di Gloria Bertasi
Corriere della Sera, 25 agosto 2026
I genitori di Alberto Trentini: “Possiamo solo immaginare la gioia di riabbracciare i propri cari dopo tanto tempo”. Il cooperante veneziano è in carcere da nove mesi: iniziative alla Mostra del Cinema. Alcuni detenuti liberati dalle carceri venezuelane del presidente Nicolas Maduro e la famiglia di Alberto Trentini (con l’avvocata Alessandra Ballerini che li assiste da novembre) torna a redarguire il governo a fare la sua parte. Il cooperante veneziano arrestato a metà novembre mentre si trovava in Venezuela nel ruolo di coordinatore di campo per l’ong internazionale Humanity & Inclusion è in carcere da 281 giorni, senza imputazione e senza aver mai potuto incontrare nessuno. Si trova a El Rodeo a Caracas e lì, il 10 agosto, ha compiuto 46 anni. “Apprendiamo la positiva notizia della liberazione di alcuni prigionieri Italo venezuelani. Possiamo solo immaginare la felicità delle famiglie nel poter riabbracciare i propri cari finalmente liberi. Ed una felicità che vorremmo poter condividere anche noi - dice la famiglia - Alberto è carcere da oltre nove mesi e nessuno ancora lo ha potuto visitare. Esigiamo che il nostro governo concretizzi finalmente gli sforzi per portare a casa Alberto. Ogni giorno in più di detenzione e di attesa produce intollerabile sofferenza. Confidiamo nell’azione urgente della Farnesina e dell’inviato speciale. Liberare Alberto deve diventare la priorità per chi ha il potere riportarlo a casa”.
di Gian Luigi Gatta*, Cesare Parodi**, Francesco Petrelli***
Corriere della Sera, 24 agosto 2025
Lettera aperta ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro della Giustizia. L’emergenza dei suicidi in carcere - 56 dall’inizio dell’anno, 7 dei quali ad agosto - indice di inaccettabili condizioni di vita dei detenuti, impone di portare ancora una volta con urgenza alla vostra attenzione la drammatica situazione di sovraffollamento che contraddistingue la realtà italiana.
di Marco Neirotti
La Stampa, 24 agosto 2025
“Non siamo bestie ma esseri umani”, scriveva nei giorni scorsi un detenuto: “La politica è andata in ferie, lasciandoci come cani abbandonati”. Parole che annegano nel web: “Siete in vacanza tutto l’anno, mantenuti da noi!”. Una lieve protesta nel carcere di Asti e la visita del Radicale Daniele Robotti scatenano un colpo di spugna sulla storia del diritto. Tra sberleffi (“Rinchiudiamo anche i Radicali con loro”) spunta voglia di lager: “Per me possono dormire 40 in 3 metri quadri e mangiare un tozzo di pane ogni due mesi”. “Se non mangiano risparmiamo”, “Paghiamo le tasse per mantenerli”. Addestrata all’odio e alla sopraffazione, la società non approva una condanna nei limiti del vivere civile.
di Paolo Rossetti
ilsussidiario.net, 24 agosto 2025
Intervista al Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Solo il 2% dei detenuti con un lavoro commette ancora reati, motivo in più per fare del carcere un’occasione di fattiva riabilitazione. Finora solo un terzo dei reclusi accede al lavoro, anche se il ministero ha appena emanato un decreto, animato da fondi europei, per incrementare le attività nell’area trattamentale. Un piano che va di pari passo con una strategia per ridurre il sovraffollamento, puntando, fra l’altro, su soluzioni alternative per chi è tossicodipendente e sulla diminuzione dei detenuti in custodia cautelare. Un impegno che vede sullo sfondo i grandi temi del dibattito sulla giustizia, la separazione delle carriere prima di tutto e, in stretta connessione, i rapporti politica-magistratura.
approdocalabria.it, 24 agosto 2025
Ha suscitato notevole clamore la diffusione della notizia che Piromalli Antonio, detenuto al 41 bis, considerato il capo di una potente cosca mafiosa, abbia chiesto di potersi cucinare la cena in cella dopo le 22, senza alcuna limitazione di orari, ottenendo un netto rigetto dalla Cassazione sul presupposto che ai detenuti al 41 bis tale prerogativa fosse preclusa. Abbiamo chiesto al suo difensore di fiducia, l’avv. Domenico Infantino del Foro di Palmi, delucidazioni su tale vicenda: “La notizia diffusa da qualche organo di informazione di una richiesta del mio assistito di poter fare la spaghettata di mezzanotte, a mo’ di privilegio, è tanto falsa quanto grottesca. Ai detenuti al 41 bis, a differenza di quelli del circuito alta sicurezza, presso la casa circondariale di Parma dove Piromalli Antonio è recluso è fatto divieto assoluto di tenere in cella anche dopo le ore 20 il fornellino, la caffettiera ed il pentolame, per disposizioni della direzione del carcere (tra le ore 20 e le ore 7 non è possibile prepararsi nemmeno una semplice bevanda calda).
