cataniatoday.it, 25 agosto 2025
Fuori dal carcere lo attendeva un progetto di inserimento sociale ma un provvedimento del questore di Catania, opposto rispetto all’ordinanza del magistrato di sorveglianza, lo ha ritenuto un soggetto socialmente pericoloso e l’ha rinchiuso nel Cpr di Trapani, centro per stranieri senza permesso di soggiorno. È la storia di Kenneth Osayuwa, 26 anni, nigeriano, esempio di mancato reinserimento di un detenuto che lo scorso 8 agosto ha finito di scontare una pena di 7 anni e 2 mesi per associazione mafiosa: era legato alla mafia nigeriana, al clan Maphite. La sentenza di condanna aveva disposto l’espulsione del condannato, come misura di sicurezza, dopo l’espiazione della pena.
cosenzachannel.it, 25 agosto 2026
Il presidente Roberto Le Pera: “Gesto istituzionale che apprezziamo, ma dovrebbe essere rivolto ai 270 detenuti stipati in celle senza diritti e agli agenti penitenziari lasciati soli”. Lo scorso 22 agosto, il Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza “Fausto Gullo” ha effettuato una visita presso la Casa circondariale “Sergio Cosmai” di via Popilia, per documentare le condizioni di vita dei detenuti. Ad accompagnare i penalisti cosentini, il sindaco di Cosenza Franz Caruso e la consigliera provinciale Tiziana Battafarano, che hanno avuto modo di partecipare alla riunione durante la quale la direttrice del carcere Maria Luisa Mendicino ha risposto alle domande poste dal presidente della Camera penale Roberto Le Pera e degli altri membri del Consiglio direttivo.
ferraratoday.it, 25 agosto 2026
Un laboratorio di formazione e specializzazione dal titolo ‘Labirinti’, a cura dell’associazione Balamòs, andrà in scena nella casa circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia, dal 22 al 27 settembre. L’iniziativa, dedicata ai linguaggi e alle pratiche del teatro in carcere, rappresenta la seconda tranche del progetto triennale ‘Il filo di Arianna’. Il laboratorio è diretto dal regista Michalis Traitsis del Coordinamento nazionale teatro in carcere, in collaborazione con Patrizia Ninu e Lara Patrizio. ‘Il filo di Arianna’ è un’espressione che rinvia immediatamente al mito greco di Minosse e del labirinto. È il filo che servì a Teseo per trovare l’uscita dal labirinto di Minosse, dopo aver ucciso il Minotauro. Oggi si utilizza questa espressione per indicare la necessità di trovare strumenti e occasioni per uscire da situazioni particolarmente complesse.
di Luisa Taliento
iodonna.it, 25 agosto 2026
Caterina Micolano realizza progetti professionalizzanti di alto livello per le donne recluse, rigorosi sul piano etico. E con il coinvolgimento di aziende profit. Un lavoro d’impatto. Per cui si carica a inizio giornata con la corsa sui Navigli. Piemontese, 50 anni, vive a Milano. Laureata in Lettere, ha maturato una lunga esperienza in sviluppo sostenibile, gestione sostenibile delle filiere produttive, management di Enti del Terzo Settore e marketing sociale. Dal 2018 è presidente della Cooperativa Sociale Alice, premiata nel 2023 per la categoria “Donne nel Sociale” come miglior progetto di empowerment femminile tra le imprese sociali nazionali. Nel 2024 è stata tra le fondatrici di Ethicarei, la prima filiera etica del made in italy garantita da Fair Trade.
di Adele Oriana Orlando
L’Arena, 25 agosto 2026
Il Comune di Affi, i cui cittadini hanno contribuito numerosi ai progetti di Tommasi, ha conferito una benemerenza alla missionaria laica Anna Tommasi che opera in Stati africani dal 1968. Una benemerenza è stata recentemente consegnata dal sindaco di Affi, Marco Sega, ad Anna Tommasi, la volontaria laica che aiuta bambini e detenuti in Malawi. Tommasi, sister Anna, come la chiamano in Malawi, è nata il 29 febbraio 1944, a corte Pace. Ben presto ha deciso di dedicarsi agli altri, diventando missionaria francescana di spiritualità a vita. “È stata una chiamata arrivata quando ero ragazza e vivevo ad Affi” ricorda Tommasi, “le missionarie parlavano molto della Cina in quegli anni. Ad Albarè c’erano missionari espulsi dalla Cina che raccontavano di quello che avevano sofferto. Il sogno di diventare una missionaria è cresciuto con me, ma non mi piaceva l’idea di portare un abito come le suore. A me piaceva andare vestita com’ero, ho trovato una comunità a Roma, dove mi sono spostata a novembre 1960”.
