La Nazione, 23 ottobre 2025
Sabato a Viaccia la manifestazione di Seconda Chance e Plastic Free onlus. Insieme a loro ci saranno anche alcuni educatori del carcere e familiari. La lotta all’inquinamento ambientale diventa una ‘palestra’ di educazione civica e di inclusione grazie all’iniziativa promossa per sabato da Plastic Free Onlus, l’organizzazione impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica, e Seconda Chance, associazione del Terzo Settore dedicata al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Così una decina di detenuti della Dogaia saranno impegnati sabato a partire dalle 10 a ripulire gli Orti urbani di Viaccia insieme ad alcuni operatori dell’area educativa del carcere e ad alcuni familiari.
di Cristina Sgobio
boschpress.it, 23 ottobre 2025
Il carcere di Montacuto, ad Ancona, ha ospitato la quarta edizione di Ricomincio da me. L’iniziativa, ideata dalla Corporate Academy Bosch TEC, punta a favorire la crescita personale e professionale dei detenuti e facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro, in particolare nel settore della climatizzazione residenziale. Il progetto è realizzato in collaborazione con Seconda Chance, associazione impegnata nel reinserimento sociale dei detenuti con il supporto del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), e con i partner Gi Group e LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners.
agensir.it, 23 ottobre 2025
“La pena e le leggi”: è il tema del convegno nazionale del Seac - Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario che si svolgerà a Bologna il 24 e il 25 ottobre. L’incontro sarà strutturato in 3 sessioni. La prima, venerdì 24 ottobre, presso la casa circondariale Rocco D’Amato, si aprirà alle 9.15 con gli interventi di Maria Chiara Niccolai, presidente del Seac, p. Vittorio Trani, cappellano della casa circondariale di Regina Coeli a Roma, Rosa Alba Casella, direttore della casa circondariale Rocco D’Amato. Sono previsti i saluti di Silvio Di Gregorio, provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, e Antonio Ianniello, garante delle persone private della libertà di Bologna.
di Marzia Zamattio
Corriere del Trentino, 23 ottobre 2025
Senzatetto ruba al supermercato baguette e cioccolata per 30 euro. L’uomo è un 52enne rimasto disoccupato che da un anno vive per strada. Il legale: “Non ha più avuto un impiego ma è pronto a lavorare”. Da oltre un anno dorme per strada. Una situazione difficile per il 52enne straniero, regolarmente in Italia da anni e residente a Trento, a lungo impiegato come addetto alla sicurezza. Finché non ha perso il lavoro e si è trovato, da solo, a doversi arrangiare per sopravvivere. Arrivando a rubare. “Per fame”. Così si è giustificato l’uomo affiancato dall’avvocata Veronica Manca, ieri mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli, spiegando il furto di baguette e cioccolata, oltre ad altri generi alimentari, tentati in due supermercati della città sabato pomeriggio. Bottino tentato per complessivi 30 euro.
cagliaripost.com, 23 ottobre 2025
Proseguono le attività di Liberi dentro per crescere fuori, il progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che ha come destinatari principali i minori e le minori, figli di persone detenute nella Casa Circondariale Ettore Scalas di Uta o sottoposte a pene alternative. Domenica 26 ottobre, alle 18, alla Domus Claudia di Sestu in via Parrocchia 80, si terrà l’esito scenico del laboratorio di costruzione e animazione di burattini Le mani che muovono i sogni, organizzato dall’associazione Prohairesis e curato da Rauhl Bernardelli, maestro burattinaio dell’associazione Le Compagnie del Cocomero di Sestu. Il laboratorio, iniziato a dicembre 2024 e concluso a fine giugno 2025, ha visto la costruzione e messa in scena di burattini da parte di minori dagli 11 ai 13 anni, proseguendo una tradizione artistica che la famiglia Bernardelli porta avanti da tre generazioni. L’impegno nei mesi di laboratorio darà vita allo spettacolo Pierina e il Lupo, con un gruppo di attori composto da giovani allievi attori della compagnia assieme ai minori, figli di persone detenute, che stanno seguendo il progetto Liberi dentro per crescere fuori. Lo spettacolo, della durata di circa 60 minuti, è rivolto a bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni e alle loro famiglie.
