di Giuseppe Mammana
napolimonitor.it, 23 agosto 2025
Il 5 ottobre del 2025 è stata una giornata storica: migliaia di persone scesero in piazza a Porta San Paolo, a Roma. I manifestanti, sfidando i divieti del governo, reclamavano a gran voce la fine del genocidio a Gaza. Per diverse ore, sotto una pioggia torrenziale, le forze dell’ordine circondarono il presidio con i blindati permettendo l’ingresso ai manifestanti solo previa identificazione; anche nei pressi della città, nelle aree di servizio autostradali adiacenti la capitale, le forze dell’ordine impedirono ai manifestanti, tramite fogli di via, di raggiungere il presidio. In piazza, dopo una serie di provocazioni poliziesche e un fitto lancio di lacrimogeni, si arrivò agli scontri su via Ostiense. In serata venne arrestato uno studente italiano, Tiziano, portato in questura e posto agli arresti domiciliari. Il tribunale l’ha condannato a due anni, ma la pena è stata sospesa per l’applicazione della condizionale in quanto soggetto incensurato.
di Roberta Zunini
Il Fatto Quotidiano, 23 agosto 2025
“L’utilizzo della procedura d’urgenza” da parte della commissione Ue “mina la legittimità democratica agli occhi dell’opinione pubblica”. Il Parlamento europeo porta Ursula von der Leyen di fronte alla Corte di Giustizia Ue. La presidente Roberta Metsola aveva già fatto capire che l’Assemblea di Strasburgo non avrebbe lasciato passare la decisione della capa della Commissione di scavalcarla per velocizzare l’approvazione del Safe, lo strumento di azione per la sicurezza dell’Europa mediante il rafforzamento dell’industria europea della difesa. Promessa mantenuta, come ufficializzato dall’ufficio stampa dell’Eurocamera: “A seguito della raccomandazione della Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo - informa l’ufficio stampa dell’Eurocamera - il Parlamento ha presentato una richiesta di annullamento del regolamento Safe alla Corte di giustizia”.
di Umberto Di Giovannnageli
L’Unità, 23 agosto 2025
Costruito in fretta e furia per stipare 3mila migranti in attesa di espulsione, attorniati da alligatori, il Cpr di Donald è ai titoli di coda: “È in un’area protetta”. Era il fiore all’occhiello del tycoon, ma è appassito subito: la giudice federale degli Stati Uniti, Kathleen Williams, ha ordinato infatti la chiusura di Alligator Alcatraz, il centro di detenzione per migranti presentato dallo stesso Trump in pompa magna appena il 2 luglio scorso. Nell’ordinanza della giudice Williams si concedono 60 giorni di tempo per interrompere le attività della gabbia per migranti e rimuovere generatori, impianti gas e fognari installati nel sito.
di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 23 agosto 2025
Accolto il ricorso degli ambientalisti: a rischio le Everglades. Il provvedimento ordina anche di smantellare una serie di impianti e strutture del carcere. Un giudice federale di Miami ha dato l’ordine lo stop al trasferimento di altri detenuti nel famigerato carcere per immigrati “Alligator Alcatraz”. Il provvedimento ordine inoltre di rimuovere entro 60 giorni una serie di strutture, ad esempio recinzioni, impianti di illuminazione, di raccolta dei rifiuti e di non allestire nuove tende o alloggi. Nella sentenza del giudice del tribunale distrettuale, Kathleen Williams, ha stabilito che la struttura stava causando danni gravi e irreparabili alle fragili Everglades della Florida. Williams ha anche osservato che un piano per trasformare il sito in cui è stata costruita la prigione in un enorme aeroporto turistico era stato respinto negli anni 60 a causa del danno che avrebbe causato al territorio e al delicato ecosistema.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 23 agosto 2025
Il rapporto delle Nazioni Unite: “È una carestia provocata dall’uomo”. Netanyahu reagisce parlando di “bugia assoluta”. Fao, Oms, Wfp e Unicef chiedono un cessate il fuoco immediato e una “risposta umanitaria senza precedenti”. A Gaza mezzo milione di persone, di cui 132mila bambini sotto i 5 anni, muore di fame per colpa delle autorità israeliane. Come se non bastassero le immagini circolate negli ultimi mesi di minori, donne e anziani ridotti all’osso, ora c’è la conferma ufficiale proveniente da un organismo delle Nazioni Unite. Per la prima volta il rapporto dell’Integrated food security phase classification (Ipc) dice che a Gaza è in corso una carestia (ieri altre due persone sono morte per fame). Secondo il report, l’insicurezza alimentare ha raggiunto il livello massimo di gravità a Gaza City e dintorni, ma entro la fine di settembre raggiungerà “condizioni catastrofiche” anche a Deir al-Balah e Khan Younis.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 23 agosto 2025
L’Iran ha 90 milioni di abitanti e ad oggi ha compiuto l’esecuzione n° 904 del 2025. Nel mese di luglio, ha calcolato Iran Human Rights (e la cifra coincide perfettamente con i dati di Nessuno tocchi Caino), sono state messe a morte 110 persone. L’anno scorso, nel mese di luglio, le esecuzioni erano state “solo” 48. Secondo le Ong dei dissidenti iraniani, è evidente che la cosiddetta “guerra dei 12 giorni” con Israele ha messo paura al regime degli Ayatollah, e il regime a sua volta vuole mettere paura (di più, se ce ne fosse bisogno) alla popolazione, che non si faccia venire in mente di rivoltarsi. Questa è una teoria molto diffusa tra tutti gli analisti, ma stride con un altro dato.
