di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 ottobre 2025
Difendere la libertà di stampa non significa difendere la libertà di diffamazione ma difendere il diritto di cronaca come fondamento democratico. La “legge Ranucci” di Travaglio non serve, rischia di essere pericolosa per la stessa libertà che si vuole difendere. Enrico Costa ha ragione a dire, lo ha detto ieri sul sito del Foglio, che non si difende la libertà di stampa inventando scorciatoie legislative o norme “identitarie”. Il disegno di legge promosso da Marco Travaglio come “legge Ranucci”, nato sull’onda dell’emozione per il vile attentato al giornalista di Report, a cui va ancora tutta la nostra solidarietà, è una di quelle idee che sembrano nobili ma che, se approvate, rischiano di essere pericolose per la stessa libertà che dichiarano di voler difendere. Prevedere che chi fa causa per diffamazione a un giornalista, e la perde, debba pagare la metà del risarcimento richiesto significa introdurre una disparità di trattamento che non c’entra nulla con la libertà di stampa e molto con la confusione tra diritto di informare e licenza di diffamare. Costa ricorda un principio semplice: la “lite temeraria” è già prevista dal nostro ordinamento. Non serve una norma ad hoc, e men che meno una che stabilisca privilegi di categoria.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 ottobre 2025
L’ex presidente dei penalisti: “Nel dibattito sui limiti alle querele temerarie c’è un grande assente: il potere giudiziario. Per il giornalismo italiano la magistratura è solo una fonte di notizie, alle quali viene garantito un carattere di inconfutabilità”. “Quando si parla del potere che intimidisce i giornalisti si parla di qualsiasi potere fuorché di quello giudiziario”. Intervistato dal Foglio, Gian Domenico Caiazza, avvocato penalista e già presidente dell’Unione camere penali, individua il grande assente nei richiami alla difesa della libertà di stampa lanciati dalla manifestazione tenutasi a Roma dopo il caso Ranucci. Tutti uniti contro le querele temerarie dei “potenti”, identificati però esclusivamente nei politici. Nessun cenno alla valanga di diffide, querele e azioni civili che ogni giorno piove sulle teste dei cronisti da parte dei magistrati.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 ottobre 2025
Una sentenza della Cassazione ribadisce l’importanza della proporzionalità nell’acquisizione dei dati. Mentre il ddl Zanettin rallenta a colpi di emendamenti. Mentre alla Camera la proposta di legge sui limiti ai pubblici ministeri nel sequestro degli smartphone è arenata a causa di divergenze all’interno della stessa maggioranza, la Cassazione ha emesso una sentenza (n. 33657 del 13 ottobre 2025) con cui in sostanza si bacchetta un pubblico ministero per aver disposto il sequestro di un telefonino e del suo contenuto senza una adeguata motivazione e in maniera sproporzionata, e non preoccupandosi di bilanciare l’atto con il diritto alla segretezza e riservatezza.
di Lorena Saracino
L’Edicola del Sud, 23 ottobre 2025
Anche il carcere di Trani scoppia. Dopo quello di Lecce che “ospita” - mi si perdoni la parola - 1403 detenuti su una capienza di 798; quello di Foggia, 670 reclusi a fronte di una capienza di 360; quello di Brindisi, 230 presenze per 152 letti; o quello di Taranto, 500 posti letto per 797 detenuti. A Lucera e San Severo siamo ben oltre il doppio dei detenuti. Scoppiano. Questa è la parola corretta. Senza esagerazioni. Quanto vogliamo continuare ad ignorare questa devastante fotografia? Dal caldo nei nostri salotti vogliamo provare a preoccuparci del fatto che chi ha sbagliato deve solo pagare il debito con la società, non essere crocifisso?
di Alessandra Rossi
Il Secolo XIX, 23 ottobre 2025
Cresce l’attività dell’associazione. Benefici per le imprese che assumono. I referenti: “La Regione ha 1,5 milioni di euro per la formazione professionale, le grandi aziende si facciano avanti”. Poco più di un anno fa Seconda Chance, associazione no profit nata nel 2022 su intuizione della giornalista Flavia Filippi e operative in tutta muoveva i primi passi in Liguria. L’obiettivo era, ed è tuttora, quello di far conoscere alle imprese locali i benefici della legge Smuraglia che comporta agevolazioni a chi assume anche part-time o a tempo determinato detenuti ammessi al lavoro esterno.
di Nicolò Zambelli
Il Foglio, 23 ottobre 2025
Il crollo di parte del tetto ha causato circa 300 detenuti sfollati, trasferiti in altre strutture come Rebibbia. Dalla cella, Gianni Alemanno dedica la pagina del suo “diario” a questa situazione. Valentina Calderone: “La situazione è in stallo”. “È tutto un gran casino”. Non usa mezzi termini Valentina Calderone, la garante dei diritti delle persone private della libertà nel comune di Roma, nel descrivere la situazione nelle principali carceri a due settimane dal crollo di una parte del tetto di Regina Coeli. I fatti: lo scorso 9 ottobre una parte del soffitto del principale carcere della capitale è crollato, nella zona conosciuta come “seconda Rotonda”, luogo nel quale transitano ogni giorno centinaia di operatori e detenuti. Nessun ferito, ma l’incidente ha causato la chiusura della zona e lo sfollamento di centinaia di detenuti, inevitabilmente trasferiti in altre strutture.
