di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 11 aprile 2022
Per la giustizia italiana una forma grave di Sla è “compatibile con il regime carcerario” mentre un libro su carcere e giustizia “aumenterebbe il carisma criminale”. Storie di “giustizia” che lasciano basiti.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 11 aprile 2022
I 5 Stelle: chiudiamo solo se c’è un chiarimento politico. “Non ho rimpianti per essermi seduta su una poltrona così scomoda”, confidava mercoledì scorso Marta Cartabia parlando di riforme della giustizia alla Scuola di perfezionamento delle forze di polizia. Erano i giorni caldi della trattativa sul Csm e l’ordinamento giudiziario, e la ministra ha spiegato il suo approccio con parole che, rilette all’indomani dell’accordo tra i partiti di governo, possono considerarsi una sorta di bilancio. Per adesso positivo, in attesa dei prossimi passaggi.
di Riccardo Mazzoni
Il Tempo, 11 aprile 2022
Quando esplose lo scandalo Palamara, il presidente Mattarella parlò senza giri di parole di “un quadro sconcertante di manovre per veicolare le nomine di importanti procure” e chiese di accelerare’- le riforme - a partire da quella del Csm - per restituire credibilità alla giustizia nel rispetto della Costituzione, concetto ribadito solennemente nel discorso di reinsedíamento davanti alle Camere.
di Benedetta Frucci
Il Tempo, 11 aprile 2022
Per capire come la magistratura in Italia abbia assunto sempre più potere, più che dentro le procure, si dovrebbe volgere lo sguardo alla politica. Il teatrino della riforma Cartabia non è altro, infatti, che un film già visto: si parte da dichiarazioni di garantismo roboante e si finisce con il partorire un topolino.
di Liana Milella
La Repubblica, 11 aprile 2022
Il vicesegretario del partito di Calenda: “Innocui i distinguo di Lega e Iv. M5S e Pd stiano sereni”. La ministra Cartabia porterà a casa la riforma del Csm? “Spero che non spuntino sabotatori dell’ultim’ora”. Iv e Lega si stanno smarcando? “L’accordo è chiuso, innocui distinguo non vanno drammatizzati”. Oggi si comincia a votare in commissione, ma Pd e M5S sono in allarme. “Pensino ai contenuti e non cerchino pretesti per litigare”. Enrico Costa, vice segretario di Azione, è l’incubo delle toghe.
di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 11 aprile 2022
Dopo il decreto sulla presunzione d’innocenza, restano comunque pesanti le restrizioni per chi esercita il diritto-dovere di comunicare ai giornalisti arresti e indagini.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 aprile 2022
Ci mancava pure la gelosia per i penalisti “esonerati” dal riserbo sulle indagini. Partiamo da alcuni dati: una ricerca condotta qualche anno fa da parte dell’Osservatorio Informazione giudiziaria dell’Unione Camere penali, presieduto ai tempi da Renato Borzone, in collaborazione con il dipartimento di Statistica dell’Università di Bologna, ha rilevato che il contenuto degli articoli di cronaca giudiziaria “è fondato essenzialmente su fonti di carattere accusatorio (circa il 70% degli articoli non riporta la difesa quale fonte di informazione), e comunque larga parte di esso è, ancora una volta, modellato sulle tesi d’accusa, siano esse oggetto di apprezzamento e consenso o di mera esposizione”. Inoltre, sempre quella ricerca ci disse che oltre il 60% delle notizie riguarda l’arresto e le indagini preliminari, solo l’11% la sentenza. Quindi, a causa di una certa stampa “embedded” presso le Procure, in questi anni abbiamo assistito a un racconto unilaterale delle vicende giudiziarie, dimenticandoci della fase del dibattimento.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 aprile 2022
“La diffidenza della magistratura nei confronti degli avvocati non è altro che un meccanismo di autoprotezione: il magistrato si sente come il buon padre di famiglia e l’avvocato deve essere tenuto fuori, perché lui sì che viene inteso come soggetto che ha un interesse “partigiano”“. A dirlo è Cesare Placanica, ex presidente della Camera penale di Roma, che al Dubbio spiega il perché di una insofferenza sempre più palese.
di Rosario Russo*
Il Dubbio, 11 aprile 2022
La forza di legge è impressa dal Parlamento, i cui membri sono eletti democraticamente dal Popolo sovrano, con l’intermediazione dei partiti. I parlamentari non sono mandatari degli elettori, ai quali rispondono soltanto al momento dell’elezioni (c.d. responsabilità politica). L’applicazione della legge spetta all’ordine giudiziario, governato dal C.S.M. per assicurare l’indipendenza dei magistrati ordinari da ogni altro potere.
di Valentina Calderone*
Il Riformista, 11 aprile 2022
Dodici anni, cinque mesi e tredici giorni. Questo è il tempo che la giustizia italiana ha impiegato per decretare definitivamente le responsabilità per l’uccisione di Stefano Cucchi. Il geometra romano di trentuno anni che nei primi mesi dopo la sua morte è stato variamente definito, da stampa e personaggi politici, come il “piccolo spacciatore di Tor Pignattara”, “anoressico, tossicodipendente, larva, zombie”.
- Messina. Carcere di Barcellona, giovane donna si impicca ad un albero nell’ora d’aria
- Milano. Luigi Pagano e 40 anni di lavoro in carcere: il dibattito alla biblioteca di Quarto Oggiaro
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- “Ariaferma” di Leonardo Costanzo finalista al Premio David di Donatello
- Il documentario sulle carceri sarde selezionato dalla Rai











