di Fabio Falbo*
L’Unità, 13 maggio 2026
Ha 93 anni, due fratture al femore in meno di un mese, ma per il tribunale non è in imminente pericolo di vita. Per questo non mi autorizzano a vederlo. In uno Stato costituzionale la pena non è vendetta. Il mio Professore Cristiano Cupelli di diritto penale insegnava che il diritto non è una formula, non è una parola da cercare o da escludere, non è un meccanismo da applicare in modo cieco, il diritto è prima di tutto comprensione della realtà, responsabilità della decisione, capacità di vedere l’essere umano prima della norma e dentro la norma. È un insegnamento che non si dimentica, soprattutto quando ci si accorge che nella prassi accade esattamente il contrario.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 maggio 2026
In cella sotto il livello del mare, l’anarchico ha l’acufene. L’avvocato: “Lui non è un capo”. Sotto accusa anche i legami con i due morti del parco degli Acquedotti. Con la consapevolezza di non avere la speranza dalla propria parte, entro la fine di questa settimana l’avvocato Flavio Rossi Albertini presenterà al tribunale di sorveglianza di Roma il ricorso per la revoca del rinnovo del 41 bis ad Alfredo Cospito. Il provvedimento è stato emesso dal ministero della giustizia lo scorso 30 aprile e ha aggiunto altri due anni di carcere duro ai quattro già scontati dall’anarchico negli abissi di Bancali di Sassari, in Sardegna, dove le celle sono sotto il livello del mare. E dove lui avrebbe ultimamente sviluppato una forma di acufene.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 13 maggio 2026
Mentre Garanti dei detenuti, magistrati e avvocati bocciano la riforma del Dap di Nordio. Per il portavoce dei Garanti dei detenuti, Ciambriello, la riorganizzazione del Dap è a rischio costituzionalità. Una maggioranza litigiosa, impegnata a spartirsi le deleghe ministeriali e il potere che da esse promana, mentre nelle carceri italiane è il caos, per la rivoluzione organizzativa calata dall’alto del ministero della Giustizia di Carlo Nordio, già bocciata da magistrati, avvocati, dirigenti delle carceri e da tutti i garanti dei detenuti.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 13 maggio 2026
Dopo un lungo braccio di ferro la delega alle carceri e alla penitenziaria va a Balboni, rimasto per due mesi senza incarico. A Ostellari un contentino sui minori. Al ministero della Giustizia la serenità è un miraggio. Dopo la cacciata dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, sul ministero di Carlo Nordio continuano a soffiare venti di burrasca. Oggetto del contendere? L’eredità di Delmastro. O meglio, le deleghe che aveva il sottosegretario biellese, caduto dopo la notizia che era socio della figlia di un prestanome della famiglia malavitosa dei Senese. Per giorni su queste deleghe si consumato uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega. Che ha rischiato di assumere i connotati dell’ennesima crisi. Ed è stato risolto, a fatica, solo a sera. Con una vittoria di FdI.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 13 maggio 2026
Il lodo di Nordio e Sisto, su idea di Costa, per venire incontro agli allarmi dell’Anm. Soluzione in vista per il gip collegiale in materia di misure cautelari: i collegi saranno “distrettuali”. La soluzione, ipotizzata a via Arenula, ha il definitivo placet di Palazzo Chigi, e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano in particolare. È dunque pronto un rinvio tecnico - al fine di consentire agli uffici giudiziari di completare l’organizzazione necessaria - per la riforma che doveva entrare in vigore il 25 agosto. L’obiettivo è arrivare, a questo punto, a una applicazione stabile e strutturata delle nuove norme entro l’autunno. La novità più rilevante riguarda proprio il modello organizzativo scelto dal governo: il gip collegiale verrà realizzato a livello distrettuale, in modo da andare incontro alle richieste dell’Anm e superare le difficoltà operative dei Tribunali più piccoli. La riforma rappresenta uno dei pilastri dell’attuale stagione di interventi sulla giustizia targati Carlo Nordio, ed è stata fortemente caldeggiata da Enrico Costa. L’attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera da anni porta avanti una battaglia garantista contro gli automatismi cautelari e contro quello che considera un eccessivo squilibrio tra accusa e difesa nella fase delle indagini preliminari.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 13 maggio 2026
L’uomo, originario di Pavullo, era detenuto nel carcere modenese e in attesa del processo d’appello. Aveva 43 anni, si è tolto la vita nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ancora un suicidio nel penitenziario modenese: la nostra, infatti, risulta tra le città - se non la città - con il più alto tasso di suicidi negli ultimi tre anni. Come avvenuto in altre recenti circostanze, il detenuto, italiano ha utilizzato un sacchetto e il fornellino a gas per compiere l’estremo gesto, dopo essersi sottoposto a visita psicologica. Per la modalità con cui si è tolto la vita, non si esclude abbia lasciato uno scritto ma gli accertamenti sono ora in corso.
