di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 26 agosto 2025
Da sei mesi, la Commissione parlamentare antimafia e la Direzione nazionale antimafia stanno provando ad ottenere dal Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la lista completa dei boss ergastolani andati in permesso premio. Ma un elenco completo non è stato ancora fornito, semplicemente perché non c’è. Insomma, regna il caos in una materia così delicata. E le conseguenze si sono viste: il ritorno a Palermo di pericolosi mafiosi come Raffaele Galatolo o Ignazio Pullarà non è stato comunicato dai tribunali di sorveglianza alla direzione distrettuale antimafia. I rischi si possono immaginare.
di Rinaldo Romanelli*
L’Altravoce, 26 agosto 2025
La separazione delle carriere era “Il sogno di Licio Gelli” ed infatti era prevista nel suo “piano di rinascita democratica”, sequestrato il 4 luglio 1981 in un doppio fondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia del “venerabile” e successivamente pubblicato negli atti della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2, presieduta da Tina Anselmi. Si tratta di un argomento utilizzato, a rotazione, da molti per screditare la riforma costituzionale della magistratura in corso di approvazione in Parlamento. Senza pretesa di completezza, lo hanno a più riprese detto o scritto Caselli, Travaglio, Conte (e un numero imprecisato di appartenenti al Movimenti 5 Stelle), Di Matteo e qualche altro magistrato più o meno autorevole a titolo personale. Fin qui poco male.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 agosto 2025
L’obiettivo principale concordato con l’Unione europea, cioè la riduzione del 40% della durata media dei processi civili, appare lontano. Così il governo ha adottato un decreto con misure d’urgenza, tra ritardi e contraddizioni. Il Csm pronto a un plenum straordinario. Il 3 settembre il Consiglio superiore della magistratura terrà un plenum straordinario per deliberare sulle misure urgenti che sono state richieste dal governo per cercare di raddrizzare la rotta e rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr sulla giustizia civile. Lo ha appreso il Foglio da fonti autorevoli del Csm. Il target principale concordato con l’Unione europea, cioè la riduzione del 40 per cento entro giugno 2026 della durata media dei procedimenti civili (il cosiddetto “disposition time”) appare al momento fuori portata, se si considera che al 30 giugno scorso si attestava al 20,1 per cento rispetto al 2019. Per queste ragioni, con un decreto adottato quasi in gran silenzio l’8 agosto prima della pausa estiva, il governo ha definito una serie di interventi d’urgenza per provare a cambiare la situazione.
di Sergio Rizzo
L’Espresso, 26 agosto 2025
È nella bufera perla vicenda Almasri, ma si dice pure che sia lei il vero capo della Giustizia. Giusi Bartolozzi è legata a doppio filo a Carlo Nordio. Nel gioco delle parti tra magistrati e Palazzo. Ah, se gliele aveva cantate! Quel 27 maggio del 2020, alla Camera, Giuseppa Lara (detta Giusi) Bartolozzi si mostrava irrefrenabile. Infilzava senza pietà il ministro della Giustizia grillino, Alfonso Bonafede, reduce da un lungo intervento al question time, con una serie di stoccate. La più dolorosa: “Il ministro adesso rilancia progetti di presunta incompatibilità per i magistrati eletti a cariche politiche, mentre nulla dice, come dovrebbe, sulla incompatibilità di coloro i quali, pur non rivestendo ruoli politici di natura elettiva, svolgono incarichi a stretto contatto con la politica. Ma non è allora incompatibilità anche questa?”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 agosto 2025
Il caso dopo un articolo del Giornale dal titolo “Se hanno culture diverse per loro il reato sparisce - Quelle assoluzioni di africani in nome della dottrina propugnata da Md, il sindacato delle toghe rosse”. “Se hanno culture diverse per loro il reato sparisce - Quelle assoluzioni di africani in nome della dottrina propugnata da Md, il sindacato delle toghe rosse”: questo il titolo di un articolo di ieri de il Giornale che va all’attacco di Magistratura democratica che si farebbe sostenitrice di una politica assolutoria nei confronti dei “reati culturalmente motivati”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 26 agosto 2025
La vicenda, sottolinea la missiva di protesta, “ha avuto e continuerà ad avere un’influenza mai rilevata in precedenza”. Indignazione e profonda amarezza. Sono questi gli stati d’animo espressi da 224 assistenti sociali, che in una lettera indirizzata alla presidente nazionale Barbara Rosina e per conoscenza all’ordine dell’Emilia Romagna hanno chiesto di ritirare la richiesta di risarcimento nei confronti di Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli, dopo la debacle del processo “Bibbiano” sui presunti affidi illeciti, conclusosi il 9 luglio scorso con una valanga di assoluzioni. I due sono stati infatti condannati solo per due reati marginali con pena sospesa, venendo assolti rispettivamente da 56 e 32 capi di imputazione a testa.
