di Elisabetta Andreis e Gianni Santucci
Corriere della Sera, 3 giugno 2025
Viaggio nello slang dei giovani di oggi (dove il babbo è un nabbo). Inglesismi, influenze arabeggianti, gergo di strada: un gruppo di 14-15-16enni ha guidato il Corriere tra i neologismi dei ragazzi di oggi. E gli adulti non possono giudicare, perché negli anni 80 usavano “sfitinzia”, “cbcr” e “saccagnare”. “L’outfit drippa” (drip: stiloso). “Flexo le mie scarpe” (flexare: ostentare). “Droppami la foto” (condividimela). “Fai al fly” (al volo, sbrigati). “Sono nel prime” (al top). “È una pick me assurda” (fa di tutto per attirare attenzione dei ragazzi). “Oggi sto nel chill, la prof non interroga” (chillarsela, gran bella condizione). “La prof fa un compito a sorpresa, che sgravo” (insopportabile).
di Ludovica Jona*
Il Manifesto, 3 giugno 2025
Pochi mesi di detenzione domiciliare per droga si sono trasformati in segregazione a vita per un sessantenne rinchiuso nelle strutture convenzionate del Lazio. Un affare per i privati. “Vivo nella residenza di Colle Cesarano. Sono entrato sano e ora mi trovo così angosciato e disamorato da lasciarmi andare. Sono anni che vengo sbattuto da una struttura all’altra. La libertà è diventata un’utopia. In passato ho commesso qualche errore ma ora non ho più nulla a che fare con gli stupefacenti: che motivo ho di continuare a soffrire, apprezzando le cose belle della vita?”.
di Gianpiero Dalla Zuanna
Avvenire, 3 giugno 2025
A seguito di vari interventi legislativi e delle imponenti emigrazioni susseguitisi a partire dall’Unità d’Italia, le persone con cittadinanza italiana si sono moltiplicate a dismisura, grazie a un’interpretazione estensiva del principio dello ius sanguinis (diritto di sangue). Fino alla mezzanotte (ora di Roma…) del 27 marzo 2025, chiunque poteva dimostrare di avere un antenato emigrato dall’Italia dopo l’Unità, per legge era cittadino italiano. Per vedersi riconosciuto questo diritto, poteva far domanda all’Ufficio Anagrafe del Comune di provenienza del suo antenato, al Consolato italiano nel suo stato di residenza, o alla Corte d’Appello della regione di provenienza del suo antenato. Di conseguenza, per la legge, fino al 27 marzo del 2025 i cittadini italiani “potenziali” erano un numero incalcolabile, probabilmente centinaia di milioni, ossia tutti i discendenti dei più di venti milioni di emigranti che hanno lasciato l’Italia dal 1861 a oggi, restando poi stabilmente all’estero.
di Simone Marcer
Avvenire, 3 giugno 2025
I dati del Viminale, secondo il cruscotto statistico: 2.028 persone in più arrivate nei primi 5 mesi del 2025. Continuano allarmi e Sos in mare. Oim: 233 morti da inizio anno nel Mediterraneo centrale. Almeno 233 persone sono morte e 225 risultano disperse sulla rotta del Mediterraneo Centrale dall’inizio dell’anno al 31 maggio. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Libia nel suo ultimo aggiornamento pubblicato su “X”. Nello stesso periodo, precisa l’agenzia dell’Onu, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 9.585, di cui 8.147 uomini, 960 donne, 333 minori e 145 di cui non si conoscono i dati di genere. Lo scorso anno sono state invece 2.452 le morti documentate nel Mar Mediterraneo. “Una tragedia inaccettabile e prevenibile. Dietro ogni numero c’è un essere umano, qualcuno per cui questa perdita è devastante”, ha ricordato Ugochi Daniels, Vice Direttrice Generale per le Operazioni dell’Oim.
Il Dubbio, 3 giugno 2025
La Corte di Giustizia risponde al Tribunale di Bologna: non è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma esercizio della responsabilità familiare. Un cittadino di un Paese terzo che attraversa illegalmente le frontiere dell’Unione europea insieme ai propri figli minorenni non può essere sanzionato penalmente per favoreggiamento dell’ingresso illegale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea, rispondendo a un rinvio pregiudiziale formulato dal Tribunale di Bologna. La pronuncia fa riferimento a un caso del 2019, quando una donna, cittadina di un Paese extra-Ue, fu fermata all’aeroporto di Bologna insieme alla figlia e alla nipote minorenni.
