di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 maggio 2022
Il processo. Condannati in primo e secondo grado nel processo “Agaish”, ma “il fatto non sussiste”. Le avvocate della difesa: “Abbiamo sempre detto che erano esclusivamente condotte di solidarietà”.
di Emma Bonino
Il Riformista, 21 maggio 2022
Il quadro tracciato giovedì scorso dal sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto, nel corso dell’audizione in Commissione diritti umani del Senato sulle condizioni delle oltre 117.000 persone di nazionalità ucraine arrivate in Italia dalla fine di febbraio, restituisce la complessità della macchina amministrativa impegnata nell’assistenza e accoglienza sul nostro territorio. Lo stesso Presidente del consiglio Draghi intervenendo in Parlamento nelle stesse ore ha ringraziato tutti i cittadini italiani che si stanno impegnando in tal senso.
di Elena Tebano
Corriere della Sera, 21 maggio 2022
Il premier ungherese Viktor Orbán ha fatto riferimento a un supposto piano per “sostituire” i bianchi cristiani con gli immigrati. È un’idea professata anche da molti terroristi di estrema destra americani, ma arriva originariamente della Francia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 21 maggio 2022
Parla Riccardo Noury: “Sono protetti dal diritto internazionale. Non possono essere portati in Russia e vanno restituiti a Kiev finita la guerra”. Con la resa del reggimento Azov, l’ultima unità delle forze armate ucraine che ancora resisteva all’interno dell’acciaieria assediata di Mariupol, Azovstal, riconosciuta ieri dal comandante in capo Denys Prokopenko su ordine del governo di Kiev, si pone la questione delle sorti dei prigionieri e di quale trattamento verrà riservato da parte dei russi ai membri del famigerato battaglione. Secondo quanto dichiarato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, i soldati ucraini non feriti e che non hanno bisogno di cure saranno condotti (come chi li ha preceduti) in un’ex colonia carceraria della città di Olenivka, nella regione di Donetsk. Fonti ucraine precisano che si tratterebbe della Colonia penale numero 52, una delle più temute prigioni russe nei territori occupati.
di Valerio Fioravanti
Il Riformista, 21 maggio 2022
Nel 2019 un ex prigioniero politico fuggito dall’Iran, Iraj Mesdaghi, ritenne di aver incontrato per strada, a Stoccolma, uno dei suoi torturatori, Hamid Noury, e avvertì le autorità svedesi. In realtà Mesdaghi è un importante attivista per i diritti umani e tutti noi immaginiamo che non sia stato davvero lui a imbattersi in Noury e che abbia fatto da “scudo” a qualche suo connazionale che non se la sentiva di uscire allo scoperto. Ma, a parte questo, il 9 novembre 2019 la polizia svedese arrestò l’uomo all’aeroporto di Stoccolma, da dove stava partendo alla volta di Milano.
di Futura d’Aprile
Il Domani, 21 maggio 2022
Il presidente Erdogan ha chiesto a Finlandia e Svezia di mettere fine ai legami con il Partito dei lavoratori e con l’Amministrazione autonoma del Rojava in cambio dell’adesione alla Nato. Per il capo di stato turco Pkk, Amministrazione autonoma del Rojava e semplici cittadini scandinavi appartenenti all’etnia curda e presenti anche nel Parlamento svedese rappresentano indiscriminatamente una minaccia alla sicurezza. Erdogan usa ancora una volta le debolezze dell’Occidente a suo vantaggio, con l’obiettivo di colpire anche in Europa una minoranza che perseguita da anni tanto in patria quanto all’estero nell’indifferenza generale
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 21 maggio 2022
Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per il territorio del Nagorno-Karabakh, dal 1988 al 1994 e poi ripreso alla fine del 2020, ha causato uccisioni illegali, torture e sfollamenti forzati e arrecato miseria alle popolazioni anziane. Lo si legge in due rapporti pubblicati questa settimana da Amnesty International, che illustrano in modo drammatico l’impatto sproporzionato che i conflitti hanno sulle persone anziane.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 maggio 2022
Dopo Torino, nuova Agorà dei dem. Rossomando: “È urgente riformarlo per decreto legge”. Mai più i bambini innocenti “detenuti” in carcere, perché dentro ci stanno le loro mamme. Subito il nuovo regolamento penitenziario del costituzionalista Marco Ruotolo, che gli ha affidato la Guardasigilli Marta Cartabia, per sostituire quello vecchio ormai di 50 anni, “per il quale ci sarà il pieno sostegno del Pd”. E ancora, utilizzando il primo decreto legge utile, far diventare abitudinarie tutte le norme utilizzate durante la pandemia - come star fuori dal carcere per chi deve scontare solo 18 mesi - per alleviare una situazione che, nelle patrie galere, è stata molto più penalizzante rispetto a chi viveva fuori.
imgpress.it, 20 maggio 2022
“Ci sono alcune cose che possiamo fare sul tema delle carceri nell’ultimo spazio di Legislatura che abbiamo davanti, anche perché la Ministra della Giustizia, nelle diverse interrogazioni che abbiamo fatto, ha già dato disponibilità rispetto a questi temi.
di Oscar La Rosa*
Il Dubbio, 20 maggio 2022
Il vero punto di svolta del lavoro in carcere arriva nel 1993. Lo Stato prende consapevolezza delle difficoltà delle amministrazioni penitenziarie nel gestire le lavorazioni interne soprattutto considerando la previsione normativa per la quale i metodi e l’organizzazione del lavoro debbano riflettere quelle del mondo esterno.
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