Roma. Trasferiti in ciabatte e senza avviso: denuncia della Garante sui detenuti spediti in Sardegna
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 ottobre 2025
Dopo il crollo nel carcere romano 103 detenuti sono stati spostati di notte in condizioni sommarie. Irene Testa ha scritto al procuratore generale di Cagliari: procedura che viola le linee guida del Dap? Il crollo del tetto della Casa circondariale romana nel primo pomeriggio del 9 ottobre ha scatenato una reazione a catena che la garante della Sardegna per i diritti dei detenuti, Irene Testa, non ha esitato a qualificare come “scelta politica” più che come gestione dell’emergenza. In una comunicazione trasmessa la scorsa settimana al Procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio, Irene Testa delinea un quadro che va ben oltre il contingente: non è questione di capienza, sostiene implicitamente, ma di come è stata gestita l’urgenza. Centotré detenuti, trasferiti da Regina Coeli verso quattro istituti penitenziari sardi (26 ad Alghero, 20 a Uta, 31 a Oristano- Massama, 26 a Sassari- Bancali) in orari notturni, con tempi di preavviso minimi - secondo alcune testimonianze raccolte: venti minuti - e senza alcuna comunicazione preventiva alle famiglie dei ristretti. È questo il punto di partenza della denuncia della Garante.
La Stampa, 23 ottobre 2025
Il cappellano e l’ex cappellano del carcere minorile di Milano sono accusati di essere “consapevoli delle violenze” sui detenuti. Don Claudio Burgio e don Gino Rigoldi - rispettivamente il cappellano e l’ex cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano - sono tra gli indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Milano per le presunte violenze e torture che hanno posizionato l’istituto penale al centro di uno scandalo. Il reato contestato è omessa denuncia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 ottobre 2025
Dopo la denuncia di violenza sessuale nel carcere di Ferrara, il ministro della Giustizia chiarisce in Parlamento la posizione del Dap. Attivato il protocollo codice rosso e disposto il trasferimento in una sezione specializzata. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in riposta a una serie di interrogazioni presentate da Movimento 5 stelle, Azione, Pd e Avs, ha sostenuto che la detenuta avrebbe fornito due versioni differenti dei fatti riferite a giorni diversi. Parliamo di una donna transgender, ricoverata a fine giugno dopo aver segnalato una violenza sessuale all’interno della casa circondariale di Ferrara. La comunicazione ufficiale ha inoltre precisato che “la visione della videosorveglianza non confermava quanto da lei dichiarato”. Malgrado queste considerazioni, il ministero ha comunque segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica.
genova24.it, 23 ottobre 2025
Saracino: “Drastica riduzione del numero di ore, a rischio le prestazioni per 250 detenuti tossicodipendenti”. Il Garante dei detenuti lancia l’allarme per il servizio infermieristico del Serd per i tossicodipendenti nel carcere di Marassi. Da fonte sindacale risulta infatti che da novembre gli infermieri Asl, che hanno lunga esperienza e formazione specifica, saranno sostituiti da personale di una cooperativa, che ha giocoforza un elevato tasso di rotazione. “Il progetto di esternalizzazione del servizio infermieristico a personale delle cooperative - afferma il garante regionale Doriano Saracino - prevede inoltre una drastica riduzione del numero di ore. Tutto ciò avrà ripercussioni sul servizio”. Il garante teme infatti una limitazione delle prestazioni erogabili nei confronti dei pazienti tossicodipendenti e alcoldipendenti detenuti ed invita la Direzione di Asl 3 a rivedere il progetto.
- Prato. Dieci detenuti della Dogaia ripuliscono gli orti pubblici
- Ancona. “Ricomincio da me”, l’impegno di Bosch Italia per il reinserimento dei detenuti
- Bologna. Seac, il 24 e il 25 ottobre convegno nazionale “La pena e le leggi”
- Trento. “Non mangio da due giorni”. E il giudice lascia libero il ladro
- Cagliari. Genitori detenuti e figli minori. Esito scenico con i burattini e la festa di Halloween











