di Federico Capurso
La Stampa, 16 maggio 2026
Riunione di maggioranza dopo le amministrative. Tra gli obiettivi anche la prescrizione. La fase due di Forza Italia, imposta da Marina Berlusconi, inizia a mostrare i primi segni di vitalità. Non c’è solo la battaglia sulla riforma dei taxi. Da alcuni giorni gli azzurri si muovono sottotraccia per ridare impulso alla legge sul fine vita. Allo stesso modo vogliono convincere gli alleati che la sconfitta al referendum non significa la morte di tutti i loro progetti in materia di giustizia: ci sono proposte ferme in Parlamento, che “devono essere approvate”, sostengono i vertici di Forza Italia. E altre vanno messe in cantiere, come una legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 maggio 2026
Le nuove linee guida sulla comunicazione dei magistrati puntano a tutelare non solo la presunzione d’innocenza ma anche la reputazione delle persone coinvolte nelle inchieste. Stretta su conferenze stampa, fughe di notizie e narrazioni colpevoliste. Il caso Garlasco ha mostrato plasticamente ciò che al Csm ormai considerano un problema strutturale: nell’ecosistema digitale l’indagine preliminare rischia di trasformarsi in una condanna reputazionale permanente. Perché ormai la cronaca giudiziaria non è più soltanto informazione: è un consumo continuo di accuse, anticipazioni e atti segreti offerti al pubblico in tempo reale.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Riformista, 16 maggio 2026
La fuga di notizie non è più una patologia del sistema giudiziario italiano ma la prassi. Ogni volta che un’inchiesta assume rilievo mediatico, il copione si ripete: atti coperti dal segreto finiscono sui giornali, informative investigative circolano integralmente online, intercettazioni e verbali diventano materiale da talk show e social network. Rimase celebre la fuga di atti relativa alla maxi inchiesta Consip della Procura di Napoli: un’intera informativa, completa di allegati, finì nelle redazioni dei principali quotidiani del Paese. Una fuga “di proporzioni mai viste”, disse Giovanni Legnini, allora vicepresidente del Csm.
di Ginevra Leganza
Il Foglio, 16 maggio 2026
“Se affermiamo il principio generale, per il quale le conversazioni tra avvocato e cliente non debbano essere trasmesse, giacché privatissime, la protesta è giusta. Dopodiché la domanda da porsi è come sia possibile che conversazioni tecnicamente inutilizzabili vengano fatte circolare a distanza di anni”. Intervistato dal Foglio, Gian Domenico Caiazza, avvocato penalista e già presidente dell’Unione camere penali, individua nella divulgazione dello scambio tra Alberto Stasi e il suo avvocato Andrea Giarda l’intersezione tra due piani. Così come il problema che, dice, “è essenzialmente mediatico”.
di Stefano Giordano
Il Riformista, 16 maggio 2026
Il Panel della Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha rigettato l’istanza di rinvio presentata dal governo italiano nel caso Isaia e altri c. Italia. La sentenza della Prima Sezione del 25 settembre 2025 è definitiva. L’Italia ha perso. E ha fatto bene a perdere. Le misure di prevenzione patrimoniale permettono allo Stato di sequestrare e confiscare beni sospettati di provenienza illecita anche in assenza di condanna penale. In linea di principio, uno strumento legittimo contro la criminalità organizzata. Nella pratica, uno strumento che negli anni si è trasformato in qualcosa di inquietante: una giustizia predittiva, fondata non su ciò che si è fatto ma su ciò che si potrebbe fare, su presunzioni di pericolosità che ricordano più il Minority Report di Philip K. Dick che i princìpi di un ordinamento liberale. Per dirla con Beccaria: una macchina capace di produrre più mali di quanti ne prevenga. La Cassazione aveva avviato un percorso correttivo - ma non lo ha mai completato. Ci ha pensato Strasburgo.
