di Federica Pennelli
Il Domani, 24 ottobre 2025
“Entrato nel carcere di Poggioreale in buona salute, ne è uscito in fin di vita”. Il caso di Alhagie Konte: la procura ha aperto un’indagine e disposto il sequestro delle cartelle cliniche relative ai ricoveri. Per l’avvocata Esposito è rilevante che “la notizia del decesso non è stata comunicata ufficialmente né ai familiari né agli operatori che lo seguivano”. Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale: “Il carcere è un buco nero, è una bomba ad orologeria. La politica tace, fa solo passerella”.
di Diego Paciello e Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 24 ottobre 2025
Il 31 ottobre la scadenza per presentare agli istituti la richiesta di credito d’imposta, entro il 15 novembre gli atti al Dap. Tre scadenze: il 31 ottobre, la prima, e poi 15 novembre e 15 dicembre. Si rinnova così attraverso queste date l’appuntamento annuale per le aziende che intendono assumere lavoratori sottoposti a carcerazione. Una possibilità introdotta dalla legge Smuraglia (legge 193 del 2000) che prevede alcune agevolazioni fiscali e contributive rivolte alle imprese che scelgono di assumere detenuti o internati negli istituti penitenziari, nonché soggetti ammessi al lavoro all’esterno secondo quanto previsto dall’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, e persone in semilibertà. Il punto di partenza, prerequisito fondamentale, è che per accedere ai benefici fiscali e contributivi l’azienda deve in primo luogo stipulare una convenzione con l’istituto penitenziario di riferimento, garantire un contratto di lavoro subordinato di una durata minima di 30 giorni, assicurando una retribuzione conforme a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali. Ma quanti sono i detenuti lavoratori?
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 24 ottobre 2025
Il lavoro è l’unica risposta adeguata al profondo malessere di chi è costretto a vivere dietro le sbarre nell’inedia quotidiana, troppo spesso in preda alla solitudine interiore. Ma avere un’occupazione rappresenta anche una speranza concreta di reinserimento nella società quando, scontata la pena, si tornerà fuori. È necessario però abbattere gli impedimenti legati allo stigma che accompagna quasi sempre chi esce da uno stato di reclusione, ritenuto per ciò stesso inaffidabile, impreparato se non addirittura pericoloso.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 24 ottobre 2025
Solo cinque mesi fa oltre 400 volontari, fra cui 114 detenuti che avevano beneficiato di un apposito permesso premio, hanno pulito e rimosso quasi quattro tonnellate di plastica e rifiuti in 12 città italiane. Domani nuova mobilitazione: l’organizzazione impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica, Plastic Free Onlus, e l’associazione del terzo settore dedicata al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, Seconda Chance, hanno organizzato infatti un’altra giornata di impegno per curare l’ambiente e promuovere il reinserimento sociale.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 24 ottobre 2025
Il voto finale al Senato atteso per la prossima settimana. In concomitanza con l’arrivo della legge di bilancio al Senato, la riforma della Giustizia ha fatto un nuovo passo in avanti. La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha infatti licenziato il provvedimento sulla separazione delle carriere in magistratura che approderà in aula la prossima settimana. L’ultimo passaggio parlamentare dei quattro previsti per il via libero definitivo alla riforma. Poi, sarà la volta del referendum confermativo che la maggioranza ha messo in agenda entro i primi tre mesi del prossimo anno.
di Alessandro Parrotta
Il Dubbio, 24 ottobre 2025
Comitati per il No, il delicato equilibrio tra l’indipendenza e la libertà politica dei magistrati. Nel dibattito apertosi attorno al ruolo dei magistrati nei comitati referendari, il nodo giuridico di fondo è uno: se tali comitati possano essere considerati “soggetti politici” e, in tal caso, se la partecipazione dei magistrati in carica a essi configuri una violazione del divieto costituzionale di appartenenza a partiti politici. La questione, sollevata da Enrico Costa e accennata anche dal professor Oliviero Mazza, tocca il cuore del rapporto tra indipendenza della magistratura e libertà di espressione politica dei singoli magistrati.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 24 ottobre 2025
Sentenza belga cancellata dalla Cassazione: l’italiano sotto accusa non aveva neppure nominato il legale. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui la Corte d’appello di Reggio Calabria aveva riconosciuto, ai sensi del decreto legislativo 161 del 2010, la condanna pronunciata dalla Corte d’appello di Anversa nei confronti di un imputato, accusato di associazione per delinquere e traffico internazionale di stupefacenti. Il riconoscimento della sentenza straniera - disposto dai giudici reggini il 15 luglio 2025 - era stato impugnato dalla difesa, che aveva lamentato due profili di illegittimità: la mancata traduzione in italiano della decisione belga e l’assenza di prove che l’imputato fosse stato effettivamente informato del processo svoltosi all’estero.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 ottobre 2025
Lo ha ribadito la Cassazione, con l’ordinanza n. 28132 depositata ieri. La mancata traduzione nella lingua madre dell’interessato - l’albanese - non invalida il decreto di espulsione dello straniero irregolare se vi sono elementi per presumere che comprenda l’italiano, come nel caso specifico l’aver lavorato tre anni nel Paese. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 28132 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso dell’extracomunitario.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 ottobre 2025
Nel terremoto giudiziario che continua a scuotere il carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, spunta una notizia che sorprende e toglie il fiato: don Gino Rigoldi e don Claudio Burgio, gli ex cappellani dell’istituto, risultano indagati nell’inchiesta della procura. Per loro l’accusa è di omessa denuncia. Sarebbero stati consapevoli delle violenze ai danni dei giovani detenuti, eppure non le avrebbero comunicate alle autorità. Parliamo di ragazzi pestaggi quasi a sangue. “L’abbiamo ucciso, massacrato proprio”, dialoghi riportati nelle intercettazioni di alcuni agenti della polizia penitenziaria.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 24 ottobre 2025
Il sacerdote, 50 anni passati in via Calchi Taeggi, è finito nell’inchiesta con don Claudio Burgio. “Lì dentro non c’era alcun ‘sistema’. Io vado avanti”. Le loro posizioni stralciate: probabile l’archiviazione. Don Gino Rigoldi e don Claudio Burgio, rispettivamente ex ed attuale cappellano del carcere minorile Beccaria, risultavano iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di omessa denuncia nella maxi indagine su torture, violenze e maltrattamenti sui detenuti minorenni, ma non hanno ricevuto informazioni di garanzia. E la loro posizione è stata stralciata rispetto a quelle dei 42 indagati per i quali il 30 ottobre inizierà il maxi incidente probatorio con l’ascolto, nei mesi successivi, di 33 vittime per cristallizzare le dichiarazioni in vista dell’eventuale processo.
- Bolzano. Dalla cella al campo da calcio. Kekuta: “Così mi sento libero”
- Novara. Una finestra sul mondo del carcere: ciclo di incontri per il Giubileo 2025
- Palermo. Torna “Sabir”, il festival della società civile del Mediterraneo
- Democrazia, gli errori a sinistra
- Tra accuse e “difese” ecco la verità (certificata) sulla libertà di stampa











