di Piero Di Domenico
Corriere di Bologna, 31 maggio 2025
Formato da detenute e detenuti è nato con Claudio Abbado. Il ritorno del Coro Papageno, formato da detenute e detenuti della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna e da coristi volontari esterni. Dopo sei anni il coro nato nel 2011 da un’intuizione di Claudio Abbado e diretto da Michele Napolitano, affiancato dal fratello Claudio, pianista, e da Stefania Martin, entrambi docenti di teoria musicale e tecnica vocale, torna a cantare in pubblico. Sabato 7 giugno alla Dozza il concerto “A voce libera” con il Papageno che si esibirà con il coro multietnico di Bologna Mikrokosmos, in una giornata che vedrà anche una raccolta fondi a favore di Pace Adesso, destinata a sostenere le attività del Papageno.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 31 maggio 2025
“Un Ossimoro da cancellare” di Giulia Melani, con contributi di Franco Corleone, Katia Poneti e Grazia Zuffa, illumina a giorno i margini estremi della marginalità più estrema. Dove chi è bollato col marchio della “pericolosità sociale” vive rinchiuso o sotto sorveglianza, in balia dell’incertezza: una condizione peggiore della detenzione in carcere.
di Duccio Parodi
L’Unità, 31 maggio 2025
Le persone detenute scrivono per molti motivi e un unico bisogno: trovare ascolto. Ora c’è un premio dedicato a loro, la presentazione il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il 6 nell’Ipm di Bari. Questo articolo è anche l’annuncio di due eventi che si svolgeranno, il primo, il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il secondo, il 6 giugno nel carcere minorile di Bari, dove verrà presentato il progetto “Parole liberate: oltre il muro del carcere” promosso dal giornalista Michele De Lucia, dall’attore Riccardo Monopoli e dall’autore Duccio Parodi.
di Gianluca Iovine
Il Dubbio, 31 maggio 2025
Il film di Mario Martone è un racconto emotivo che attraversa la ribellione della scrittrice Goliarda Sapienza a un mondo socialmente vuoto. “Fuori”, di Mario Martone, unico film italiano in concorso a Cannes, è un film d’arte, ed è forse per questo che piegarlo a un giudizio critico sarebbe fuorviante. Più che alle categorie di logica e senso, infatti, la pellicola, che ha tra le interpreti principali Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie, mira a un racconto emotivo che si struttura nel tempo preciso dell’alba degli anni Ottanta del Novecento, per poi tradire quella dimensione temporale, in un continuo flashback.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 31 maggio 2025
La morte pochi giorni fa di don Franco Monterubbianesi fa ancora ragionare sull’enorme lavoro svolto dalla comunità di Capodarco di Fermo, insieme alla sua sede romana, per rendere più vivibile la vita delle persone con disabilità. A partire da quel viaggio a Lourdes di molti anni fa in cui alcuni preti che vi avevano accompagnato tutto un gruppo decisero insieme a quelli di non più accettare il pietismo e l’emarginazione con cui venivano trattati, e avviarono un’iniziativa - in una villa donata da qualcuno su una collina vicina a Capodarco - che ha cambiato la sorte di tanti tra loro.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 31 maggio 2025
“Nessun potere dello Stato - nessuno - è immune da vincoli e controlli”, ha detto Sergio Mattarella durante l’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio. “La stessa sovranità popolare - ha proseguito il presidente della Repubblica - viene esercitata “nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione”, come questa dispone nel suo primo articolo”.
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 31 maggio 2025
La sequenza di femminicidi che coinvolgono uomini e donne giovanissime costringe a sporgersi su un vuoto di senso. Cos’è che fa della violenza estrema un “rimedio” all’insostenibilità di un conflitto, di una delusione, di un rifiuto? E cosa si cela dietro quell’insostenibilità? Sono ragazzi all’apparenza fragili, fragilissimi, incapaci di sostenere il rifiuto di una coetanea o un abbandono sentimentale; eppure, si rivelano capaci di commettere crimini di violenza inaudita. Sono maschi in età adolescenziale, o poco più, la cui vita dovrebbe essere aperta al futuro; e che vivono invece la frustrazione per la fine di una relazione come la perdita di ogni orizzonte, intravedendo una via d’uscita solo nell’uccisione di quella donna da cui sembra dipendere la sopravvivenza stessa del sé.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 31 maggio 2025
Una cittadinanza che va “meritata” e non “elargita e regalata”. Alla base del “no” al referendum, o meglio dell’astensione sostenuta dalla Lega e dunque anche dal Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari c’è soprattutto questo concetto, legato alla proposta di abbassare a cinque gli anni di permanenza in Italia per poterla richiedere.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2025
Nel mirino le previsioni della legge 14/2024 laddove permette di trasferire persone destinatarie di provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati; e il trattenimento del migrante destinatario di provvedimento di espulsione che abbia presentato domanda di protezione. La Cassazione ha rinviato alla Corte di giustizia Ue, la legge dello scorso anno di ratifica ed esecuzione del Protocollo Italia e Albania nella parte in cui consente di trasferire persone destinatarie di provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati nei centri di trattenimento albanesi, senza concrete prospettive di rimpatrio. In subordine, chiede alla Cgue se sia c0mpatibile con la normativa europea la possibilità di trattenere in Albania un migrante destinatario di un provvedimento di espulsione che abbia presentato domanda di protezione internazionale dopo il trasferimento. Il provvedimento nasce dal ricorso del Ministero degli Interni contro due decisioni della Corte d’appello di Roma di mancata convalida dei trattenimenti.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 31 maggio 2025
L’ennesimo fallimento sui Cpr non muta l’atteggiamento dell’esecutivo sui centri. Ma la premier preferisce il silenzio. “Andiamo avanti”. La reazione del governo all’ennesimo fallimento albanese viene solo sussurrata in via ufficiosa. Per il resto, a parte la poca assennata intemerata del capogruppo FdI Bignami contro il manifesto, reo di aver diffuso una notizia, nel governo e nella maggioranza regna una consegna: quella del silenzio perfetto. In certi casi l’unica via d’uscita è far finta di niente sperando che la figuraccia sfugga di vista.
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