di Francesco Bei
La Repubblica, 24 agosto 2025
Franco Bonisoli era nel commando che rapì Moro. Il padre di Giorgio Bazzega fu ucciso da Walter Alasia. L’incontro al Meeting Cl. È il 15 dicembre del 1976. “Mio papà, Sergio Bazzega, maresciallo dei servizi antiterrorismo, va a eseguire l’arresto di un ragazzo brigatista, Walter Alasia, in un palazzone di Sesto San Giovanni. Il ragazzo reagisce, è armato, mio padre impugna il mitra ma si trova davanti, nella sua linea di tiro, i genitori di Walter. Li avrebbe colpiti, decide quindi di non sparare e provare a disarmarlo, ma l’altro reagisce e gli spara in un punto vitale. Alasia salta dalla finestra, i colleghi di papà gli sparano alle gambe e la versione ufficiale è che lo abbattono perché aveva provato a colpire degli infermieri che volevano salvarlo.
di Daniele Rescaglio
Il Giorno, 24 agosto 2025
L’uomo, di 40 anni, era di origine magrebina. Il sindacato: “Sistema al collasso, servono misure immediate”. Nel carcere lombardo 563 detenuti in soli 384 posti. Ancora morte dietro le sbarre. Un detenuto di origine magrebina di 40 anni è deceduto venerdì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cremona dopo aver inalato gas da una bomboletta da campeggio. L’ennesimo caso che riaccende i riflettori sulla drammatica situazione del sistema carcerario italiano. Secondo le prime ricostruzioni, ha spiegato Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, l’uomo avrebbe utilizzato il gas della bomboletta normalmente destinata alla preparazione dei pasti.
Il Manifesto, 24 agosto 2025
Appuntamento a Treviso giovedì prossimo (ore 19) in via Santa Bona Nuova, zona carceri, per chiedere verità e giustizia per Danilo Riahi: il 9 agosto è stato arrestato come sospettato di tentativi di furto a Vicenza, dopo essere fuggito dalla polizia in evidente stato di agitazione. Immobilizzato con il taser, è stato portato nel carcere minorile di Treviso, dove poche ore dopo, secondo la versione dei giornali e delle autorità, avrebbe tentato il suicidio. È morto all’ospedale Ca’ Foncello dopo due giorni in terapia intensiva, mentre la questura di Vicenza celebrava pubblicamente “l’eccellente lavoro” delle forze dell’ordine e il gip convalidava la detenzione.
Corriere di Bologna, 24 agosto 2025
“Una situazione esplosiva”, che “attualmente sfiora la soglia degli 800 detenuti, considerando anche un segmento gestito dalla giustizia minorile: la sezione giovani adulti. In altri tempi, di fronte a situazioni simili, si sarebbero chiusi gli ingressi e gli arrestati sarebbero stati associati a strutture limitrofe”. Oggi non è così, con un’emergenza sovraffollamento che è trasversale: l’ennesima richiesta di attenzione alle condizioni del carcere della Dozza è arrivato dal segretario della Fns Cisl, Nicola D’Amore, che è tornato a ricordare come il “sovraffollamento e la carenza di personale mettano a rischio sicurezza, dignità e trattamento dei detenuti”.
Il Resto del Carlino, 24 agosto 2025
Sopralluogo di una rappresentanza di avvocati della Camera Penale “La capienza dovrebbe essere di 244 unità. E manca anche il personale”. Una rappresentanza composta da avvocati del direttivo della Camera Penale Ferrarese e del locale Osservatorio Carcere ha fatto visita, nei giorni scorsi, alla casa circondariale di Ferrara. La visita per l’iniziativa dell’Osservatorio nazionale carcere dell’Ucpi denominata ‘Ristretti in agosto’. “Si tratta - spiegano - di un importante momento di monitoraggio delle condizioni di vita dei detenuti che mira a sensibilizzare la politica, l’opinione pubblica, il mondo dell’informazione, l’associazionismo e la magistratura sulle condizioni inumane e degradanti in cui versa la popolazione carceraria, ancora più insopportabili durante il periodo estivo”.
- Pescara. L’ordine degli avvocati: “Ecco le criticità presenti nel carcere di San Donato”
- Salerno. Carceri salernitane, la vergogna che non possiamo più ignorare
- Milano. Storia della cooperativa Bee4, una speranza nella reclusione
- Milano. Nuovo Centro per l’assistenza ai migranti in via Sammartini: in un mese 1.400 accessi
- La politica e lo scettro perduto











