di Francesco Petrelli*
L’Altravoce, 22 agosto 2025
Dopo che alcuni imputati eccellenti erano stati scarcerati a causa della decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare, Roberto Saviano ha scritto che “è uno scandalo che i boss stiano fuori dal carcere”, aggiungendo che è altrettanto scandaloso “che in tre anni di processo non si sia arrivati a sentenza”. Tale scandalo, secondo Saviano, sarebbe dovuto alle non meglio identificate “falle di un sistema normativo confuso”. Credo che sia magari banale, ma evidentemente necessario, ricordare che tutti i sistemi liberali, propri dei paesi democratici, come quello in cui speriamo di vivere, prevedono alcuni fondamentali meccanismi di garanzia, come la prescrizione o la perdita di efficacia delle misure cautelari una volta decorso un certo periodo di tempo, necessaria ad evitare che i cittadini si vedano privati della libertà personale troppo a lungo in attesa di un accertamento definitivo della loro responsabilità.
di Giuliano Cazzola
Il Riformista, 22 agosto 2025
L’allora governatore dell’Abruzzo fu arrestato sulla base di “prove schiaccianti” che non uscirono mai. Il 22 agosto di un anno fa ci lasciava Ottaviano Del Turco. Il Grande Sonno lo liberò dalle sofferenze che lo avevano privato di una vita degna di essere vissuta. Ottaviano, però, continuerà a vivere nell’affetto di chi l’ha accudito lungo tutto il suo calvario. Aveva iniziato a morire ben 14 anni prima, in quel 14 luglio 2008 quando la polizia giudiziaria si era presentata, in ore antelucane, nel suo buen retiro di Collelongo (un paese abruzzese lungo una strada che termina lì) per arrestarlo sulla base di accuse gravissime e infamanti. Allora, Ottaviano era presidente della Regione Abruzzo. Questa fu l’ultima tappa di un cursus honorum folgorante.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 22 agosto 2025
Ci deve essere un giudice a Strasburgo. C’è. Fa la differenza? Sì. La fa. In molti modi diversi. Formalmente, il ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali ha significato l’accadere di processi di trasformazione a più livelli delle giurisprudenze - e, per questo tramite, delle domande di giustizia - sia nei Paesi che aderiscono al sistema del Consiglio d’Europa sia in altre parti del mondo in cui si guarda a tale sistema. Si pensi in tal senso ai Paesi dell’America Latina. Fa la differenza sul piano del pensiero e sulla luce che, per via rifratta fra le strade che si dipanano nelle terre di mezzo alle nazioni, arriva a Roma.
di Andrea Morrone
L’Edicola del Sud, 22 agosto 2025
La Puglia si conferma la regione con il più alto tasso di sovraffollamento carcerario in Italia, con una percentuale che sfiora il 150 per cento. Secondo i dati aggiornati al 31 luglio, nelle undici strutture penitenziarie pugliesi si trovano 4.415 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 2945 posti effettivi. Circa il dieci per cento della popolazione carceraria pugliese è composta da cittadini stranieri, mentre le donne sono “soltanto” 215. Il sovraffollamento è comunque solo uno dei grandi mali che affliggono i nostri penitenziari, alle prese con carenze igienico-sanitarie, mancanza di supporto psicologico, assenza di progetti di inclusione socio-lavorativa e la cronica insufficienza di personale. Le maggiori criticità si registrano nella casa circondariale “Francesco Rucci” di Bari, una struttura realizzata oltre un secolo fa e poi inglobata dall’espansione urbanistica del capoluogo, dove si registra un costante situazione di tensione con due sezioni per detenuti del circuito di alta sicurezza dove si trovano clan opposti.
