di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 6 marzo 2022
Nella grande manifestazione, la voce delle donne che hanno i familiari nelle città dove si combatte. “Gli chiediamo ogni giorno di scappare e di venire qui, ma non c’è niente da fare. Moriranno cento volte prima di arrendersi”.
di Vito Mancuso
La Stampa, 6 marzo 2022
Ci sono domande alle quali non si vorrebbe rispondere perché si conosce la complessità della situazione, non riducibile a un sì o a un no. Eppure a volte rispondere è necessario, assumendosi i rischi della coscienza morale in azione.
di Fabio Albanese
La Stampa, 6 marzo 2022
Dei migranti che partono da Libia e Tunisia ci si era quasi dimenticati: la guerra in Ucraina e il mare grosso hanno messo in secondo piano quest’emergenza nel Mediterraneo. Ottanta sulla nave di Medici senza frontiere, altri 28 su quella di Open Arms. Dei migranti che partono da Libia e Tunisia ci si era quasi dimenticati: la guerra in Ucraina ma anche un mare grosso che per giorni ha impedito ogni partenza e la traversata del Mediterraneo centrale, avevano messo in secondo piano il fenomeno. Ci hanno pensato oggi due navi Ong, la Geo Barents di Msf e la vecchia Open Arms dell’omonima Ong catalana, a ricordare a tutti che altre gravi emergenze non cancellano ciò che accade sulle coste della sponda Sud del Mediterraneo.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 6 marzo 2022
“Rischiava di compiere crimini di guerra”. Bocciato il tribunale di Torino che gli aveva detto no: “Gravi violazioni da entrambe le parti in conflitto, legittima l’obiezione di coscienza”.
di Marjana Sadat
La Repubblica, 6 marzo 2022
I manifestanti denunciano di essere stati licenziati senza alcun motivo e che da diversi mesi non ricevono i loro stipendi. Mercoledì scorso, ex giudici e procuratori hanno protestato davanti alla Corte suprema dell’Afghanistan chiedendo di poter tornare al loro lavoro. I talebani, hanno detto, gli hanno impedito perfino di presentare le loro richieste.
di Fabrizio Ventimiglia e Giorgia Conconi
Il Sole 24 Ore, 5 marzo 2022
Le proposte di legge in materia si sono rese necessarie a seguito delle recenti pronunce della Corte Costituzionale aventi ad oggetto, in particolare, il testo dell’art. 4-bis dell’Ordinamento penitenziario, ritenuto in contrasto con taluni principi fondamentali dell’ordinamento in quanto ostativo all’accesso ai benefici penitenziari per i condannati, anche alla pena dell’ergastolo, per reati particolarmente gravi contemplati al primo comma del medesimo articolo.
di Gianpaolo Catanzariti*
Il Riformista, 5 marzo 2022
Paletti incomprensibili, innalzamento della pena espiata per accedere alla liberazione condizionale. L’intento è chiaro: peggiorare la disciplina per strappare le unghie alla Consulta e normalizzare quei magistrati di sorveglianza che si ostinano a seguire la Costituzione.
di Giovanni De Mauro
L’Essenziale, 5 marzo 2022
Si va verso la riforma dell’ergastolo ostativo ma non mancano le polemiche Il cosiddetto ergastolo ostativo è un particolare regime carcerario, previsto dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario, che nega a chi sconta la pena la possibilità di ottenere benefici come il lavoro esterno, i permessi premio o la liberazione anticipata.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 marzo 2022
La polemica sulla designazione da parte della ministra Cartabia di Carlo Renoldi come nuovo vertice del Dap non si placa. Cosa ne pensa di tutto questo un gruppo associativo sensibile al tema del carcere come Magistratura democratica? Lo chiediamo al segretario della corrente progressista, Stefano Musolino, sostituto procuratore a Reggio Calabria, con alle spalle dieci anni, appena “compiuti”, alla Dda reggina, che gli consentono di discutere sul tema anche in base a quella esperienza.
di Gian Domenico Caiazza
Il Dubbio, 5 marzo 2022
Nulla, e la ministra dimostra di saperlo. Il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria è chiamato ad occuparsi della gestione amministrativa delle carceri. Dunque, deve occuparsi di personale, di Polizia Penitenziaria, di condizioni detentive degli internati, di edilizia carceraria. Deve amministrare un bilancio di imponenti dimensioni. Si tratta insomma di un incarico di alta amministrazione, in uno dei comparti pubblici più delicati e peculiari.
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- In Italia 245 detenuti ucraini. Il Garante: “favorire le comunicazioni con le famiglie in patria”