di Noemi Di Leonardo
bolognatoday.it, 16 maggio 2026
Per la prima volta una delegazione di consigliere regionali PD ha effettuato visite ispettive nelle sezioni femminili: “La marginalità numerica delle detenute non può trasformarsi in marginalità nei diritti”. Spazi e diritti che sembrano declinati esclusivamente al maschile, anche dietro le sbarre. È quanto emerge dalla prima visita ispettiva condotta da una delegazione di consigliere regionali del Partito Democratico, accompagnate dall’assessora Gessica Allegni e dalle Donne Democratiche, nelle sezioni femminili degli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, nelle carceri di Bologna, Modena e Reggio Emilia, per verificare le condizioni di vita delle donne detenute.
novaradio.info, 16 maggio 2026
“Chi deve organizzare il delicato passaggio dell’uscita dal carcere soprattutto in casi di malattia psichiatrica? Quale percorso di reinserimento sociale è stato pensato per queste persone? Non è possibile continuare a gestire l’ordinario come se fosse sempre un’emergenza”. Se lo domanda l’associazione Pantagruel, rendendo noto quel che è accaduto nelle scorse ore a Omar, nome di fantasia di un ragazzo di 26 anni con patologie psichiatriche certificate, arrestato per un tentativo di rapina e fino a pochi giorni fa, inviato prima al carcere della Dogaia dove è stato vittima di abusi sessuali, e poi trasferito nel reparto clinico carcere di Sollicciano.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 16 maggio 2026
L’ex militante di Avanguardia Nazionale dal carcere Due Palazzi: “Chiedo che la direzione sanitaria provveda rispettando le leggi in materia di silenzio-assenso”. Nel dibattito sulla necessità di arrivare anche in Italia a una legge sul fine vita (l’unica proposta firmata Forza Italia e Fratelli d’Italia dovrebbe approdare in Senato il 3 giugno) si inserisce la prima richiesta di suicidio medicalmente assistito avanzata da un detenuto. Si tratta di Paolo Bellini, condannato in via definitiva all’ergastolo perché ritenuto l’esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone e altre 200 rimasero ferite a causa di una bomba.
di Samuele Ciambriello*
agenzianova.com, 16 maggio 2026
Aiutare i detenuti a comprendere quali siano i loro diritti e a chi rivolgersi nel caso in cui questi non vengano rispettati: è l’obiettivo della “Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti”, presentata questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale di Napoli. Il volume, tradotto in tre lingue, è arrivato alla terza edizione ed è stato stampato nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. A realizzare il testo è stata la Commissione studi sull’esecuzione della pena del Carcere Possibile Onlus, presieduta dall’avvocato Mara Esposito Gonella, con il contributo tecnico del magistrato di Sorveglianza di Napoli Maria Picardi.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 16 maggio 2026
Un’utopia che diventa realtà. Siamo all’interno della casa circondariale di Genova Marassi e loro sono Mirella Cannata e Carlo Imparato, presidente e vicepresidente dell’associazione culturale Teatro necessario. Compagni di vita e pionieri dell’unico teatro in Europa costruito all’interno di un istituto di pena ma aperto alla comunità cittadina. Lei, critica teatrale, insegnante di Storia dell’arte presso la scuola di Grafica pubblicitaria, attiva all’interno del carcere. Lui, da sempre impegnato in attività di volontariato, soprattutto in campo educativo, insegnante presso un istituto tecnico professionale genovese. Il loro sogno? La realizzazione di una struttura in legno di 360 mq, in grado di ospitare gli spettacoli della loro compagnia teatrale, per donare uno spazio alle persone ristrette e alla città di Genova.
- Modena. Parrocchia di S. Rita, solidarietà a tavola: “Così è nata la cucina per reinserire i detenuti”
- Milano. Traccia di libertà: ecco la casetta per i bambini dei detenuti di Bollate
- Monza. Quando teatro fa rima con riscatto. Il trionfo dei detenuti di Monza
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- “Non siamo attori, è la nostra vita”: i detenuti di Rebibbia in scena nel teatro dell’università