di Angela Stella
L’Unità, 22 agosto 2025
L’appello del Garante campano Ciambriello: “Rifiutano le cure a Paolo Piccolo, in stato vegetativo per mesi dopo un pestaggio a Berlizzi. Tutelare il diritto alla salute per Paolo Piccolo, detenuto di Bellizzi Irpino ricoverato all’ospedale Moscati di Avellino dopo un pestaggio: è quanto chiede il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello. Paolo Piccolo, classe 1999, originario di Barra (Napoli), finisce dentro per spaccio prima a Frosinone poi nel carcere nel capoluogo irpino. Nella notte del 22 ottobre del 2024 il terribile evento: il 25enne subisce un crudele pestaggio con violenza inaudita da parte di altri detenuti che presero il controllo di alcuni reparti.
di Mirko Labriola
today.it, 22 agosto 2025
Il giovane è ricoverato in stato vegetativo permanente all’ospedale Moscati. Tutelare il diritto alla salute per Paolo Piccolo, detenuto di Bellizzi Irpino ricoverato all’ospedale Moscati di Avellino dopo un brutale pestaggio. Lo chiede il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello. In una nota del garante ricorda che nella notte del 22 ottobre scorso il 25enne Paolo Piccolo subì “un crudele pestaggio con violenza inaudita nel carcere di Bellizzi Irpino: da allora è ricoverato in uno stato vegetativo permanente presso l’ospedale Moscati di Avellino.
casertanews.it, 22 agosto 2025
Il Garante dei detenuti Don Salvatore Saggiomo: “Celle sovraffollate, ambienti surriscaldati, scarsa ventilazione, condizioni igieniche precarie: tutto ciò contribuisce a un clima sempre più teso e potenzialmente esplosivo”. “La situazione all’interno del Centro Penitenziario di Santa Maria Capua Vetere è ormai insostenibile: emergenza sanitaria e sovraffollamento stanno mettendo a dura prova la dignità umana, la sicurezza e il diritto alla salute delle persone ristrette e di chi lavora nell’istituto”. A dichiararlo è don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà per la provincia di Caserta, a seguito di un sopralluogo effettuato nella struttura.
di Nicola Sorrentino
Il Mattino, 22 agosto 2025
Non c’è solo il problema dei droni che trasportano droga (l’ultimo intercettato dagli agenti conteneva dello stupefacente, bilancino e sim telefoniche) o delle piazze di spaccio che si creano di volta in volta nella struttura, o la violenza nelle celle e gli sforzi del personale, sempre attento e vigile ma nei numeri insufficiente. Nel carcere di Fuorni la vera bomba pronta ad esplodere è il sovraffollamento e le condizioni, connesse, dei detenuti, che si associa pericolosamente ad un rischio concreto di suicidio.
di Thomas Usan
La Stampa, 22 agosto 2025
La visita dei Radicali nell’istituto penitenziario di Quarto: “Ci sono stati dei miglioramenti ma non bastano”. “I detenuti hanno rimandato indietro il carrello del pranzo per protestare contro la scarsa qualità del cibo e per i problemi strutturali dell’istituto: muri ed edificio sono da rinnovare”. A raccontarlo è Daniele Robotti del Partito Radicale, che ieri mattina ha visitato il penitenziario di Quarto, frazione di Asti, per l’iniziativa “Ferragosto in carcere”. Il carrello è dedicato a coloro che non hanno la possibilità di farsi portare il cibo dai famigliari dall’esterno e di conseguenza non possono cucinarsi pranzo e cena in autonomia.
grossetonotizie.com, 22 agosto 2025
Ieri mattina, il consiglio direttivo della Camera penale di Grosseto ha svolto un sopralluogo nel carcere del capoluogo maremmano. “Anche in questo anno l’inaccettabile numero di suicidi in carcere, le condizioni disumane in cui vivono i detenuti ed il disinteresse delle forze politiche - si legge in una nota del consiglio della Camera penale di Grosseto -, ha spinto l’Unione delle Camere penali italiane a riproporre l’iniziativa ‘Ristretti agosto’, al fine di mobilitare, proprio nel periodo estivo, le singole Camere penali territoriali, effettuando visite agli istituti penitenziari locali, con il coinvolgimento di parlamentari”.
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