L'Unione Sarda, 12 aprile 2015
Una contusione all'occhio e il trasporto al pronto soccorso. È il bilancio di un'aggressione subita da un agente della Polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Bancali, da parte di un detenuto marocchino. A dare la notizia i sindacati di Polizia Osapp e Sappe. "Continuando di questo passo - afferma il segretario generale aggiunto dell'Osapp Domenico Nicotra - lo stato di diritto verrà garantito solo a malviventi, clandestini e pregiudicati mentre per i tutori dell'ordine si potrà parlare solo di stato di dovere. È necessario che tutti gli organi politici, di maggioranza e non, si fermino un attimo per ritrovare il bandolo della matassa perché diversamente senza ordine e sicurezza pubblica e penitenziaria non si potrà assicurare l'incolumità di ogni singolo cittadino".
Dello stesso avviso il segretario generale del Sappe Donato Capece. "Ai colleghi feriti va la nostra vicinanza e solidarietà, ma servono ora risposte certe: il Parlamento si appresta a varare il reato di tortura nel nostro Paese, però dimentica che sono centinaia e centinaia le aggressioni a poliziotti penitenziari che si registrano ogni anno nelle carceri italiane".
Adnkronos, 12 aprile 2015
Messaggio del ministro Orlando, ospedali psichiatrici appartengono al passato. "Il manicomio e il monte Sinai.... il malato di mente autore di reato tra politiche sicuritarie e reinserimento sociale", è il titolo del convegno che si è chiuso ieri presso l'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, promosso dalla direzione dell'Opg locale, in collaborazione con la presidenza del tribunale di sorveglianza di Messina.
A fare il punto sul passaggio dagli Opg alle Rems (residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria), sono stati magistrati, giuristi, psichiatri ed esperti. Due giorni di discussione, analisi e approfondimento che hanno verificato il crono programma che in pochi mesi concluderà il piano delle dimissioni dei pazienti dalla struttura siciliana che passeranno nelle Rems: nell'isola è già attiva la struttura di Naso e a breve sarà utilizzabile quella di Caltagirone.
Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha inviato un messaggio che è stato letto in apertura dei lavori dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo. "Oggi possiamo finalmente dire - si legge nel testo - che tali realtà appartengono al passato del nostro sistema della tutela della salute e del nostro sistema dell'esecuzione penale.
Soprattutto si è fatto un passo importante affermando in modo netto il principio della prevalenza della necessità di cura per le persone non imputabili". Il Ministro ha quindi evidenziato in maniera netta che con la chiusura degli Opg "non vi saranno i pur evocati rischi per la sicurezza collettiva, gli internati più pericolosi verranno ospitati in strutture più idonee per la cura; ma alla cura sarà associato l'elemento della garanzia della sicurezza per la collettività".
di Gianni Vigoroso
www.ottopagine.it, 12 aprile 2015
Presso la Casa Circondariale di Ariano Irpino si è assistito all'ennesima aggressione ai danni del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l'Istituto Arianese, a darne notizia è il Delegato Regionale Ettore Sommariva, l'ultimo episodio, risale al pomeriggio di ieri, quando un detenuto, dopo aver minacciato il personale in servizio di sorveglianza, si è barricato all'interno della stanza minacciando di darsi fuoco in caso di intervento da parte degli agenti.
"Dopo una lunga ed estenuante trattativa, si è proceduto a un intervento coatto ma il detenuto si è scagliato contro i due agenti intervenuti, costringendo successivamente a ricorrere alle cure mediche presso l'Ospedale Civile "Frangipane" di Ariano Irpino. Sono stati medicati e ritenuti guaribili in sette giorni.
"Un altro aspetto da non sottovalutare - ha aggiunto Sommariva - e la grave e cronica carenza di organico nell'istituto arianese, che costringe il personale a dover svolgere il proprio turno, coprendo più posti di servizio e ai minimi standard di sicurezza, mettendo a serio rischio la propria incolumità personale, tanto è vero che nella serata di ieri, non vi erano agenti disponibili a poter intervenire e garantire che l'Operazione fosse svolta in sicurezza. Ormai quotidianamente assistiamo a questi episodi che vedono vittime chi svolge umilmente e silenziosamente il proprio servizio per contribuire a garantire la Sicurezza al nostro Paese".
