di Maria Grazia Giannichedda
Il Manifesto, 24 maggio 2022
Abdel Latif e non solo. Ritorna forte l’ossessione del controllo in nome di una sicurezza che non ha mai evitato gli “incidenti”, come si diceva nei manicomi; dilaga, in parte complice il Covid, la miseria dell’affollamento, dei turni massacranti, dell’incuria verso la legalità e il rispetto delle persone.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 24 maggio 2022
Nel Veneto il lavoro irregolare frutta 5,6 miliardi di euro all’anno. Erano sei clandestini, originari del Nordafrica e della Nigeria gli occupanti dell’auto che, venerdì scorso, si è schiantata contro un camion a San Pietro in Gu. Quattro di loro sono morti. Lavoravano tutti nelle campagne per pochi euro e stavano rientrando nei miseri alloggi di fortuna dove vivevano, nel Veronese.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 24 maggio 2022
Vorrei ricordare che le parole hanno un peso e un significato, che non si possono usare a casaccio svuotandole delle idee che hanno espresso e delle conseguenze che hanno provocato. C’è una parola che appare a momenti come un vocabolo magico che sancisce la divisione fra male e bene. La parola chiave è “nazismo”. Ma viene da chiedersi: ha ancora un significato storico o è diventata un termine usa e getta per indicare chi non ci piace e chi vogliamo screditare?
di Sara Gandolfi
Corriere della Sera, 24 maggio 2022
Celebrata la ricorrenza della biodiversità voluta dall’Onu. In Colombia, Paese bellissimo ma tormentato, uccise 75 persone che tutelavano il territorio. Dal Messico alle Filippine.
di Luigi De Biase
Il Manifesto, 24 maggio 2022
Uccisi il 24 maggio 2014 dall’esercito ucraino nel Donbass, sono stati testimoni di una “guerra nuova”. Ora che la guerra è di nuovo a Kramatorsk, a Slovyansk, a Kostantinovka, sembra quasi di tornare al 2014, che per alcuni versi rappresenta l’origine o quantomeno una delle ragioni di quel che accade adesso. Anche allora era maggio. Nella vicina Donetsk avevano votato un referendum per l’indipendenza dall’Ucraina dopo la rivolta che era costata la fuga da Kiev all’ex presidente Viktor Yanukovich e dopo una serie di fatti inquietanti come il massacro al Palazzo delle professioni di Odessa.
di Francesco Battistini
Corriere della Sera, 24 maggio 2022
È la prima simbolica sentenza di questa guerra. Il 28 febbraio scorso aveva ucciso il civile disarmato a bordo di una bicicletta. Il legale: “Chiederemo l’annullamento in appello”. Si ipotizza uno scambio di prigionieri con Mosca.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 24 maggio 2022
La condanna all’ergastolo del sergente Vadim Shishimarin, accusato di aver ucciso un cittadino ucraino il 28 febbraio scorso, è il primo provvedimento che punisce “un crimine contro la pace, la sicurezza, l’umanità e la giustizia internazionale”. Il giudice Serhiy Agafonov, che ieri ha letto nel Tribunale di Kiev la sentenza, ha evidenziato che “la corte non ravvisa la possibilità d’infliggere una pena per un periodo più breve”. La velocità con cui si è giunti alla condanna lascia però perplessi. È stato colpito un “un pesce piccolo”, come dice Paolo Caroli, docente di diritto penale nell’Università di Torino ed esperto di diritto penale internazionale.
di Sergio D’Elia*
Il Riformista, 24 maggio 2022
È una forma di giustizia che fa letteralmente pena quella dell’ergastolo inflitto al sergente Vadim Shishimarin, il primo soldato russo processato per crimini di guerra in Ucraina. Vadim ha commesso un fatto orribile: nei suoi primi giorni di guerra ha tolto la vita a un uomo inerme e sconosciuto. Lo stato ucraino, in un aberrante rendiconto, ha condannato alla pena di morte viva un uomo nei suoi primi vent’anni di vita. È apparso in tribunale chiuso, inerme e spaurito come un passerotto in una gabbia. Alla violenza, al dolore, alla disperazione del crimine di guerra, si è corrisposto in proporzione uguale e contraria con il castigo esemplare, pacificatore. Con il fine pena mai, la pena terribile, senza fine, senza speranza, fino alla morte.
di Guido Salvini*
Il Dubbio, 24 maggio 2022
Entro fine mese il ricercatore, accusato di spionaggio, sarà giustiziato. Il governo italiano convochi l’ambasciatore. Con l’epidemia Covid e la guerra in Ucraina l’estremismo islamico sembra passato di moda almeno nei mass- media. Ma non è affatto scomparso. Non è più in grado di colpire in Europa, come avvenuto con le sanguinose stragi dell’Isis in Francia, Spagna, Inghilterra e Germania ma la sua ideologia e le sue milizie si allargano in molti paesi più fragili, in particolare in Africa.
di Ettore Maria Colombo
luce.lanazione.it, 23 maggio 2022
Solo nel 2021 sono stati oltre 280mila i colloqui tra detenuti e almeno un familiare minorenne. La “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti”, che punta a riconoscere il diritto dei minori alla continuità del legame affettivo con i genitori in carcere, contiene inoltre una serie di misure a tutela dei diritti dei bambini costretti a vivere in una struttura detentiva con le madri.
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