di Antonella Ferrara e Luisa Cirillo
lamagistratura.it, 23 agosto 2025
Paola Cervo è giudice di sorveglianza a Napoli ed è componente della Giunta esecutiva centrale dell’Anm. A lei chiediamo una valutazione sulla riforma Nordio. Quali sono le maggiori criticità del ddl costituzionale che ha già ottenuto i primi due passaggi in Parlamento? “Il disegno di legge costituzionale non è una riforma ma è un un atto di strabismo istituzionale. Perché non si può parlare di riforma della giustizia senza parlare di giustizia civile. E invece questa riforma non ne parla. Perché non genera risorse. Perché non accelera i tempi dei processi. Perché è un pot pourri. E per accorgersene basta ascoltare le istanze di chi la sta sostenendo. È una riforma nella quale si va a toccare l’architrave di un ordinamento, la Costituzione, senza avere una visione chiara.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 agosto 2025
Intervista ad Antonio Di Pietro, per il quale “la separazione delle carriere è la naturale e logica conseguenza della riforma del 1988 e dell’art. 111 Cost. sul giusto processo”. L’annullamento dell’arresto di Manfredi Catella certifica che nessuna delle sei misure cautelari disposte dal gip su richiesta della Procura milanese è stata confermata dal Tribunale del Riesame. Secondo lei, con la separazione delle carriere il presunto appiattimento del gip sull’accusa ci sarebbe stato comunque? Non credo ci sia un appiattimento del gip sul pm dovuto all’unicità delle carriere. Penso che debba esserci la separazione delle carriere in quanto colui che entra nel palazzo di giustizia deve avere la percezione concreta che avrà a che fare con due organi diversi. L’appiattimento c’è stato in passato e ci sarà pure in futuro perché è legato all’indipendenza che ogni giudice ha o meno in cuor suo. Quello che invece vorrei sottolineare rispetto a questa vicenda è un altro aspetto.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 23 agosto 2025
In questi giorni agostani, rarefatti e sospesi, nei quali quella che si chiama “opinione pubblica” è, giustamente, interessata alle varie vicende belliche internazionali e, sul piano interno, alle involuzioni della ennesima inchiesta “... poli” della Procura di Milano, vorremmo idealmente vestire i panni di un moderno Catone Censore. Non per dire, ovviamente, che Cartagine è ancora pericolosa e deve essere cancellata, ma per ricordarvi che le recenti riforme legislative in materia penale sono ispirate dalla logica della prevenzione e sono, dunque, l’anticamera di una assai prossima illiberalità.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 23 agosto 2025
Non è stato lo stesso Ferragosto per le persone detenute permessanti, cioè quelle che hanno maturato i requisiti per ottenere i permessi premio dai magistrati di Sorveglianza. Alcune di questi permessanti hanno ricevuto l’autorizzazione all’uscita dopo due mesi dalla richiesta e quindi senza il rispetto delle date che erano state indicate. Ad altri è andata peggio: sono rimaste nella loro ‘ bella cella’ del carcere sovraffollato di Rebibbia, senza ottenere nessuna risposta, con grave nocumento per sé stessi e per i propri familiari.
di Walter Monaco
L’Unità, 23 agosto 2025
La drammatica lettera inviata al ministro Nordio da Walter Monaco, detenuto al Canton Mombello. “Sovraffollamento e suicidi sono legati. Ha preso carta e penna, esasperato, e ha scritto una vibrante lettera al ministro Nordio, pubblicata dal Giornale di Brescia. Ecco che cosa ha scritto al Guardasigilli Walter Monaco, un detenuto del carcere di Canton Mombello di Brescia, che è tra i più sovraffollati d’Italia.
di Betty Martinelli
lavocediasti.it, 23 agosto 2025
L’ispezione del radicale Daniele Robotti dell’associazione Marco Pannella, conferma alcuni progressi nella struttura, ma restano criticità su isolamento, sovraffollamento e servizi essenziali. La tradizionale visita di Ferragosto, compiuta da Daniele Robotti dell’associazione Marco Pannella di Torino, ha riacceso i riflettori sulle condizioni del carcere di Asti. L’ispezione, avvenuta ieri ed effettuata come ogni anno nelle festività simboliche per osservare migliorie e criticità, ha evidenziato una situazione fatta di passi avanti e persistenti problemi strutturali, gestionali e sociali.
di Laura Branca
italiaeconomy.it, 23 agosto 2025
FiD compie dieci anni. L’impresa nata e cresciuta all’interno del carcere bolognese, che comunemente è chiamato “la Dozza”, Fid sta per “Fare Impresa alla Dozza”, fa un bilancio della sua attività e fornisce i risultati che sono stati concreti e tangibili. Fare Impresa può vantare di aver dato lavoro a cinquanta detenuti che, grazie ad un percorso formativo e ad un lavoro regolarmente retribuito, hanno avuto l’opportunità di integrarsi nella comunità locale. Ma c’è di più perché una volta scontato il periodo di reclusione gli ex detenuti hanno continuato a “rigar dritti”. Infatti si è registrato un indice di rientro in carcere intorno al 12%, contro il 68% della media nazionale.
di Paolo Viarengo
La Stampa, 23 agosto 2025
I titolari degli orti comunali hanno regalato alla mensa le verdure prodotte grazie alle piantine di pomodoro donate dai detenuti. Verdure fresche a chilometro zero alla mensa sociale. Gli “ortolani” degli orti messi a disposizione dal Comune ai cittadini over 60 nei giorni scorsi hanno portato alcune cassette colme di ortaggi nella sede di via Genova. Frutta e verdura figlie di un’iniziativa di solidarietà “circolare” che si ripete da qualche anno sotto la supervisione dell’assessorato alle Politiche sociali e istruzione.
di Alessia de Antoniis
globalist.it, 23 agosto 2025
Locarno78, “Nella colonia penale” premiato alla Semaine de la Critique - intervista di Alessia de Antoniis. Premiato al Locarno Film Festival con il Marco Zucchi Award, Nella colonia penale è il documentario corale diretto da Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, presentato nella sezione Semaine de la Critique. La giuria lo ha definito “il documentario più innovativo in termini di immagine e linguaggio cinematografico”, capace di intrecciare con uno sguardo poetico e spiazzante la vita quotidiana di detenuti, guardiani e animali nelle colonie penali della Sardegna.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 23 agosto 2025
Il Governo esulta e l’opposizione sa solo replicare: “E allora Casapound?” Ma l’ordine pubblico fa solo da sfondo all’egemonia trionfate della destra. Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo sarebbe dovuto avvenire il 9 settembre come stabilito dal tribunale, ma i reparti della celere si sono presentati con tre settimane d’anticipo, mentre la metà dei milanesi era ancora in vacanza e la città avvolta da una sonnolenta aria da fine estate. Del blitz il sindaco piddino Giuseppe Sala non era stato minimamente informato, uno sgarbo istituzionale per un’operazione interamente condotta dal ministro Piantedosi: “Oggi è stata ristabilita la legalità”. Anche Matteo Salvini esulta a modo suo: “Finalmente si cambia, la legge è uguale per tutti”.
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