di Marco Birolini
Avvenire, 21 agosto 2025
L’antropologa Francesca Cerbini, autrice del saggio “Prison lives matter”: “Il carcere è un luogo oscuro della nostra democrazia. I penitenziari sudamericani? Non sono così lontani”. “Il carcere è un luogo oscuro della nostra democrazia, dove non sappiamo realmente cosa accade”. Francesca Cerbini, docente di antropologia culturale all’Università di Palermo, va dritta al punto. Con l’occhio della ricercatrice, fissa lo sguardo sulle radici della grande questione penitenziaria: “Il sistema è assai poco trasparente e orientato verso la repressione, spesso violenta. In nome della sicurezza è tutto consentito, ma è chiaro che così com’è lo strumento non funziona. Non serve alla rieducazione del reo e non protegge la società”.
di Arianna Finos
La Repubblica, 21 agosto 2025
Dalla serie “Gerri” alla Mostra di Venezia protagonista di “La salita” esordio alla regia di Massimiliano Gallo. È una donna di camorra irrequieta, fragile e colta. Roberta Caronia è in vacanza con il figlio dodicenne a Favignana, “abitudine familiare, sì”. Palermitana doc, “vivo a Roma da quando vinsi il provino per l’Accademia ma la Sicilia me la porto dentro per memoria e identità” sorride, evocando Elio Vittorini “che ho letto a sedici anni”. Tanto teatro, la popolarità arrivata con la serie Gerri, alla veneziane Giornate degli autori porta La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo.
di Marcello Maria Pesarini
vocididentro.it, 21 agosto 2025
Il mondo non è impazzito, ha cambiato i parametri della sua vita e ha perso il controllo anche di quella parvenza di facciata che, prima dell’accentuarsi della crisi climatica e delle migrazioni di massa, ancora conservava. I conflitti armati sono stati sdoganati dagli interventi Usa nel 1991 e con lo smembramento della Jugoslavia nello stesso anno sono entrati nel cuore dell’Europa. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e il genocidio del popolo palestinese da parte di Israele accentuatosi in reazione all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 stanno addormentando le coscienze. Non c’è bisogno di andarne a cercare i risultati lontano. Stiamo perdendo sempre più l’attitudine all’azione, ma anche a un sano giudizio politico e umano. Di fronte alla violenza con cui si risponde ai reati siamo osservatori muti e disinformati.
di Estefano Tamburrini
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2025
Parla l’italo-venezuelano espulso dagli Usa dopo 7 mesi in carcere. Intervista al 32enne, rientrato a Roma il 7 agosto dopo la prigionia: “Quel che hanno fatto è incostituzionale, valuto azioni legali”, racconta. Sette mesi in cella negli Stati Uniti, poi l’espulsione in Italia e una vita tutta da ricostruire. David D’Ambrosio, 32enne italiano di origini venezuelane, è rientrato a Roma il 7 agosto dopo la lunga prigionia, trascorsa soprattutto nel carcere della contea di Plymouth, da dove, sotto pseudonimo, aveva raccontato in esclusiva la sua storia a ilfattoquotidiano.it.
di Ettore Sequi
La Stampa, 21 agosto 2025
Senza impegni chiari da parte degli Usa, le promesse di sicurezza per Kiev restano fragili. La scelta è tra una pace armata garantita e una guerra differita travestita da accordo. In diplomazia esiste una regola antica: quando non si vuole far avanzare un negoziato sulla sostanza, lo si sposta sul processo. Così agisce la Russia, negoziando sui negoziati per guadagnare tempo mentre avanza sul campo. La diplomazia diventa un prolungamento della guerra: il calendario sostituisce la strategia, sempre a vantaggio di chi occupa terreno. Sul piano politico, il processo avviato dai due vertici, Alaska tra Trump e Putin, Washington tra Trump, Zelensky e i principali leader europei, resta dunque fragile e pieno di ostacoli. Sono quattro.
di Alessia Melcangi
La Stampa, 21 agosto 2025
Insediamenti e barriere soffocano un tessuto fragile e mortificano l’idea di uno Stato. Ma la strategia della destra messianica al potere impone al governo scelte drammatiche. C’è una data nella storia recente di Israele che si intreccia inestricabilmente con quella del mondo arabo-musulmano, ed è il 1967: nel giugno di quell’anno, infatti, un attacco a sorpresa delle truppe dello stato ebraico fu in grado in soli 6 giorni di sbaragliare le forze militari di Egitto, Giordania e Siria e conquistare più del doppio delle terre fino ad allora controllate dal governo di Tel Aviv. La Penisola del Sinai, le Alture del Golan, Gerusalemme Est e la Cisgiordania vennero così occupate, sebbene l’Onu, tramite la famosa risoluzione n. 242, ne impose subito a Israele la restituzione. Come tante altre risoluzioni, questa è rimasta, nel tempo, lettera morta.
di Ilaria Baraldi*
Il Manifesto, 20 agosto 2025
Da inizio anno si contano 53 suicidi dietro le sbarre. Tra le vittime anche un minorenne, deceduto alla vigilia di ferragosto dopo essersi impiccato all’Istituto penale minorile di Treviso. Si chiamava Danilo Rihai. A questo numero occorre aggiungere - a testimonianza dell’atrocità della situazione carceraria - trenta decessi per cause da accertare, che si sommano al numero dei morti per cause naturali che, come sottolineato dal rapporto del Garante nazionale per le persone private della libertà, sono l’effetto della drammatica carenza di una effettiva assistenza sanitaria in carcere.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 20 agosto 2025
C’è un contatore che fa male, come un pugno nello stomaco. È quello dei suicidi nelle carceri italiane. Sono già 55 quest’anno. Tra questi, pochi giorni fa, a Treviso, quello di un ragazzo di soli 17 anni. Nel 2019 i suicidi in carcere erano stati 54: uno in meno di quelli registrati quest’anno a Ferragosto. Il contatore dei suicidi, aggiornato in tempo reale, è disponibile sul sito di Ristretti Orizzonti. Una meritoria iniziativa di sensibilizzazione si deve anche all’Unione delle Camere Penali Italiane, che ha pubblicato il tragico elenco. I report statistici e gli studi non mancano. Tra i più recenti, quello di Antigone e quello del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 20 agosto 2025
L’inarrestabile sequenza dei suicidi non ci consente di chiudere gli occhi sul carcere. La linea securitaria: moltiplicazione dei reati e aumento delle pene, produce più detenuti e più sovraffollamento. Per i maitres à penser alla Delmastro la ricetta è: sempre più carceri per sempre più detenuti: una corsa senza fine. Nel frattempo nessun intervento sul sovraffollamento e, per i reati più gravi, condizioni di detenzione dure e inumane: “Una gioia non lasciare respirare chi sta nell’auto della penitenziaria”.
di Angelo Picariello
Avvenire, 20 agosto 2025
Intervista al segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati. “Il sovraffollamento carcerario non è determinato, se non in una misura che è nella media europea, dalla custodia cautelare”. Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, contesta decisamente la lettura che il ministro Carlo Nordio dà in relazione al drammatico dato dei suicidi negli istituti di pena.
- Per i detenuti con disagi psichici mancano le strutture adeguate
- Non possiamo perdere la speranza
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