Corriere di Novara, 12 aprile 2015
Al ritorno dalle vacanze pasquali gli alunni della primaria "Gianni Rodari" di via Cavigioli hanno trovato una piacevole sorpresa anche a scuola. Ad accoglierli non solo i sorrisi delle insegnanti, ma anche aule, corridoi, spazi comuni e bagni del secondo piano rimessi a nuovo, completamente ritinteggiati grazie al lavoro svolto dai detenuti della Casa Circondariale di via Sforzesca, accompagnati dagli agenti della Polizia Penitenziaria, coordinati e supportati da Assa, impiegando il materiale necessario acquistato dal Comune di Novara ed esprimendo la loro contentezza per aver potuto contribuire a migliorare gli ambienti scolastici anche scrivendo sulle lavagne messaggi di saluto e augurio per i bambini.
L'attività si è svolta dal 2 al 7 aprile nell'ambito delle "Giornate di recupero ambientale", protocollo che vede coinvolti Comune di Novara, Magistratura di Sorveglianza, Casa Circondariale, Ufficio esecuzioni penali esterne e Assa e che prevede l'impiego dei detenuti per lavori di pulizia e riordino di aree e strutture pubbliche. "Sono molto soddisfatto dei risultati dell'iniziativa che Assa ha promosso lo scorso anno e che sta consentendo la realizzazione di importanti opere per la comunità", sottolinea il presidente di Assa, Marcello Marzo.
Nella giornata di conclusione dei lavori hanno fatto un sopralluogo il vicesindaco Nicola Fonzo e l'assessore Elia Impaloni. Il sindaco Andrea Ballarè ha ribadito il grande valore di questo tipo di iniziativa "che - ha detto - vogliamo riproporre e potenziare".
Ai ragazzi la coordinatrice del plesso, Cristina Staurenghi, e tutte le insegnanti hanno illustrato la valenza del progetto di cui ha potuto beneficiare la loro scuola e che unisce al lavoro di pubblica utilità come occasione di riscatto per i detenuti, il beneficio per la collettività che in questo caso è direttamente apprezzato dagli alunni e da tutte le loro famiglie oltre che dalle insegnanti e da tutto il personale della Rodari.
Un giudizio positivo lo ha espresso anche la Dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo "Fornara Ossola", Fabia Scaglione, soddisfatta del lavoro svolto che ha seguito anche con sopralluoghi. Allo stabile di Via Cavigioli sono stati fatti dal Comune, edilizia scolastica, anche altri lavori di manutenzione, quali la verniciatura della recinzione, la sistemazione dell'area verde e la realizzazione del canale di scolo. "Ci auguriamo - commenta la dirigente scolastica - che gli interventi vengano completati, come previsto, alla chiusura dell'anno scolastico, quando si proseguirà con la tinteggiatura di aule, laboratori, spazi comuni e bagni di primo piano e seminterrato. L'anno prossimo speriamo in un intervento per la Scuola secondaria di primo grado, magari sempre tramite questo progetto che è molto utile alla collettività e che persegue il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti".
La scuola Rodari ha anche aderito all'attività promossa dalla Commissione di Rete per l'Educazione Ambientale e Assa ha tenuto gli incontri di educazione alla sostenibilità ambientale, quest'anno collegati alla sostenibilità dell'alimentazione quale tema conduttore di Expo 2015, alle classi 2A, 2B, 3B, 4A, 5A.
La Stampa, 12 aprile 2015
Denuncia del Sappe: un marocchino di 35 anni, durante le operazioni di consegna degli oggetti personali per l' ingresso nel penitenziario, si è svincolato dalla scorta. La polizia penitenziaria del carcere di Alessandria ha sventato un tentativo di evasione da parte di un detenuto marocchino di 35 anni che "durante le operazioni di consegna degli oggetti personali per il suo ingresso nel penitenziario, si è svincolato dalla scorta e ha tentato di fuggire. Solo dopo alcune centinaia di metri, grazie alla professionalità del personale è stato bloccato e condotto in carcere". A darne notizia è il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. "Alle 15,40 circa - spiega il segretario Donato Capece in una nota - è giunto dinanzi all'ingresso dell'istituto di piazza Don Soria di Alessandria, un pullman della polizia penitenziaria proveniente dal carcere di Asti. A bordo dell'autobus, c'erano molti detenuti", tra i quali il protagonista della tentata evasione.
