ansa, 21 agosto 2025
Un 34enne originario delle Isole Mauritius si è tolto la vita a Piazza Lanza. De Fazio: “Strage senza fine, governo intervenga sulla crisi penitenziaria”. Un detenuto extracomunitario di 34 anni si è tolto la vita nel bagno della sua cella nella Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza. L’episodio risale a lunedì scorso, ma la notizia è emersa solo nelle ultime ore. Con questa tragedia, il numero dei suicidi in carcere dall’inizio del 2025 sale a 56 detenuti, a cui si aggiunge un ristretto ammesso al lavoro all’esterno, oltre a tre operatori penitenziari.
di Elisa Sola
La Stampa, 21 agosto 2025
Esposto in procura dei familiari dell’uomo morto al Lorusso e Cutugno: “Mio fratello ha subìto un arresto concitato. Non doveva andare in prigione”. Quattordici ore tra l’arresto e la visita medica. Oltre dieci trascorse da solo nella camera di sicurezza senza ricevere cure ospedaliere. Diciassette escoriazioni forse provocate dalle fasi concitate del fermo. Ventidue minuti tra il momento in cui si è tolto la vita nella cella 214 del carcere Lorusso e Cutugno e l’inizio delle operazioni di soccorso. Infine, una constatazione: “È stato ignorato il grave ed evidente malessere psicologico”. C’è un esposto, depositato alcuni giorni fa, in cui si esortano gli inquirenti a indagare, riguardo alla morte di Hamid Badoui, su presunti “comportamenti omissivi” di poliziotti e personale del carcere che potrebbero avere determinato il suicidio del detenuto di 41 anni. La denuncia è della sorella della vittima, Zahira Badoui, che si è rivolta all’avvocato Luca Motta “affinché si faccia giustizia”.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
romalife24.it, 21 agosto 2025
Se qualche politico a caccia di voti, o qualche giornalista assetato di lettori, pensa di giocare sul contrasto tra agenti della polizia penitenziaria e persone detenute è completamente fuori dal mondo. O comunque fuori dal mondo delle carceri. Qui non siamo in mezzo alle piazze dove tra celerini e manifestanti violenti c’è un costante clima di scontro e spesso di odio. Qui i reparti delle carceri sono in ormai in cogestione (non solo “congestionati”, ma “cogestiti” con le persone detenute, una versione carceraria dell’Art. 47 della Costituzione per la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese).
brindisireport.it, 21 agosto 2025
L’uomo, che si è sempre dichiarato innocente, era stato arrestato con l’accusa di “codice rosso” a seguito delle denunce della sua ex compagna, una docente a Roma. Grazie all’interessamento e intervento di Valentina Farina, Garante delle persone private della libertà personale della provincia di Brindisi, è stata disposta la detenzione domiciliare provvisoria e l’immediata scarcerazione per un detenuto originario della Costa d’Avorio di 40 anni, la cui vicenda giudiziaria e le cui condizioni psicofisiche avevano destato preoccupazione all’interno del carcere di Brindisi. L’uomo, che si è sempre dichiarato innocente, era stato arrestato con l’accusa di “codice rosso” a seguito delle denunce della sua ex compagna, una docente a Roma. La madre del 40enne, inoltre, è impiegata presso un consolato.
corrieredellacalabria.it, 21 agosto 2025
Il Dap ha comunicato alla Camera Penale di Cosenza l’impossibilità per la stampa di partecipare alla visita nella Casa circondariale di Cosenza. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con una nota, ha comunicato alla Camera Penale di Cosenza l’impossibilità per la stampa di partecipare alla visita nella Casa circondariale di Cosenza, chiesta e organizzata il prossimo 22 agosto, “per constatare le condizioni di vita dei detenuti”. A darne notizia è la Camera Penale di Cosenza. “La motivazione è tanto incredibile, quanto inaccettabile in uno Stato veramente di diritto: “come da prassi, ai giornalisti professionisti non è consentito accedere unitamente agli autorizzati alla visita, bensì attenderli al termine, al di fuori dei locali detentivi”.
