di Linda Baldessarini
Corriere dell’Alto Adige, 24 ottobre 2025
La storia di un giovane del Gambia, detenuto a Bolzano. Si allena con la squadra dell’Excelsior. Quando Ceesay Kekuta calcia un pallone, tutto il resto scompare. Il rumore delle chiavi, le porte di ferro, persino il tempo. “Quando gioco mi sento libero”, dice con un sorriso timido ma deciso. Ha 28 anni, viene dal Gambia e il calcio non è solo un gioco: è il filo che tiene insieme i pezzi della sua vita. Partito da casa da giovanissimo, inseguendo il sogno di diventare calciatore, ha attraversato Senegal, Mauritania, Mali, Algeria e Libia. “Ho visto cose che non si dimenticano - racconta - ma il mio pensiero era sempre uno: arrivare in Europa, giocare, avere una possibilità”. Poi il mare, l’approdo in Italia e il difficile cammino dell’accoglienza.
diocesinovara.it, 24 ottobre 2025
Nei mesi di novembre e dicembre la Caritas diocesana propone un ciclo di incontri dedicati al mondo del carcere, con al centro il tema della giustizia riparativa. La proposta si inserisce nel solco dell’Actio Emblematica della diocesi di Novara per il Giubileo 2025 “Spazi di Speranza”, annunciata dal vescovo Franco Giulio durante la festa patronale di San Gaudenzio. Il progetto realizzato da Caritas è stato concordato con le direttrici dei due istituti (con una popolazione carceraria di circa 70 detenuti a Verbania e 170 a Novara), a seguito di un’attenta analisi dei bisogni.
Il Domani, 24 ottobre 2025
L’undicesima edizione del festival si terrà a Palermo dal 23 al 25 ottobre presso i Cantieri culturali alla Zisa. Tanti i temi della tre giorni tra cui l’esternalizzazione delle frontiere, i diritti delle persone migranti, la Palestina e la libertà di informazione. Torna il festival Sabir giunto oramai alla sua undicesima edizione. Il festival della società civile del Mediterraneo si tiene a Palermo dal 23 al 25 ottobre. Tra i temi centrali di questa edizione l’esternalizzazione delle frontiere e diritti delle persone migranti, libertà di informazione nei contesti di guerra, cittadinanza e nuove generazioni, clima e migrazioni forzate, giustizia per la Palestina e solidarietà internazionale, linguaggi dell’arte e della cultura come strumenti di resistenza.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 24 ottobre 2025
Le nuove sfide per il mondo progressista. Quale strada percorrere? Dalla scelta dipendono l’identità e il programma È importante puntare su proposte concrete e accettare la pluralità. Dopo l’accostamento fatto da Elly Schlein tra l’attentato a Sigfrido Ranucci e l’”estrema destra” al governo, con conseguente proclamazione della “democrazia a rischio”, è forse giunto il momento che la sinistra italiana, i suoi politici e i suoi elettori, i suoi intellettuali e i suoi giornalisti, decidano una buona volta in che Paese pensano di abitare.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 24 ottobre 2025
Qual è lo stato di salute della libertà di stampa in Italia? Secondo Schlein pessimo. Almeno in base a quanto dichiarato dalla segretaria del Partito Democratico lo scorso 18 ottobre al congresso del Partito Socialista Europeo ad Amsterdam. “La democrazia è a rischio, la libertà di stampa è a rischio quando l’estrema destra è al governo - ha detto Schlein, che ha espresso - solidarietà a uno dei più famosi giornalisti d’inchiesta del mio Paese, Sigfrido Ranucci, perché ieri c’è stata una bomba davanti a casa sua”. Lo scorso 16 ottobre un ordigno composto da un chilo di tritolo è stato fatto deflagrare di fronte all’abitazione di Pomezia del direttore della trasmissione Report, distruggendo la sua auto e danneggiando pesantemente quella della figlia.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 24 ottobre 2025
Lunga la lista delle sigle del terzo settore che parteciperanno alla manifestazione promossa dalla Cgil a Roma. “Meno spese militari, più risorse a welfare, lavoro, scuola e sanità”. Lunga la lista delle associazioni che aderiscono alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per il 25 ottobre a Roma sotto lo slogan Democrazia al lavoro. “Per aumentare salari e pensioni, Per dire No al riarmo, Per investire su sanità e scuola, Per dire No alla precarietà, Per una vera riforma fiscale” sono i temi che il sindacato porta in piazza e che sono sottoscritti dagli aderenti, ognuno anche con le proprie peculiari motivazioni. Bastano pochi esempi per comprendere quanti siano i motivi che spingono alla mobilitazione.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 24 ottobre 2025
Lo sprint mormorato per settimane non c’è stato. Al contrario, la legge della maggioranza sul fine vita si arena di nuovo al Senato. I lavori riprenderanno verosimilmente dopo il via libera della Manovra, e comunque non prima che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legge regionale della Toscana impugnata dal governo. A comunicare il rinvio è stato il meloniano Francesco Zaffini, presidente della commissione Affari sociali, che ieri ha certificato lo stallo nel corso della seduta delle commissioni riunione Giustizia e Affari sociali di Palazzo Madama: senza i pareri della commissione Bilancio sul testo base e sulle proposte di modifica - ha spiegato il senatore FdI - “non posso procedere” all’esame degli emendamenti.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 24 ottobre 2025
Il processo per la morte di Moussa Balde prosegue e a rafforzare il quadro che sta uscendo dalle testimonianze (tra cui quella rilasciata da Mauro Palma, garante nazionale delle persone private della libertà dell’epoca, che ha definito il Cpr di Torino un “vecchio zoo”) arriva il Consiglio di Stato. Il processo per la morte di Moussa Balde prosegue e a rafforzare il quadro che sta uscendo dalle testimonianze (tra cui quella rilasciata da Mauro Palma, garante nazionale delle persone private della libertà dell’epoca, che ha definito il Cpr di Torino un “vecchio zoo”) arriva la sentenza del Consiglio di Stato.
di Ibrahima Lo
Avvenire, 24 ottobre 2025
La lettera-denuncia di Ibrahima Lo, studente e attivista, che si è salvato dalle atrocità dei lager libici. “L’accordo Roma-Tripoli è contro la dignità delle persone, chiedo all’Italia di non collaborare più a questa catena di violenza”. Caro direttore, sono Ibrahima Lo, un giovane di ventisei anni, originario del Senegal e residente in Italia da un decennio. Con questa lettera ad “Avvenire”, rivolgo un appello alle Autorità italiane in qualità di cittadino residente, scrittore e attivista, ma soprattutto come testimone diretto di una crisi umanitaria che interpella l’etica e i valori fondanti della nostra Repubblica.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 24 ottobre 2025
Ottanta anni fa, il 24 ottobre 1945, all’indomani delle due spaventose guerre mondiali, è entrata in vigore la Carta dell’Onu, con la sua promessa di pace. Una promessa non mantenuta, dato che l’Onu non è riuscita a impedire nessuna delle tante guerre che in questi otto decenni hanno insanguinato l’umanità. Il suo lento logoramento, fino all’odierno fallimento, si è aggravato con la fine della guerra fredda. Con il crollo del muro di Berlino e con l’implosione dell’Urss avrebbe potuto aprirsi un’era di pace. Venuto meno il “nemico” con la fine del comunismo sovietico, non avevano più senso le alleanze militari, inclusa la Nato, che avrebbe potuto sciogliersi, unitamente allo scioglimento, se l’avesse proposto la superpotenza Usa allora incontrastata, di tutti gli eserciti nazionali.











