di Mauro Palma*
La Stampa, 10 luglio 2022
Un paio di settimane fa, la Ministra della giustizia, intervenendo pubblicamente, ha sottolineato la gravità di ventisei suicidi avvenuti dall’inizio dell’anno. Oggi i suicidi sono 35, uno al giorno tra il 28 giugno e l’inizio di luglio. L’ultimo l’altro ieri, venerdì 7 luglio, a Sollicciano, dove un detenuto di 47 anni ha deciso di porre fine alla sua vita. Una sequenzialità che scandisce la recente drammatica accelerazione di questo fenomeno che riguarda istituti molto diversi l’uno dall’altro per tipologia, gestione e quotidianità interna, ma accomunati da quel senso di annullamento che il carcere attualmente proietta.
di Davide Varì
Il Dubbio, 10 luglio 2022
Dopo il caso Renoldi le prime parlano di “naufragio del travaglismo italico”, il secondo di “vicenda gravissima e senza precedenti”. La Giunta dell’Unione delle Camere Penali “saluta con autentica soddisfazione l’ennesimo naufragio del travaglismo italico”: il capo del Dap Renoldi “ha infatti autorizzato esponenti di Nessuno Tocchi Caino a visitare cinque carceri sarde, due delle quali anche con reparti di 41 bis, esattamente come fece, tra gli altri, il dottor Basentini, capo del Dap voluto dal ministro Bonafede, con il Partito Radicale e con la Commissione Carcere della Camera Penale di Roma, d’altronde in coerenza con altre precedenti autorizzazioni (capo del Dap Santi Consolo, ministro Andrea Orlando, per esempio)”.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2022
Per i penalisti, Renoldi autorizzò “Nessuno tocchi Caino” come fece il suo predecessore Basentini. Ma una lettera dice il contrario. L’Unione camere penali in lode della ministra della Giustizia Marta Cartabia e del capo del Dap Carlo Renoldi che, come ha ricostruito Il Fatto, ha autorizzato il 7 e il 10 maggio scorsi i vertici di “Nessuno tocchi Caino” a visitare le sezioni 41-bis delle carceri di Sassari e Nuoro, dove la delegazione presieduta da Rita Bernardini ha avuto conversazioni dirette con i detenuti mafiosi e li ha invitati a iscriversi all’associazione.
di Sara Rossi
metropolitanmagazine.it, 10 luglio 2022
Sovraffollamento, malfunzionamenti, carenza di personale. Questi sono solo alcuni dei problemi che riguardano le carceri italiane. Quando poi chi vi è rinchiuso è donna, a questi si aggiungono anche diversi problemi di genere. Anche la prigione infatti appartiene a quella serie di realtà che prende a riferimento il maschile, e solo questo. Le carceri non sono posti per donne, e non perché quest’ultime siano troppo deboli per poter sostenere una detenzione o perché debbano, in un atto di umiliante pietas, essere giustificate, ma perché le carceri non sono a loro misura. E manca anche qualcuno che lotti per le donne in carcere, da fuori le mura.
di Andrea Porcheddu
L’Espresso, 10 luglio 2022
Armando Punzo negli anni Ottanta ha dato vita alla più incredibile esperienza del teatro italiano: la Compagnia della Fortezza. Ora, mentre il carcere di Volterra accoglie il teatro stabile, il fondatore vara un nuovo spettacolo.
di Francesca De Sanctis
L’Espresso, 10 luglio 2022
La Compagnia Fort Apache di Roma composta da attori con precedenti penali, il Teatro libero di Rebibbia e i tanti talenti emersi da San Vittore a Castelfranco Emilia. Ecco come l’arte aiuta a ricostruirsi una vita.
di Luca Serranò
La Repubblica, 10 luglio 2022
È l’agente arrestato dopo la violenza alle Cascine. “Sollicciano aggrava la condizione di chi è in difficoltà”. Due mesi fa era stato arrestato e poi sospeso dal servizio. Venerdì scorso, ormai stremato dai rimpianti e dall’onta della galera, ha legato i lembi di un lenzuolo alla finestra e li ha usati come un cappio. È finita in modo drammatico la vita dell’agente della questura che lo scorso 19 maggio, al parco delle Cascine poco distante dalla fermata della tramvia, aggredì un nordafricano (con precedenti per spaccio) per poi esplodere due colpi di pistola in aria. L’uomo, denunciato per gli spari e arrestato insieme alla compagna per aver fatto resistenza ai carabinieri, era detenuto in una sezione protetta e non aveva compagni di cella. Sono state le guardie penitenziarie a trovare il corpo senza vita e a dare l’allarme, ma per lui non c’è stato niente da fare. Indagini sono ora in corso per ricostruire i suoi ultimi momenti di vita: la procura ha aperto un fascicolo e formulato una prima ipotesi di omicidio colposo, funzionale allo svolgimento dell’autopsia in programma nei prossimi giorni all’istituto di medicina legale di Careggi.
di Manuela Plastina
La Nazione, 10 luglio 2022
Aveva chiesto di essere spostato nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Giovedì era in aula quando la vittima aveva raccontato davanti al gip. Ci aveva già provato, a togliersi la vita, l’assistente capo della polizia di Stato in custodia cautelare a Sollicciano con l’accusa di aver sparato a un gambiano alle Cascine: una volta a casa (lo aveva riferito lui al giudice) e altre volte in cella. Ci è riuscito ieri, nonostante una sorveglianza speciale. Ci è riuscito ieri, quando a Sollicciano c’erano i vertici del Dap, la politica, il tribunale di sorveglianza a discutere del “senso di umanità” della giustizia.
di William Argento
ilfattovesuviano.it, 10 luglio 2022
Gerardo Perillo, boss della camorra di Sant’Anastasia (Napoli), è morto venerdì 8 luglio. Aveva 68 anni. Ad ucciderlo un infarto che lo ha colpito in carcere. Il decesso è sopraggiunto all’ospedale Maria Vittoria di Torino, dove era stato trasportato in ambulanza dal vicino carcere delle Vallette. Qui era detenuto.
di Elena Del Mastro
Il Riformista, 10 luglio 2022
La rovente estate continua portare alle cronache storie tremende di disagio e insofferenza dal carcere di Poggioreale, nonostante gli sforzi dell’amministrazione di Carlo Berdini e le segnalazioni continue dei garanti locali.









