di Vincenzo Giannetto
Giornale di Sicilia, 20 maggio 2022
Ha diritto al permesso premio se ha ottenuto la revoca del 41-bis ed ha reciso i suoi collegamenti con la mafia. E può ottenere il beneficio anche un boss condannato a più ergastoli come Giuseppe Barranca, della famiglia mafiosa di Brancaccio, in carcere da oltre 25 anni e attualmente detenuto ad Opera a Milano.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2022
La Cassazione, sentenza 19463 depositata ieri, cambiando indirizzo, amplia lo spettro dei poteri del Giudice per le indagini preliminari nella applicazione dell’obbligo di dimora. Per la III Sezione penale infatti, “non viola il principio della domanda cautelare il giudice che, adito della richiesta di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora, d’ufficio prescriva all’indagato di non allontanarsi dall’abitazione in alcune ore del giorno, ai sensi dell’art. 283, comma 4, cod. proc. pen.”. Precedentemente invece la Corte aveva affermato che è illegittima l’iniziativa officiosa del giudice per le indagini preliminari il quale, in mancanza di una richiesta del pubblico ministero, disponga modalità più gravose di applicazione della misura (Sez. 6, n. 456 del 14/02/1992).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 maggio 2022
Confronto su un progetto - con tanto di relazioni scientifiche sui risultati - che favorisce la formazione del lavoro e la ricerca di abitazione per le persone in esecuzione penale, dentro e fuori dal carcere. Parliamo del convegno tenutasi a Verona il 13 maggio scorso per il decennale del “progetto Esodo”, realizzato in collaborazione con Caritas Italiana e Fondazione Cariverona.
di Mariangela Mariani
foggiatoday.it, 20 maggio 2022
Alessandro Scrocco è stato assassinato la sera del 18 maggio davanti al carcere di Foggia. Da due anni prestava servizio presso il Banco Alimentare della Daunia. Nel 2010 aveva ucciso un 29enne.
di Valeria Terranova
Corriere di Viterbo, 20 maggio 2022
Detenuto ucciso in carcere dal compagno di cella, ieri 19 maggio altra udienza davanti al gip Savina Poli per due poliziotti della penitenziaria, indagati per concorso in omicidio colposo. Giovanni Delfino, 70enne viterbese, fu massacrato a colpi di sgabello all’interno del penitenziario Mammagialla la sera del 29 marzo 2019 dal 36enne di origini indiane, che fu condannato a 14 anni di reclusione a ottobre 2020 dalla corte d’Assise di Viterbo. La perizia psichiatrica effettuata nel corso del primo procedimento da due specialisti attestò che il giovane fosse parzialmente incapace di intendere e di volere.
di Noemi di Leonardo
bolognatoday.it, 20 maggio 2022
Il sindaco, che ha definito il carcere “un quartiere della città”, andrà a verificare di persona le condizioni di vita dei detenuti, dopo l’ennesima morte in cella, avvenuta la settimana scorsa. Il sindaco, Matteo Lepore, visiterà il carcere “Rocco D’amato” la prossima settimana. Il primo cittadino risponde così anche alle richieste della Camera Penale bolognese, dopo l’ultimo decesso in cella di un detenuto 40enne: “Nel mese di novembre del 2021 era avvenuto un altro decesso. Non sono allo stato note le cause di quest’ultima, ennesima, morte, anche se la sua giovane età e la collocazione nel tristemente noto secondo piano giudiziario lasciano pensare a cause non dissimili da quelle che avevano portato alle precedenti morti, ovvero abuso di farmaci o di sostanze stupefacenti” scrivono gli avvocati, Roberto d’Errico e Chiara Rodio, rispettivamente presidente e segretaria della Camera Penale di Bologna.
reggiotoday.it, 20 maggio 2022
Ieri mattina, nel salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio è stato siglato il Mandela’s Office, protocollo d’intesa per l’istituzione dell’ufficio per la giustizia riparativa di Reggio Calabria.
bergamonews.it, 20 maggio 2022
“Quando sei in carcere pensi sempre alla libertà. La immagini, la sogni. Poi ti rendi conto che quella condizione così voluta è forse il momento più difficile, se non hai un lavoro, una casa in cui tornare o una famiglia che ti aspetta”. Piergiorgio racconta la sua storia di detenuto ai ragazzi e alle ragazze del Liceo Falcone e dell’Istituto Mamoli di Bergamo. In silenzio, seduti nell’auditorium di Piazza Libertà, si rendono conto che esiste una realtà dentro la comunità che non può avere vita parallela. Deve essere inclusa nella città con il supporto di istituzioni, associazioni e persone. Capire come fare e perché è urgente agire è stato lo scopo dell’evento Dal carcere al territorio, dal carcere con il territorio: per una comunità inclusiva della pena, proposto nell’ambito di Bergamo Next Level, la rassegna organizzata dall’Università e da Pro Universitate Bergomensi.
di Barbara Marini
vita.it, 20 maggio 2022
Un progetto della Fondazione Cave Canem propone percorsi di educazione cinofila in alcuni penitenziari: i detenuti imparano a prendersi cura degli animali salvati dai canili e una professionalità che potrà servire per quando avranno acquistato la libertà. Il progetto raccoglie fondi sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo
di Marco Accossato
La Stampa, 20 maggio 2022
Le lettere e le storie dei ragazzi del Ferrante Aporti di trent’anni fa. Al Salone del Libro attraverso l’esperienza di un ex giovane detenuto il racconto degli anni in cui il carcere minorile di Torino investì fortemente sulla formazione e sul riscatto.
- Pozzuoli (Na). “Anime perse”, la mostra che racconta la vita delle detenute
- La Spezia. “Tutto quel che sono”, in scena con i detenuti del carcere
- Parma. Presentazione del libro “Tre metri quadri. Quattro anni di visite in carcere”
- Cristo si è fermato a Eboli. Nell’orto dei detenuti
- Se un ragazzo su due non capisce cosa legge











