di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 gennaio 2026
Il documento del Cpt mette i sanitari in prima linea: referti precisi, indipendenza e stop all’isolamento per i malati mentali. Il diritto alla salute non finisce dove iniziano le mura di un penitenziario. Sembra un’ovvietà, ma la cronaca quotidiana delle nostre carceri racconta spesso una storia diversa. Ora c’è una nuova bussola che arriva da Strasburgo. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) ha messo nero su bianco il nuovo standard per l’assistenza sanitaria dietro le sbarre, un testo che nasce da trentacinque anni di visite ispettive in tutta Europa. Se mancano le cure, dice il Cpt, siamo di fronte a un trattamento inumano o degradante.
La Repubblica, 3 gennaio 2026
Una rete solidale di cooperative, artigiani e volontari. Nel concetto di Economia Carceraria c’è anche quello di non vuole lasciare indietro nessuno, come le persone che per ragioni diverse sono rinchiuse in un carcere. Anche perché dar loro una seconda opportunità significa contribuire ad una società più sicura e a diminuire i reati: Le statistiche lo ribadiscono continuamente e in modo inequivocabile: solo il 2% di chi in carcere ha opportunità di lavoro e occasioni di reinserimento torna a delinquere. Al contrario, il 68% di chi quelle opportunità non le ha torna a commettere reati. Una rete solidale di cooperative, artigiani e volontari.
di Girolamo Monaco*
Avvenire, 3 gennaio 2026
A chi serve il Giubileo dei detenuti? Me lo sono chiesto dopo aver visto in televisione le celebrazioni del 14 dicembre scorso. Non ho potuto recarmi a Roma quel giorno; non ero quindi in Piazza San Pietro ad accompagnare qualche detenuto, insieme al cappellano, un responsabile degli agenti di Polizia penitenziaria e un educatore. Ho vissuto tuttavia l’esperienza del Giubileo da cattolico e da operatore sociale, e l’ho vissuta nel modo e nel luogo dove era giusto viverla: all’interno della struttura carceraria che dirigo, con i miei uomini e i miei utenti, nello spirito della Porta santa aperta da papa Francesco a Rebibbia, che ha reso ogni carcere una “Porta santa”.
L’Unità, 3 gennaio 2026
Tra il 18 e il 20 dicembre, nel carcere Beccaria di Milano, si è svolto l’undicesimo congresso di “Nessuno tocchi Caino”. Pubblichiamo ampi stralci della mozione approvata al termine del dibattito. L’XI Congresso di Nessuno tocchi Caino, riunito nel Teatro Puntozero del Carcere Beccaria di Milano dal 18 al 20 dicembre 2025, ha confermato Rita Bernardini Presidente, Sergio D’Elia Segretario ed Elisabetta Zamparutti Tesoriera e ha approvato una mozione generale di cui pubblichiamo ampli stralci.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 3 gennaio 2026
Il dibattito tra esecutivo e giudiziario è destinato a restare al centro dell’attenzione. Il 2025 è stato l’anno in cui lo scontro tra politica e magistratura ha toccato il suo apice. Le riforme del ministro Carlo Nordio hanno acceso una miccia già pronta: astensioni dal lavoro dei giudici, proteste alle inaugurazioni dell’anno giudiziario, assemblee di corrente sempre più simili a congressi politici. L’Associazione Nazionale Magistrati non si limita più alla rappresentanza sindacale: agisce come una forza politica organizzata, la più compatta all’opposizione, come aveva detto Guido Crosetto definendola “l’unica opposizione che è da temere”. In questo clima è arrivato il referendum, e la sua piena ammissibilità ha spezzato definitivamente il già fragile equilibrio tra toghe e maggioranza.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 3 gennaio 2026
Dalla separazione delle carriere al Csm: governo pronto a fissare la data, campagna elettorale imminente. Sì, la data per il referendum sulla Giustizia sarà con ogni probabilità domenica 22 marzo, come scritto martedì su queste colonne. A confermarlo sono membri di governo che parlando con autorevoli fonti interne alla maggioranza ragionano sul fatto che, volendo assecondare certi “desiderata” istituzionali per cui le prime domeniche di marzo sarebbero troppo presto e avendo al tempo stesso la necessità di non finire dopo Pasqua, come espressamente annunciato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ecco che l’ipotesi di domenica 22 marzo resta la più probabile.