di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 22 agosto 2025
Il Ministro Nordio minimizza sui suicidi, il procuratore Gratteri invoca nuovi penitenziari e il segretario dell’Anm Maruotti nega l’incidenza dell’abuso della custodia cautelare sulle condizioni di sovraffollamento. La calura estiva e la stasi ferragostana non hanno arrestato le solite “parole in libertà” di chi forse, nel visitare un penitenziario, si sarà soffermato nelle stanze ben tenute degli amministrativi, per qualche foto di rito, con dietro le bandiere istituzionali che, per il degrado delle nostre carceri, meriterebbero di essere perennemente poste a mezz’asta.
di Luciano Capone
Il Foglio, 22 agosto 2025
Il segretario dell’Associazione nazionale magistrati Rocco Maruotti sostiene che “la custodia cautelare non incide sul sovraffollamento” e così accusa di fake news il presidente Parodiche solo qualche mese fa ha detto che la soluzione al sovraffollamento passa anche dalla “riduzione del ricorso alla custodia cautelare in carcere”. L’Associazione nazionale magistrati (Anm), impegnata a pieno regime contro la riforma della giustizia, arriva a un doppio sdoppiamento: dalla realtà e da se stessa. In un’intervista ad Avvenire di due giorni fa sul sovraffollamento carcerario e l’emergenza suicidi tra i detenuti, il segretario generale dell’Anm Rocco Maruotti arriva a sostenere che “la custodia cautelare non incide sul sovraffollamento”.
di Paolo Comi
L’Unità, 22 agosto 2025
Dopo l’intervista del procuratore di Napoli, che aveva legato le morti in cella alla prepotenza dei boss, la dura replica di Petrelli: “Analisi fumosa e poco credibile”. I suicidi nelle carceri italiane sarebbero determinati dal fatto che i detenuti “di alto spessore” sono soliti dare ordini “ai più deboli”, come ad esempio “l’ambasciata all’esterno”, “il trasporto di un cellulare”, “la custodia di un’arma”. Ciò determina che i detenuti “più fragili”, non avendo via d’uscita, si sentono “schiacciati”: rischiano infatti di incappare in “infrazioni disciplinari” se vengono scoperti o di mettere a repentaglio la propria “incolumità personale” se si rifiutano di obbedire ai boss. A dirlo è Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, in una intervista a tutto campo rilasciata questa settimana al quotidiano La Repubblica.
di Daniele Magliocchetti
cityrumors.it, 22 agosto 2025
“Utilizzare le caserme dismesse? Ma per favore… e chi ci va se mancano gli agenti anche per far funzionare gli istituti penitenziari?”. Il sovraffollamento delle carceri è un problema serio, non da adesso ma da diversi anni. Quello che non torna è che sono anni che c’è questa situazione e si dibatte su come risolverlo, ma alla fine si torna sempre al punto di partenza. I numeri sono agghiaccianti con un percentuale del circa 200% di persone che sono all’interno dei penitenziari ma non si fa nulla. Doveva essere l’estate per cercare di trovare un modo, una maniera ma alla fine “solo parole, nient’altro che parole che non hanno portato a nulla”, la severa presa di posizione di Roberto Giachetti deputato di Italia Viva che più di tanti altri avverte il problema, molto più grave di quello che si pensa.











