di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 25 ottobre 2025
Il sacerdote simbolo della lotta alle mafie e di Libera ha incontrato i ragazzi “Bisogna essere al servizio della libertà e andare contro l’indifferenza”. La libertà è la più esigente delle responsabilità, è qualcosa che si può difendere solo stando insieme. Sono solo alcune delle parole che don Luigi Ciotti ha lasciato in eredità agli studenti del fermano, prima a Porto Sant’Elpidio e ieri a Fermo, per dire a tutti che il Vangelo e la Costituzione sono i due riferimenti che ci devono guidare: “Il primo sta dalla parte degli ultimi, dei poveri. La Costituzione ci dice che non ci devono più essere disuguaglianze né guerre”.
di Christian Gaole
Corriere di Verona, 25 ottobre 2025
Gino Cecchettin ieri era al liceo Maffei per parlare di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tema di stretta attualità in seguito alla decisione del ministro dell’istruzione Valditara di impedirne la discussione nelle aule scolastiche. Ospite ieri mattina al liceo più antico d’Italia, a conclusione dell’iniziativa CampBus, che da sei anni porta la cultura digitale nelle scuole e che ha fatto tappa, la quarta e ultima di quest’anno, nell’istituto veronese, il papà di Giulia, uccisa l’11 novembre 2023 da Filippo Turetta, ora in carcere a Montorio, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Lara Pelagotti, ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, impegno che sta portando avanti con la Fondazione Giulia Cecchettin. Proprio con la sua realtà Gino si sta battendo affinché questa materia trovi un posto tra i banchi di scuola. “Rivedo mia figlia in voi”, ha detto agli studenti riuniti in aula magna.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 25 ottobre 2025
L’ultima trovata della Sicurezza nazionale: materiali della marina militare e 10 miliardi di fondi federali. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, Dhs, attraverso la marina, sta stanziando 10 miliardi di dollari per facilitare la costruzione di una rete di centri di detenzione per migranti sparsa in tutti gli Stati Uniti. Ad affermarlo è la Cnn che cita delle sue fonti, secondo le quali l’accordo con la marina servirebbe a velocizzare la costruzione dei centri, visto che l’amministrazione Trump sta lavorando per arrestare “un numero record di migranti” per i quali avrà bisogno di maggiori spazi di detenzione.
di Elena Molinari
Avvenire, 25 ottobre 2025
Ammanettate, legate ai sedili durante il trasporto, tenute in isolamento, private di vitamine e cure prenatali, malnutrite e costrette a interventi medici senza consenso. Non dovrebbero esserci donne incinte nei centri di detenzione dell’Ice (l’agenzia frontaliera americana). Ma da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca a gennaio con l’intento a realizzare la più grande espulsione di immigrati della storia americana, gli agenti non hanno avuto scrupoli ad arrestare donne gravide, ignorando le linee guida in vigore dal 2021. Ora l’American Civil Liberties Union (Aclu), insieme ad altri gruppi per i diritti umani, ha denunciato la tragica situazione delle gestanti rinchiuse nelle celle dell’Ice, e chiesto la fine della loro detenzione. “Ci sono diversi casi di donne che hanno subito aborti spontanei durante la detenzione e hanno persino riferito di essere state portate d’urgenza in ospedale con emorragie vaginali e incatenate. Altre hanno avuto infezioni pericolose”, si legge nella lettera inviata al direttore dell’agenzia, Todd Lyons.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 25 ottobre 2025
“Con lui ci sarebbe la pace: crede nella soluzione dei due Stati”. Da 23 anni in carcere, condannato a cinque ergastoli con l’accusa di essere il mandante di cinque omicidi, Barghouti si è sempre dichiarato innocente. La sua scarcerazione è stata più volte al centro delle trattative, ma non si è mai concretizzata. Ora Trump dichiara: “Deciderò se farlo liberare”
di Giulio D’Antona
La Stampa, 25 ottobre 2025
È difficile, per lo meno in letteratura, stabilire linee di confine. Lo è sempre stato e, forse, oggi lo è un po’ di più. È difficile parlare di letteratura occidentale, orientale, di geografia, di confini politici, di confini e basta. Gli spostamenti delle masse umane lo hanno reso, quasi certamente, obsoleto. Che lo si voglia o no, la società globale è la realtà nella quale viviamo e la globalità penetra le vite e le loro espressioni artistiche. Il romanziere turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006, vive sul confine ormai solo geografico tra due continenti, l’Europa e l’Asia. Lo ha esplorato e osservato svanire. Lo ha studiato, e come accade agli studiosi che comprendono a fondo i fenomeni, ora che non c’è più, non gli manca.
di Sergio D’Elia
L’Unita, 25 ottobre 2025
In Somalia tutto è volto alla guerra. Quella dell’esercito contro i terroristi nemici dello Stato. Quella degli Al-Shabaab contro gli infedeli nemici di Allah. È difficile distinguere i buoni dai cattivi nella terra del Corno d’Africa un tempo colonia italiana. Chi sono i buoni? I difensori armati della pace e della sicurezza internazionale? E chi sono i cattivi? I fanatici fautori della legge di Dio e del taglione? La legge e l’ordine che gli uni e gli altri invocano sono quelli che vigono in un deserto. Dove è stata fatta terra bruciata di una terra di per sé bruciata. La giustizia sommaria e la pena di morte uniscono buoni e cattivi, e li identificano. Tribunali militari e tribunali islamici non pongono tempo in mezzo tra il dire e il fare giustizia: il processo è sommario, la sentenza è spietata, l’esecuzione immediata.
di Marco Cafiero*
progettouomo.net, 24 ottobre 2025
Da poco sono Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Genova, ma da quaranta anni mi aggiro nei meandri della Giustizia, un labirinto di strade tra intervento e ideologia che oggi determina un forte scollamento con la gente, sfiduciata, alterata, disillusa, piena di paure e insicurezze. Nessun intervento va nella strada della sicurezza, anche i più severi moniti del Governo non fanno che creare consenso in un elettorato che, comunque, si affida perché diversamente non saprebbe che fare.
di Angela Stella
L’Unità, 24 ottobre 2025
Ad immortalare plasticamente l’indifferenza della maggioranza verso i problemi dell’esecuzione penale è il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi che ieri ha fotografato e condiviso sui social un emiciclo vuoto mentre il vice ministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto, rispondeva ad una interrogazione parlamentare del senatore dem Michele Fina sulla situazione del carcere di Teramo e in generale in tutto il Paese. “Il carcere continua ad essere un luogo di mera afflizione e poca o nessuna possibilità di riabilitazione, solo espiazione generalizzata e mortificazione” ha denunciato Fina che ha proseguito: “Sembra di avere a che fare con un buco nero che ingoia ogni briciolo di umanità in barba alle leggi e all’intelligenza.
di Ivana Marrone
collettiva.it, 24 ottobre 2025
Nonostante la sentenza della Consulta, solo poche strutture penitenziarie del nostro Paese hanno spazi dedicati alla vita affettiva dei detenuti. Sono ancora pochissime, appena tre o quattro, le cosiddette “stanze dell’amore” attivate nelle carceri italiane, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2024 che ha riconosciuto il diritto alla vita affettiva e sessuale come un diritto fondamentale della persona detenuta.
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