giornaliste sono state costrette a indossare il burqa dopo le pressioni sulle loro emittenti.