di Matteo Bernardini
Giornale di Vicenza, 21 agosto 2025
La visita nel penitenziario di San Pio X voluta dalla Camera penale nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”. Anche quest’anno la Camera penale di Vicenza ha aderito all’iniziativa “Ristretti in agosto”; una campagna, promossa dall’Osservatorio carcere dell’Unione delle camere penali italiane, che ha previsto, ieri, la visita alla Casa circondariale “Del Papa” di San Pio X, per testimoniare vicinanza alla comunità penitenziaria e manifestare attenzione alle condizioni di vita dei detenuti e degli operatori che prestano servizio nel penitenziario cittadino.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 21 agosto 2025
Durante la visita promossa dal Partito Radicale nel carcere di Reggio Calabria, la garante dei detenuti denuncia l’inefficacia dell’attuale sistema penitenziario. A fronte dell’impegno del personale, emergono carenze strutturali e numeri preoccupanti. Appello a una riforma profonda per garantire la dignità e la funzione rieducativa della pena. Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Agosto in Carcere” promossa dal Partito Radicale, il membro della direzione Fabio Federico ha visitato la casa circondariale di Arghillà insieme alla Garante regionale Giovanna Russo. Un’occasione per accendere i riflettori su una realtà spesso dimenticata, quella della detenzione, e sulle condizioni strutturali e umane che ne determinano l’efficacia.
di Serena Simula
La Provincia Pavese, 21 agosto 2025
Nessun commento riguardo l’ampliamento del carcere di Voghera arriva da via Prati Nuovi, dove gli stessi vertici sono in attesa di scoprire di più sui modi e i tempi. L’istituto di detenzione vogherese, inaugurato nell’agosto 1982 e inizialmente destinato alle sole donne, nel è stato trasformato in maschile ospitando dapprima i detenuti provenienti inizialmente dal vecchio penitenziario di Voghera (ospitato dal castello della città). Oggi nell’istituto i detenuti appartengono a quattro diversi circuiti con prevalenza numerica (parliamo dell’80%) per il circuito AS3, dedicato ai reati di stampo mafioso e comunque inerenti alla criminalità organizzata.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 agosto 2025
“Abbiamo conosciuto ragazzi per bene che ci hanno guardato negli occhi e ci hanno raccontato perché sono finiti in carcere”. Domenico Spinelli, responsabile delle risorse umane del Gruppo Cobar racconta a “La Gazzetta del Mezzogiorno” l’incontro con “Seconda Chance”, l’associazione guidata da Flavia Filippi, che cerca di inserire detenuti o ex detenuti nel mondo del lavoro. “Offriamo così un futuro diverso a questi ragazzi”. “Abbiamo deciso di aderire al progetto anche grazie alla grande sensibilità dei vertici Cobar - spiega Spinelli - e oggi ci sono tre detenuti assunti nella nostra impresa e due che attendono le autorizzazioni del magistrato”.
di Antonio Coniglio
L’Unità, 21 agosto 2025
Infine, in piazza Vetra, fu costruita una baltresca, e Caterina, “carnosa ma di ciera diabolica”, venne torturata con tenaglie arroventate, strangolata, e i suoi resti gettati nel fuoco. È la giustizia dei vendicativi pensieri - che coarta a confessioni insincere e anela a premi mortiferi - della quale Leonardo da Racalmuto, perché la Sicilia è metafora di un intero paese, si occupò tutta la vita. Di questa ingiustizia di regime, il carcere è la massima espressione, l’acme. Per dirla con lo Sciascia de La corda pazza: “la più terribile, la più inumana delle pene; e nello stesso tempo la più inutile”. La galera non è mai un semplice edificio con mura e sbarre. È un simbolo, un prisma attraverso cui osservare il rapporto tra verità, potere e giustizia.
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