di Risso Enzo
Il Domani, 25 agosto 2026
Il lavoro oggi è attraversato da numerose contraddizioni che toccano le persone, le aziende e la società nel suo insieme. Sebbene l’Italia abbia raggiunto livelli ragguardevoli di occupazione, sono ancora evidenti i salari bassi, i divari di genere e generazionali e la produttività stagnante. L’aumento degli occupati non si traduce in un miglioramento diffuso delle condizioni di lavoro né nella risoluzione dei problemi strutturali. Che cosa si attendono dal lavoro gli italiani? Il tema è stato analizzato dall’osservatorio Fragilitalia del centro studi di Legacoop e Ipsos.
di Loretta Napoleoni*
Il Fatto Quotidiano, 25 agosto 2026
Così è cambiata la geografia del narcotraffico globale. Negli ultimi vent’anni l’Europa ha superato gli Stati Uniti come principale mercato mondiale della coca. Per capire i pericoli della globalizzazione per lo stato di diritto in un mondo dove non esiste global governance, non c’è storia migliore di quella del narcotraffico della cocaina. Dopo l’11 settembre 2001, con l’approvazione del Patriot Act e il conseguente inasprimento dei controlli statunitensi sulle transazioni in dollari, le rotte della cocaina hanno subito una mutazione strategica. Il tradizionale flusso verso il mercato americano dalla Colombia è diventato più rischioso, costringendo i cartelli latinoamericani a guardare altrove alla ricerca di nuovi mercati.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 25 agosto 2026
Trump disse di essere imprevedibile. Infatti ha annunciato dazi che poi ha sospeso, ha distrutto alleanze decennali e ha minacciato apertamente paesi di solito piccoli e deboli. Dovremo trattare con un po’ di cautela la parola “coerenza” che ai nostri occhi rappresenta tutto quello che sta unito e non è in contraddizione. La nostra coerenza è figlia di un vocabolo latino composto, cohaerens, con il verbo haerere “essere unito, attaccato”, preceduto dal prefisso “co”, insieme. Un significato senza sfumature: la fedeltà di una persona ai propri principi, la conformità costante tra le sue parole e le sue azioni.
di Paolo Venturi
Avvenire, 25 agosto 2026
Da Gaza alle tragedie di casa nostra, si avverte la stanchezza di restare umani in una società che esalta efficienza e individualismo, generando una vera e propria anestesia morale. Viviamo immersi in un tempo in cui tutto ci appare visibile, eppure nulla ci attraversa davvero. Siamo esposti - ogni giorno, ogni ora - a notizie, immagini, testimonianze di dolore. Eppure la realtà, quella viva e drammatica, non ci scuote più. La guardiamo, ma non ci guarda. Ci sfiora, ma non ci ferisce. È come se un vetro spesso ci separasse dal mondo: vediamo tutto, ma non sentiamo più niente. Non si tratta solo di indifferenza, ma di qualcosa di più profondo, più inquietante: una forma di anestesia collettiva. Un ottundimento morale che ci impedisce di provare compassione, di lasciarci interrogare dalla sofferenza dell’altro. Non siamo diventati cinici, ma stanchi.
di Andrea Lavazza
Avvenire, 25 agosto 2026
Ci abbiamo provato, è andata male. Di più non si poteva fare. Il maggiore pericolo di disaffezione a una causa è il fallimento dei tentativi (almeno in apparenza) robusti e sinceri di risolverla una volta per tutte. Dopo le speranze alimentate dal vertice di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin e dal summit alla Casa Bianca con Volodymyr Zelensky e i principali leader europei (Spagna esclusa), la guerra è continuata come e peggio di prima nel gelo delle ultime dichiarazioni del presidente russo e anche di quello americano. Facile ora cadere nello sconforto e lasciare che la tragedia ci scivoli addosso. Il mondo cattolico venerdì si è mobilitato per la pace con gli strumenti della preghiera e del digiuno. Un segno forte che tuttavia ha lasciato tanti indifferenti, disillusi da quella che è apparsa una recita diplomatica tra leader poco interessati a porre fine ai combattimenti, destinati perciò a proseguire fino alla vittoria per consunzione di una parte sull’altra.
- Venezuela. “Caracas libera alcuni detenuti, ora esigiamo che il governo riporti nostro figlio a casa”
- Emergenza suicidi in carcere. Impegnarsi tutti. E partire da qui
- Se la (civile) protesta dei detenuti scatena odio e voglia di lager
- “Stanziati nuovi soldi per il lavoro in carcere, no alla clemenza secca, non è rieducativa”
- Perché impedire al detenuto al 41 bis di cucinarsi nella propria cella dopo le ore 20?