Corriere del Ticino, 3 giugno 2025
In futuro, una persona condannata alla prigione a vita dovrà trascorrere almeno 17 anni in carcere, invece di 15 come adesso, prima di poter beneficiare di una liberazione con la condizionale. È quanto prevede una modifica del Codice penale adottata dal Consiglio degli Stati. Nel corso dell’esame di questo, progetto, il plenum ha poi stabilito che le nuove disposizioni devono valere anche per chi sta già scontando una pena detentiva a vita. Una minoranza, invece, voleva che la modifica del Codice penale si applicasse solo alle persone condannate dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. A suo avviso, i carcerati che si sono comportati bene per molto tempo non dovrebbero essere penalizzati con ulteriori anni di carcere. Il dossier torna al Nazionale.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 3 giugno 2025
David Guilleme, infermiere americano, è stato arrestato a Caracas durante una vacanza “Io e Alberto ostaggi del regime”. David Guilleme, 30 anni, infermiere americano, fu preso a Cucuta, confine con la Colombia, mentre provava a entrare in Venezuela. Era con la sua fidanzata, volevano passare tre settimane di vacanze. E invece furono bloccati, incappucciati e portati in una prigione. “Uno dei comandanti del reggimento è venuto da me e mi ha messo il piede in testa. Mi ha detto: Benvenuto in Venezuela. Benvenuto all’inferno!”.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 3 giugno 2025
La Customs and Border Protection (Cbp) ha effettuato dei tamponi per prelevare il Dna di bambini migranti di appena 4 anni fermati al confine, in modo da caricare i loro dati genetici in un database gestito dall’Fbi che potrà così rintracciarli in caso, da adulti, dovessero commettere un crimine. I documenti in cui si parla di questa prassi sono stati rilasciati in sordina dalla US Customs and Border Protection all’inizio di quest’anno, e offrono lo sguardo più dettagliato raccolto fino ad oggi sulla portata del programma di raccolta del Dna per mano del Cbp, rivelando quanto profondamente la sorveglianza biometrica del governo si spinge nelle vite dei bambini migranti, alcuni dei quali, prima ancora di imparare a leggere o ad allacciarsi le scarpe, hanno il proprio Dna già conservato in un sistema costruito per i condannati per reati sessuali e crimini violenti.
di Luca Falbo
lacnews24.it, 2 giugno 2025
Tra le aule detentive, libri e dispense si trasformano in strumenti per ritrovare se stessi, riscoprire aspirazioni sopite e costruire un domani diverso, al di là dei reticolati. La pena non può limitarsi a infliggere sofferenza: deve rieducare. Ecco perché portare lezioni, libri e docenti dietro le sbarre significa fare pienamente tesoro dell’articolo 27 della Costituzione, che riconosce alle pene una funzione rieducativa. In questo senso, l’università in carcere diventa una sorta di “laboratorio di rinascita”: non solo un percorso didattico, ma un processo di costruzione di identità alternative a quelle criminali. Qui, l’idea di studente si trasforma da mera etichetta a impegno esistenziale.
di Duccio Parodi
L’Unità, 2 giugno 2025
Le persone detenute scrivono per molti motivi e un unico bisogno: trovare ascolto. Ora c’è un premio dedicato a loro, la presentazione il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il 6 nell’Ipm di Bari. Questo articolo è anche l’annuncio di due eventi che si svolgeranno, il primo, il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il secondo, il 6 giugno nel carcere minorile di Bari, dove verrà presentato il progetto “Parole liberate: oltre il muro del carcere” promosso dal giornalista Michele De Lucia, dall’attore Riccardo Monopoli e dall’autore Duccio Parodi. Si tratta di un Premio riservato alle persone detenute alle quali viene proposto di essere co-autori di una canzone: la lirica vincitrice è poi affidata a un artista già affermato, affinché la metta in musica e la interpreti.
- Alemanno e Falbo scrivono a Mattarella: “Carceri sovraffollate, una piaga devastante”
- Miracolo: Meloni si accorge che con le manette non si risolve nulla
- “Decreto Sicurezza troppo timido? Questo è solo l’inizio…”
- Dal giusto processo all’ossessione securitaria: la giustizia penale tra poteri, garanzie e involuzioni
- Quando gli avvocati finiscono alla sbarra. Chi difende i garanti del giusto processo?











