Agi, 1 aprile 2015
Son state ridotte le pene comminate a 22 condannati negli Stati Uniti per reati di droga. La decisione è stata presa da Barackk Obama, che ha motivato in altrettante lettere ai detenuti la scelta: "Avete dimostrato -scrive il presidente americano- di essere in grado di imporre una svolta alla vostra vita". I detenuti, alcuni dei quali avrebbero dovuto scontare l'ergastolo, saranno rilasciati il prossimo 28 luglio.
"Hanno già trascorso diversi anni in carcere, e in alcuni casi anche più di un decennio -ha spiegato il consigliere della Casa Bianca Neil Eggleston - più a lungo di diversi detenuti condannati con il sistema giudiziario odierno per lo stesso crimine". Rispetto alla presidenza di George W. Bush, che aveva ordinato 11 provvedimenti di condono, Obama ne ha emessi 43, ovvero il triplo.
Askanews, 1 aprile 2015
La Guida Suprema della Repubblica Islamica iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha concesso l'amnistia a 807 detenuti in occasione delle celebrazioni per la "giornata della Repubblica Islamica", l'anniversario della presa del potere da parte dell'ayatollah Khomeini. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna, precisando che l'amnistia per i detenuti liberati è stata richiesta dal capo della Magistratura, l'ayatollah Sadeq Amoli Larijani. La richiesta accolta da Khamenei prevede anche la riduzione di pena per un numero non precisato di altri detenuti.
Agi, 1 aprile 2015
Il governo della Malaysia ha bocciato una richiesta di perdono per Anwar Ibrahim, capo dell'opposizione caduto in disgrazia dopo essere stato condannato a cinque anni di carcere per sodomia. La richiesta era stata inoltrata dalla famiglia di Anwar a Febbraio scorso, dopo che la Corte suprema aveva confermato la sentenza di condanna. Il processo nei confronti di Anwar aveva sollevato diverse perplessità in una parte della comunità internazionale, che ne aveva denunciato il carattere politico, teso a eliminare dalla scena l'avversario più pericoloso per il regime.
Adnkronos, 1 aprile 2015
Un thailandese di 58 anni è stato condannato a 50 anni di carcere per lesa maestà a causa di alcuni post pubblicati su Facebook. La sentenza, riferisce il Bangkok Post, è stata dimezzata perché l'uomo ha confessato. Dopo avere pubblicato i post tra luglio e novembre dell'anno scorso, l'uomo è stato arrestato a dicembre prima di venire riconosciuto colpevole da un tribunale militare.
di Errico Novi
Il Garantista, 31 marzo 2015
Oggi l'incontro con i partiti per chiedere di rivedere il ddl che allunga la prescrizione. Che il vento tiri verso il polo del giustizialismo è così chiaro che persino l'assoluzione di Amanda e Raffaele suggerisce soluzioni restrittive.
Il Velino, 31 marzo 2015
Apertura a modifiche in Senato sia reale. "Sia il Ministro Orlando che il Vice Ministro Costa hanno formulato una espressa apertura a possibili modifiche in Senato del ddl sulla prescrizione. Lo stato di agitazione proclamato dalla Giunta dell'Unione Camere Penali prosegue fino al completamento dell'iter legislativo in attesa di tale voto".
di Maria Brucale
Il Garantista, 31 marzo 2015
Con un emendamento, Ernesto Carbone, Pd, vorrebbe proporre una sconcertante novità normativa: togliere la potestà genitoriale a chi sia stato condannato per reati di mafia, di terrorismo, di riduzione in schiavitù, di traffico di sostanze stupefacenti. Chi abbia riportato una condanna definitiva per i reati menzionati, non sarebbe in grado di fare il genitore. La suggestione è forte e benpensanti, manettari, giudici senza appello potrebbero coglierla. Cattivi uomini ergo cattivi genitori. Ma le semplificazioni sono sempre subdole.
di Vincenzo Vitale
Il Garantista, 31 marzo 2015
Dopo la sentenza della Cassazione, che ha definitivamente dichiarato l'innocenza di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, scoppia un nuovo caso. Claudio Pratillo Hellmann, che fu il Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Perugia che assolse con formula piena i due giovani, ha denunciato che lui e il suo collega, Massimo Zanetti, furono destinatari di dure e continue reazioni di sdegno da parte di vari gruppi organizzati, che li accusavano, fra l'altro, di essersi "venduti agli americani".
di Federico Carpi (Presidente Associazione italiana studiosi del processo civile)
Il Garantista, 31 marzo 2015
La specializzazione dei tribunali è un rischio, la svolta arriva solo se si coprono i vuoti d'organico. Rileggendo ciò che ho detto e scritto spesso sulle proposte di riforma del processo civile, mi verrebbe di fare un semplice rinvio, non trovando gran che di nuovo da dire.
Poi mi sono detto che, riguardo all'intenzione dichiarata dal governo di intervenire con una legge delega, due cose rilevanti vanno sottolineate. In primo luogo sembra che il ministro della Giustizia abbia deciso di potenziare il dipartimento per l'Organizzazione giudiziaria, chiamando a dirigerlo Mario Barbuto.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2015
Si stringono i tempi per approvare il disegno di legge sull'anticorruzione. Oggi proseguiranno le votazioni al Senato, con l'obiettivo di arrivare entro domani sera al voto finale. Ultimo scoglio l'esame della riforma del falso in bilancio, che molto ha fatto discutere e sulla quale il ministro della Giustizia Andrea Orlando si è detto convinto di avere presentato una soluzione di equilibrio tra la necessità di modificare l'impianto della riforma Vietti e quella di conservare un trattamento sanzionatorio diversificato a seconda delle dimensioni dell'impresa. Cruciale quindi il limite di pena a 5 anni per il falso in bilancio commesso in società
non quotate, limite decisivo per applicare l'archiviazione per tenuità del fatto ed escludere però le intercettazioni. Per il resto, in larghissima parte, il disegno di legge prevede un aumento delle pene, per i principali reati contro la pubblica amministrazione (almeno quelli che riguardano la criminalità economica), sia nei massimi, elemento immediatamente visibile, sia nei minimi, aspetto forse più trascurato, ma non meno importante, visto che il limite minimo della sanzione rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le richieste di patteggiamento, subordinate queste ultime, tra l'altro, anche alla completa restituzione dei proventi illeciti.
Tutto da valutare poi l'effetto sulla prescrizione, tema oggetto di tensioni nella maggioranza con Ncd che, alla Camera, si è sfilato, sull'aumento previsto per i principali delitti di corruzione. L'aumento delle sanzioni che il Senato si accinge a votare, letto in parallelo con le norme varate (anche qui in prima lettura) alla Camera ha, come effetto certo, il prolungarsi dei termini. Orlando però ha già promesso una mediazione, i cui contorni sono però tutti da valutare per evitare accuse di schizofrenia nella strategia del Governo.
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