di Claudia Milani Vicenzi
Giornale di Vicenza, 26 agosto 2025
La senatrice è intervenuta dopo il dramma. Giovedì organizzato a Treviso un presidio per chiedere “verità e giustizia”. “Nessuno che lo proteggesse, nessuno che gli offrisse la benché minima speranza di futuro. La vita senza futuro di Danilo è finita pochi giorni fa. Morto tra le braccia di uno Stato che lo ha lasciato solo quando aveva più bisogno di aiuto. Sono indignata. Dovremmo tutti indignarci. Perché uno Stato che nega il presente a un ragazzo di 17 anni ha perso il lume della ragione. Ma uno Stato che condanna a morte un ragazzo di 17 anni è uno Stato fallito”. Sui social, nei giorni scorsi, la senatrice Ilaria Cucchi è intervenuta sulla tragica vicenda del giovane immigrato che, dopo essere stato arrestato a Vicenza e trasferito nel carcere minorile di Treviso, si è tolto la vita.
cremonaoggi.it, 26 agosto 2025
La morte di un detenuto nella Casa circondariale di Cremona, verificatasi sabato, continua a far discutere. A intervenire è il Pd di Cremona, che con una nota esprime il proprio dolore per l’accaduto. “È l’ennesimo episodio che richiama l’attenzione sulla condizione drammatica delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento, carenze di organico e risorse insufficienti” sottolinea il partito. “Lo stato delle istituzioni penitenziarie misura il grado di civiltà di una società: per questo chiediamo al Governo di assumersi fino in fondo la responsabilità di affrontare la crisi del sistema carcerario”.
di Marina Finiti*
Il Dubbio, 26 agosto 2025
Egregio Direttore, in qualità di Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma sono a richiedere la rettifica ai sensi dell’art 8 Legge n. 47/38 in relazione all’articolo, a firma di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, dal titolo “Quell’ultimo saluto negato in un carcere senza memoria. Familiari in fin di vita, permessi di necessità negati troppo spesso e diritti calpestati’, pubblicato in data 31.7.2025 sul giornale, sia cartaceo che online, da lei diretto. Nell’articolo in questione i due detenuti riportano e commentano vicende relative a richieste di benefici di altri detenuti rappresentandole in modo parziale, anche attraverso la trascrizione di alcuni stralci dei provvedimenti, con effetto distorsivo della realtà. Nell’articolo vengono altresì indicati nomi e cognomi dei magistrati autori dei provvedimenti, destinatari di frasi di dileggio, così sviando sulla persona i motivi della critica.
di Stefano Cecconi*
novaradio.info, 26 agosto 2025
Nonostante gli appelli, le denunce, le segnalazioni, a Sollicciano nulla cambia. Ed anzi il solleone dell’estate aggrava i problemi cronici, senza che si intravedano alcun intervento o miglioramento. Lo segnala l’associazione Pantagruel, con il vicepresidente Stefano Cecconi, che nei giorni scorsi ha ripreso le settimanali visite in carcere ai detenuti: “Quando sono entrato in carcere ho trovato aria ferma: ciò che era successo, cioè ciò che non era successo. A luglio, e anche ad agosto è rimasto tutto invariato. Quindi la notizia direi che non è cambiato nulla”.
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