di Rete No Cpr
L’Unità, 23 ottobre 2025
Il Consiglio di Stato, su ricorso di alcune associazioni, ha annullato il decreto del Ministero dell’Interno del 4 marzo 2024, cui si devono uniformare i capitolati di appalto di gestione dei vari Centri per il rimpatrio, quanto a dotazioni di personale e fornitura di servizi da parte del gestore privato scelto dalla Prefettura di riferimento. Ciò in quanto il contenuto di tale decreto non sarebbe idoneo a tutelare le persone con vulnerabilità psichiatrica o sottoposte a trattamento farmacologico (in primis le persone tossicodipendenti), anche con riferimento alla necessità di contenere atti di autolesionismo e rischi di suicidio.
di Daniela Preziosi e Tommaso D’Elia
Il Domani, 23 ottobre 2025
Il prete imbarcato sulle navi di Mediterranea: “Noi li soccorriamo, loro ci salvano. Le persone che praticano l’accoglienza si sentono salvate da questi incontri, restituiscono il significato profondo della vita”. “Al primo naufrago che ho incontrato in mare ho chiesto: da dove vieni? Mi ha risposto: dall’inferno”. “Papa Francesco ci ha aiutato, papa Leone XIV sta già facendo scelte importanti verso le persone migranti che subiscono forti ingiustizie”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 23 ottobre 2025
Il paese nordafricano è diventato un laboratorio di repressione finanziato con fondi europei e italiani. Lo dimostra anche l’ultimo rapporto di Avocats Sans Frontières “Prigioni a cielo aperto”. Solo da Roma sono arrivati 40 milioni in quattro anni, mentre nel paese il regime è sempre più forte. Dietro il calo degli sbarchi provenienti dalla Tunisia c’è una realtà che non viene rappresentata nelle statistiche del Viminale sugli arrivi in Italia. Dietro ogni numero c’è una storia, fatta di violenze e repressione con la complicità delle istituzioni italiane. Sono storie che passano in secondo e terzo piano nella propaganda di governo che continua a vantare a ogni occasione utile il segno meno davanti ai numeri del ministero. Lo scenario tunisino sta diventando sempre più preoccupante. Il paese nordafricano è diventato un laboratorio di repressione finanziato con fondi europei e italiani.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 23 ottobre 2025
Nuovo intervento della Corte internazionale: fame usata come arma di guerra, illegale impedire l’accesso alle Nazioni unite. La decisione inchioda anche le tante cancellerie occidentali, dagli Stati uniti all’Italia, che bloccarono i fondi all’agenzia solo sulla base delle illazioni israeliane. La Knesset approva in prima lettura l’annessione della Cisgiordania. E i centristi votano sì, a metà. “Israele ha l’obbligo di riconoscere e facilitare i programmi di soccorso forniti dalle Nazioni unite e dai suoi enti, compresa l’Unrwa”. Sono le parole con cui il presidente della Corte internazionale di Giustizia (Cig), Yuji Iwasawa ieri nel primo pomeriggio ha riassunto i contenuti dell’ultima decisione emessa dal più alto tribunale del pianeta. A rivolgersi all’Aja era stata l’Assemblea generale delle Nazioni unite, dopo una serie di interventi politici e legislativi con cui Tel Aviv aveva realizzato un suo vecchio desiderio: sbarazzarsi dell’agenzia che, dalla Nakba in poi, tutela i rifugiati palestinesi e i loro discendenti, fornendo loro servizi sociali e culturali e - soprattutto - tenendo vivo il diritto inalienabile al ritorno nelle loro terre.
di Jacopo Fo
Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2025
Per Israele liberare Marwan Barghouti sarebbe un grave problema e Hamas non piange per la sua mancata liberazione: è il suo più forte avversario. In questo scambio di prigionieri Israele ha liberato alcuni terroristi responsabili dell’uccisione di civili inermi ma non ha liberato Marwan Barghouti, il capo militare di Al Fatah, che ha sempre condannato le azioni armate contro i civili israeliani e contestato le accuse mosse contro di lui dal tribunale israeliano. Barghouti è il leader palestinese più acclamato e secondo molti osservatori vincerebbe una competizione elettorale. I media di regime hanno parlato poco del suo restare in carcere perché la sua esistenza dimostra che i palestinesi non sono tutti seguaci di Hamas e quindi - secondo Israele - degni di essere ammazzati. È scomodo ammettere che in Palestina esiste un vasto consenso verso un accordo su “due popoli due Stati”, unica possibilità per una vera fine del conflitto. Per Israele liberare Barghouti sarebbe un grave problema perché renderebbe evidente che la maggioranza dei palestinesi lo sostengono e sostengono la sua visione. E Hamas non piange per la sua mancata liberazione perché lo teme: è il più forte avversario.
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