cagliarinews.it, 13 maggio 2026
Un 32enne straniero non ce l’ha fatta a salvarsi, il quadro clinico era molto grave. Irene Testa, Garante dei detenuti: “Strage nel silenzio generale”. Non ce l’ha fatta il giovane di 32 anni, di nazionalità straniera, che due giorni fa aveva tentato di togliersi la vita, vicino ad altri detenuti, all’interno della propria cella nel carcere di Uta. Dopo quarantotto ore di agonia trascorse in un letto d’ospedale, il decesso è stato confermato nelle ultime ore. Una notizia che riaccende prepotentemente i riflettori sulla drammatica situazione delle carceri sarde e italiane, trasformatesi troppo spesso in luoghi di disperazione estrema.
calabriadirettanews.com, 13 maggio 2026
Si infittiscono i dubbi attorno al decesso di un uomo avvenuto tra la notte di domenica 3 e lunedì 4 maggio all’interno della casa circondariale Sergio Cosmai di Cosenza. Il caso ha sollevato una serie di interrogativi che coinvolgono direttamente la gestione della sanità penitenziaria e la tempestività delle operazioni di primo soccorso. Le prime perplessità sono state sollevate da Emilia Corea, garante dei detenuti, che ha raccolto segnalazioni relative a presunte criticità nelle cure prestate nelle ultime ore di vita dell’uomo. Un punto cruciale della vicenda riguarda la dinamica del decesso: secondo quanto emerso, il detenuto non sarebbe morto all’istante, elemento che impone una verifica rigorosa sulla rapidità dell’intervento medico.
di Maria Lombardi
Il Messaggero, 13 maggio 2026
L’iniziativa dell’associazione “Seconda chance”: il maestro Andrea Fassi insegna i trucchi del mestiere, boom di richieste. “In questa fase non ci interessa se il gelato è buono o cattivo. Ci interessa la struttura”, i sapori verranno, spiega il maestro Andrea Fassi. “Facciamo un ripasso: vi ricordate perché gli ingredienti si sciolgono a bagnomaria? Esatto, per evitare il rischio di retrogusto bruciato”. Kumar ai fornelli gira l’amalgama di cioccolato in un pentolino immerso nell’acqua, come ha appena raccomandato il titolare del Palazzo del Freddo, la gelateria di via Principe Eugenio, a Roma.
La Sicilia, 13 maggio 2026
Un momento di confronto dedicato al ruolo della scuola negli istituti penitenziari e alle sinergie tra istituzioni e territorio. Il convegno dal titolo “L’istruzione, ponte alla vita: le case detentive si aprono alla città” si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i dieci anni di attività del Cpia Catania 1. “Siamo radicalmente presenti nel territorio e forniamo un importante servizio a stranieri e italiani con una scuola che opera ogni giorno per costruire percorsi di consapevolezza, cambiamento e reinserimento sociale - spiega Antonietta Panarello, dirigente scolastica del Centro provinciale di istruzione per gli adulti di Catania e del Calatino. Iniziative come queste hanno un valore enorme in una società che spesso etichetta e allontana”.
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