La Repubblica, 12 aprile 2015
Dalla periodica nota di "Nessuno tocchi Caino", l'Ong italiana affiliata al Partito Radicale Transnazionale, che si batte da sempre per l'attuazione della moratoria universale della pena di morte e la lotta contro la tortura, si apprendono notizie legate alla pratica delle condanne e delle esecuzioni capitali in atto in tutto il mondo. Eccone qui di seguito una breve sintesi.
Pakistan
Altri cinque impiccati. Cinque prigionieri sono stati impiccati in Pakistan, portando cosi a 69 il numero delle esecuzioni da quando sono riprese nel dicembre 2014.
Il 7 aprile Jafar alias Kali è stato giustiziato nel carcere di Sahiwal. Era stato condannato nel 2000 per aver ucciso due fratelli, Khalil e Sadia, per una disputa sulla terra nel 1997. Sempre il 7 aprile, Tayyab Ghulam Nabi, è stato impiccato nel carcere di Kot Lakhpat a Lahore. Era stato condannato da un tribunale distrettuale a Toba Tek Singh per aver ucciso Abrar durante una rissa nel 2002. Le loro istanze di revisione erano state respinte dai tribunali di appello, mentre quelle alla clemenza sono state rigettate dal Presidente del Pakistan.
Ancora il 7 aprile, un detenuto del braccio della morte identificato come Sikander, è stato impiccato nel carcere centrale di Bahawalpur. Era condannato da una corte marziale, dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver ucciso un collega a Rawalpindi nel 2002. L'8 aprile è stato giustiziato nel carcere Machh Ameer Hamza, che era stato condannato a morte da un tribunale anti-terrorismo a Sibi nel 2004, dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver ucciso un uomo a Harnai nel corso di una disputa minore nel 1995. Il suo appello alla clemenza era stato respinto dal Presidente Mamnoon Hussain il 30 marzo. Hamza sarebbe il primo prigioniero a essere impiccato nel Balochistan negli ultimi sette anni. Il 9 aprile un altro condannato per omicidio è stato giustiziato nel carcere di Adiala a Rawalpindi. Raja Mushtaq Ahmed era stato trovato colpevole di duplice omicidio.
India
Tre condannati all'impiccagione per stupro. Un tribunale indiano ha condannato all'impiccagione tre uomini in relazione allo stupro di un fotoreporter, avvenuto lo scorso anno all'interno di una filanda abbandonata a Mumbai. Un quarto imputato è stato condannato al carcere a vita, ha detto il procuratore Ujjwal Nikam all'agenzia di stampa Reuters. Il procuratore ha detto di aver chiesto la condanna a morte ai sensi della severa legge anti-stupro introdotta sulla scia dell'indignazione pubblica per uno stupro di gruppo letale avvenuto a New Delhi nel 2012. "Questo è il primo caso in India in cui la pena di morte è stata data agli imputati pur essendo rimasta viva la vittima", ha detto Nikam. "Un messaggio forte alla società". In un altro caso, gli stessi tre uomini erano stati giudicati colpevoli lo scorso mese di aver violentato un operatore di call-center nello stesso mulino abbandonato nel luglio 2013, alcuni mesi prima dell'aggressione al fotogiornalista. Nikam ha descritto i tre come delinquenti abituali. Per il giudice Shalini Phansalkar-Joshi il crimine era di natura diabolica e la punizione invierà un messaggio forte alla società.