di Matteo Marcelli
Avvenire, 3 gennaio 2026
Il guardasigilli torna a sfidare il “sindacato” dei magistrati al confronto pubblico sulla riforma: “Hanno paura”. Il Pd: grave che giustifichi il mancato dibattito parlamentare con l’esigenza di fare posto al premierato. Carlo Nordio suona la carica in vista del referendum sulla giustizia. Ne annuncia lui stesso la data (sebbene ancora “presunta”), la seconda metà di marzo, e sfida qualunque rappresentante dell’Anm disposto a un confronto “uno a uno” con lui. Un duello che il Guardasigilli dice di aver cercato con insistenza, ma è la magistratura associata ad aver detto di no: “Prima ha rifiutato il presidente Parodi, poi il segretario Maruotti e infine tutti gli altri - confida in una lunga intervista al Corriere della Sera.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 gennaio 2026
Il ministro al Corsera: “Sulla riforma ho risposto in un libro, in Aula tempi troppo lunghi”. La data del voto entro il 17 gennaio. Nessuna soluzione per i precari Pnrr nei tribunali: sarà assunta solo la metà di loro. Il consiglio dei ministri è atteso da qui alla prima metà di gennaio, ma la questione della data del referendum sulla riforma della giustizia continua ad agitare la politica. Archiviato il blitz sul primo marzo dopo la moral suasion del Colle, l’esecutivo intende a questo punto fissare la consultazione nella seconda metà di marzo: date cerchiate, il 22 e il 23 del mese. Da palazzo Chigi è partita anche una telefonata a Elly Schlein e Giuseppe Conte per informarli della scelta e ieri anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, ha confermato che si scavallerà la metà di marzo. Il nodo rimane la raccolta firme: ieri Carlo Guglielmi, portavoce del comitato che sta raccogliendo le firme per un quesito alternativo a quello validato dalla Cassazione a novembre, ha ribadito che se non si attenderà il 30 gennaio (data ultima per la raccolta), scatterà immediatamente il ricorso, che potrà andare al Tar e alla Consulta. Ieri fonti del governo hanno fatto sapere però che la decisione verrà presa dal Consiglio dei ministri entro il 17 gennaio - cioè prima che siano trascorsi 60 giorni da quando la Cassazione ha validato il primo quesito - con un perentorio: “Ci muoviamo nei limiti della legge”. In attesa del Consiglio dei ministri, la moral suasion del Quirinale si sarebbe fatta sentire anche su un’altra questione, la riforma elettorale: andrebbe eventualmente approvata entro il prossimo luglio, per evitare il cambiamento delle regole del gioco a ridosso delle elezioni.
di Roberto Gressi
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026
L’ex ministra: sì a una giustizia seria e a magistrati liberi. L’ultima pasionaria. La prima e indiscussa fu Dolores Ibárruri, suo lo slogan “No pasarán”, con il quale combattè, insieme alle brigate internazionali, nel tentativo fallito di difesa della Repubblica contro Francisco Franco, nella guerra civile spagnola. Era piena di italiani, la Spagna degli anni Trenta. Luigi Longo, il comandante Gallo, che poi sarà segretario del Pci. Teresa Noce, altra pasionaria, moglie di Longo e da lui lasciata nel 1953, con una richiesta di annullamento del matrimonio nel quale ne contraffaceva la firma. Lo stalinista Vittorio Vidali, il comandante Carlos, che per amore ancora di una pasionaria, Tina Modotti, probabilmente non fu senza peccato nella morte prematura del suo precedente compagno.
di Alberto Ballerino
laportadivetro.com, 3 gennaio 2026
Intervista a Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”. L’anno nuovo inizia nelle carceri nel peggiore dei modi, purtroppo in piena sintonia con quanto sta avvenendo da tempo. Nella Casa circondariale Don Soria di Alessandria si è suicidato mercoledì sera un detenuto italiano che ha inalato gas da un fornello. A dare l’allarme sono stati i suoi stessi compagni di sezione. A nulla è servito l’intervento della Polizia penitenziaria e dei soccorsi sanitari: è mancato poco dopo. Secondo il dossier di Ristretti Orizzonti nel 2025 sono morte nelle carceri in Italia ben 238 persone di cui 79 per suicidio.
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