di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 1 giugno 2025
L’avvocato penalista e presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno: “Sempre più ragazzini violenti, dobbiamo agire tutti”. È un appello accorato quello che lancia Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia, ma da sempre attenta al tema del femminicidio, parola che “non si può né si deve cancellare: anzi, ho trovato profondamente sbagliata la raccolta firme delle giuriste contro il nuovo reato”. Perché non solo continua ad essere una piaga, ma il fenomeno si sta addirittura “aggravando”. Coinvolgendo fasce d’età sempre più basse - ultimo il caso di Martina Carbonaro - sembra ci si trovi completamente impreparati a capire come i giovanissimi affrontano quello che chiamano amore.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 1 giugno 2025
Posso dirlo? Lo dico. Almeno, si comincia a parlare del “dubbio” nel giudizio penale anche al di fuori delle aule giudiziarie o universitarie. In questo sempre meno decoroso spettacolo che sta andando in onda da settimane intorno alla piccola cittadina di Garlasco, è perfino possibile cogliere qualcosa di buono. Con molto cinismo, lo riconosco, perché intanto questo bailamme ustiona e scortica la pelle delle persone che, loro malgrado, ne sono protagoniste: ma insomma, la congiunzione astrale sta di fatto determinando la miracolosa possibilità che media e pubblica opinione possano finalmente toccare con mano la ragione per la quale si è tramandato intatto fino a noi, dal Codice Giustinianeo per oltre 1.500 anni, un principio fondativo della civiltà umana, tuttavia indigesto alla istintiva bulimia giustizialista dei più: “in dubio pro reo” (nel dubbio, a favore dell’imputato, ndr).
di Francesco Iacopino
Il Riformista, 1 giugno 2025
Il Direttore de L’Altra Voce condanna la ricerca di un capro espiatorio “Si cerca un bersaglio mediatico da esporre sulla pubblica piazza”. La vicenda di Garlasco porta in emersione tutte le deformazioni della giustizia in Italia: la componente emotiva della piazza, quella spettacolare dell’informazione, l’allestimento dell’aula mediatica, la celebrazione del processo sociale, la “contaminazione” di quello penale. Ne abbiamo parlato con Alessandro Barbano, Direttore de L’Altra Voce, già Direttore de Il Messaggero, Il Riformista, Il Mattino e autore de “L’Inganno” e “La Gogna”.
di Glauco Giostra
Avvenire, 1 giugno 2025
Avvilente e pericolosa. Non sovvengono altri aggettivi per qualificare la telenovela mediatico-giudiziaria sul caso Garlasco, che da molti giorni egemonizza i palinsesti della televisione, della radio e della stampa, sollecitando e soddisfacendo un ossessivo interesse per indagini che potrebbero rimettere in discussione la condanna di Alberto Stasi per l’orribile omicidio di Chiara Poggi. Ma come, si obietterà, non abbiamo sempre detto che è diritto sacrosanto del popolo conoscere come viene amministrata la giustizia in suo nome (art. 101 Cost.)?
di Salvatore Ferrante
livesicilia.it, 1 giugno 2025
L’avvocato Salvatore Ferrante, componente della Camera penale di Palermo, giovedì 29 maggio, insieme ad alcuni colleghi e rappresentanti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, ha fatto visita al carcere Ucciardone di Palermo. Ha affidato la sua testimonianza a LiveSicilia. “Io svolgo la professione di avvocato nell’ambito del diritto penale da quasi vent’anni ed ho sempre frequentato gli istituti penitenziari, ma non sono mai andato oltre la sala avvocati. Ieri, invece, abbiamo avuto la possibilità di visitare alcune sezioni del penitenziario, nonché le cucine: non immaginavo che le condizioni detentive fossero così dure, ai limiti della sopportazione umana.
di Valentina Moro
La Stampa, 1 giugno 2025
L’ergastolano ha raccontato la sua esperienza agli studenti: “La prigione è la cosa più brutta che si possa vivere”. “Per garantire il benessere dei cani ci vogliono otto metri quadrati, in cella, qui ad Asti, ne abbiamo due e mezzo a testa”. Cosimo, condannato all’ergastolo, ha 71 anni ed è in carcere dall’11 gennaio 1993. Di origini calabresi, è stato in diversi istituti penitenziari e da tre anni si trova nel carcere di alta sicurezza di Quarto. “Come ergastolani avremmo diritto a una cella singola, perché chi è deve stare in prigione per tutta la vita e non può stare con chi uscirà tra qualche anno, ma di fatto spesso non è così”.
di Egle Priolo
Il Messaggero, 1 giugno 2025
C’è anche un bambino di soli 18 mesi a vivere dietro le sbarre di Capanne. Una vicenda che ricorda la storia che arriva da Palermo, con una neonata di un mese che vive nel carcere Pagliarelli o la “storia di “Giacomo”, 2 anni, per 10 mesi recluso con la madre a Rebibbia, in grado di dire solo “apri”, “chiudi” e poco altro”, come raccontato da Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Spp. E proprio l’istituto penitenziario di Perugia, insieme a quelli di Milano, Venezia, Torino e Rebibbia, al momento ospita un bambino insieme alla sua mamma.
primapaginacastelvetrano.it, 1 giugno 2025
La Fraternità Betlemme di Èfrata A.P.S lancia il progetto per garantire mensilmente, l’acqua da bere ai detenuti. La Fraternità Betlemme di Èfrata A.P.S., che opera da diversi anni presso la Casa Circondariale di Castelvetrano con attività di ascolto, vicinanza e sostegno umano e spirituale, oggi ha avviato un’ulteriore iniziativa di cura concreta verso i fratelli detenuti che si trovano in condizioni di disagio economico. Il progetto prende spunto dalla petizione nazionale “Sete di dignità”, promossa da Don Vincenzo Aloisi, Cappellano dell’Istituto, alla quale la Fraternità ha aderito con convinzione. Don Vincenzo, inoltre ricorda che “Questa iniziativa nasce proprio in quest’anno giubilare. La carità è un segno distintivo del Giubileo, indicando che non si tratta solo di un evento religioso, ma di un’occasione per vivere la fede in modo attivo e concreto, attraverso la cura del prossimo”.
di Martina Taris
nemesismagazine.it, 1 giugno 2025
Un corso professionale per diventare tecnico dello spettacolo, una vera occasione di riscatto e reinserimento sociale nel mondo del lavoro, ma anche un ponte tra due mondi spesso distanti: il carcere e la scuola. È questa la visione che ispira ‘Il carcere entra a scuola’, ambizioso progetto socio-psico-pedagogico promosso dall’associazione culturale San Domenico Caniga di Sassari e finanziato dalla Fondazione di Sardegna, in collaborazione con la Studios Academy di Roma.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 1 giugno 2025
Cosa significa “giustizia” in una società pluralista, dominata dalla tecnologica e ormai del tutto globalizzata? E quale fondamento può avere la legittimità delle istituzioni pubbliche, se non possiamo più appellarci a valori morali assoluti o a codici religiosi condivisi? Sono solo alcuni degli interrogativi che stanno alla base della ricerca di Jürgen Habermas ed in particolare della sua opera più importante Teoria dell’agire comunicativo (Il Mulino, 1981). Ne emerge una vera e propria proposta di rifondazione delle idee di razionalità e di giustizia per renderle compatibili con i sistemi democratici moderni e allontanarci il più possibile dall’unica alternativa percorribile: un regime illiberale e armato.
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