Oklahoma (Usa)
Il Parlamento approva la camera a gas. Il Senato ha approvato l'uso dell'azoto come metodo di riserva per compiere le esecuzioni. La Camera aveva approvato lo stesso ddl il 3 marzo scorso. La legge va ora alla firma della governatrice Mary Fallin, Repubblicana, che non ha ancora preso una posizione pubblica su questa norma. L'azoto è il gas inerte, di per sé non velenoso, che compone per il 79% l'aria che respiriamo, assieme al 21% di ossigeno. Una camera a gas che venisse riempita di azoto provocherebbe la morte non per "avvelenamento", come avveniva nelle vecchie camere a gas che utilizzavano il cianuro, ma per asfissia per totale mancanza di ossigeno. Ma il metodo primario resta l'iniezione. Il ddl prevede che il metodo di esecuzione primario rimanga l'iniezione letale, ma nel caso tale metodo venisse dichiarato incostituzionale, o risultasse impossibile reperire i farmaci letali, il metodo "di riserva" sarebbe l'utilizzo della camera a gas ad azoto. Attualmente il metodo di riserva è la sedia elettrica, seguita dalla fucilazione. Questi metodi passerebbero rispettivamente al 3° e 4° posto. Questo ddl è stato presentato dal deputato repubblicano Mike Christian.
Texas (Usa)
Giustiziato Kent Sprouse. Kent Sprouse, 42 anni, bianco, è stato giustiziato in Texas. Era accusato di aver ucciso, il 6 ottobre 2002, durante una rapina in un negozio, l'agente di polizia Harry Steinfeldt, e Pedro Moreno, un passante scambiato per un poliziotto in borghese. Venne condannato a morte il 1° marzo 2004 per la morte del poliziotto, non è mai stato processato per il secondo omicidio. I suoi difensori non avevano presentato i tradizionali "appelli dell'ultima ora". L'esecuzione è avvenuta apparentemente senza problemi, con una overdose di Pentobarbital. Sprouse diventa il 5° giustiziato di quest'anno in Texas, il 523° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, l'11° dell'anno negli Usa, e il n° 1405 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
Nova, 12 aprile 2015
Quattordici membri dei Fratelli musulmani, fra cui la guida suprema Mohamed Badea, sono stati condannati a morte da un tribunale egiziano con l'accusa di aver organizzato un gruppo terroristico. La sentenza è sospesa, come vuole la legge in Egitto, fino all'assenso da parte dell'autorità religiosa. Nello stesso processo, altri 37 membri della Fratellanza sono stati condannati al carcere a vita. L'ergastolo è stato comminato anche a Mohamed Sultan, che avrebbe attuato uno sciopero della fame di 414 giorni, nel corso dei quali è stato mantenuto in vita con l'alimentazione forzata, per protestare contro la sua detenzione.
È stato condannato a morte invece suo padre, Salah Sultan, noto predicatore e membro della Fratellanza. Secondo l'accusa, i condannati avrebbero organizzato un gruppo eversivo denominato "Sala operativa di Rabaa" l'anno scorso durante una manifestazione di protesta a sostegno del deposto presidente islamista Mohamed Morsi. Il gruppo si prefiggeva di attaccare sedi della polizia, strutture statali e chiese cristiane in tutto il paese e in particolare nell'Alto Egitto, dove oltre 70 luoghi di culto non islamici sono stati dati alle fiamme dopo la repressione da parte delle autorità egiziane delle proteste pro-Morsi.
di Marla Wilde
www.videogiochi.com, 12 aprile 2015
A due passi dalla Silicon Valley e dalla città di San Francisco si trova uno dei carceri più popolari del Nord America, il San Quentin, ricordato da molti per essere diventato la dimora del famoso killer Charles Manson. Questo carcere si trova nello stato della California, secondo stato dopo il Texas per numero di detenuti.
La percentuale di recidive in California è decisamente alta: ben il 65% dei prigionieri rilasciati commette altri crimini e torna in carcere entro tre anni. Mettendo da parte i pregiudizi è facile rendersi conto di quanto non sia facile uscire da un sistema complesso come quello della criminalità, soprattutto per soggetti che hanno passato tutta la loro vita in condizioni difficili. Molti detenuti non hanno avuto una famiglia stabile e nemmeno la possibilità di studiare o imparare un mestiere, ed è proprio questa una delle maggiori cause che portano a recidive. Per questo al San Quentin, qualche anno fa, è stato avviato un progetto sperimentale di rieducazione dei detenuti, in modo da fornire loro una solida base di lavoro che possano svolgere sia dall'interno sia dall'esterno del carcere.
Molti dei detenuti del San Quentin non hanno familiarità con internet, un gran numero di loro non ha mai usato uno smartphone e non ha mai frequentato un social network... ma il programma di riabilitazione/educazione, chiamato The Last Mile e ideato dall'imprenditore Chris Redlitz, ha avuto un successo inaspettato.
Kenyatta Leal, ad esempio, è stato condannato all'ergastolo negli anni '90 per essere stato fermato diverse volte in possesso di armi da fuoco. Leal è stato il primo laureato del programma The Last Mile, è carcerato dal 1994 e nel 2011 si è avvicinato al mondo dell'informatica, dopo essersi incuriosito parlando con alcuni familiari in visita. Kenyatta ha dichiarato: "Ero completamente perduto quando sono stato incarcerato. Non sapevo cosa stavo facendo, poi ho iniziato a sentir parlare di questa cosa chiamata Internet. I miei familiari in visita mi mostravano degli oggetti chiamati smartphone e parlavamo di Internet, io chiedevo Cos'è un blog? Cos'è Google? Cosa vuol dire twittare?, perché volevo sapere di più".
Il programma al quale ha partecipato Leal è stato organizzato in via sperimentale selezionando 15 fra 200 detenuti per un periodo di 6 mesi di studio intensivo di business e informatica, con alcuni imprenditori della Silicon Valley, all'interno del carcere.
Kenyatta non è l'unico della sua classe ad essersi fatto notare: Chris Schuhmacher è stato condannato all'ergastolo per omicidio (ha ucciso un amico che aveva rubato una cassa di marijuana dal suo appartamento circa 12 anni fa) e sta ora sviluppando una applicazione dedicata al fitness. Anche Schuhmacher ha completato il programma e si è laureato, cosi come Horatio Herts, che ha creato un business plan chiamato "The Healthy Hearts Foundation" e si concentra sull'aiutare gli americani con problemi di peso a tornare in forma.
Kenyatta Leal ha invece sviluppato una versione live di Fantasy Football, che ha chiamato Coach Potato, che però non ha ancora pubblicato. L'uomo è stato rilasciato sulla parola nel 2013 e sta attualmente studiando per prendere la sua seconda laurea, questa volta in business management, il tutto mentre si prepara alla pubblicazione di Coach Potato e si impegna per espandere il programma The Last Mile.
Le critiche al programma sono state numerose, ma i prigionieri non si sono scoraggiati: essere in carcere non vuol dire necessariamente essere del tutto isolati dal mondo e nemmeno non poter sperare di cambiare la propria vita. I carcerati come Kenyatta Leal rappresentano le innumerevoli possibilità che un uomo può cogliere nel corso della sua vita, ricordando a tutti i prigionieri (soprattutto a quelli giovani che hanno commesso reati minori) che con l'impegno si può davvero cambiare qualcosa e che bisogna avere fiducia nelle proprie capacità.
Sul programma è stato anche realizzato un documentario, diretto da Ondi Timoner e creato in collaborazione con la rivista Wired. Rachel Samuels, Executive Producer, ha dichiarato: "Penso che questo sia un passo importante. Kenyatta, per esempio, è una delle persone più entusiasmanti che abbia mai incontrato. Ti fa pensare: se lui è stato in grado di cambiare completamente la sua vita, quale scusa abbiamo tutti noi per non farlo?".
di Luigi Ferrarella
Il Corriere della Sera, 11 aprile 2015
Va bene tutto, ma la meraviglia no. Non dopo che a Velletri parenti e amici di tre condannati per violenza sessuale avevano messo a ferro e a fuoco l'aula di tribunale, costringendo i giudici ad asserragliarsi per ore in una stanza ad aspettare i rinforzi come a un check-point di marines dispersi in Somalia.
di Donatella Di Cesare
Il Corriere della Sera, 11 aprile 2015
La violenza è entrata anche nelle aule di un tribunale - il luogo in cui alla violenza si dovrebbe porre riparo, la sede della giustizia. Un'arma è passata inosservata. Ancora una volta a cadere sono stati civili indifesi; tra questi un magistrato che attendeva al suo dovere. Odio, rabbia, risentimento, disperazione - la violenza ha motivazioni diverse e innumerevoli volti. Escogita nuovi orrori, si avvale di inventiva e astuzia, più spesso di quanto non si creda.
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