di Paolo Lambruschi
Avvenire, 1 giugno 2025
Il direttore di Caritas italiana a una settimana dal referendum: “I primi a beneficiare di una vittoria del “Sì” sarebbero i figli minori degli immigrati”. “L’ottenimento della cittadinanza in tempi congrui da parte di donne e uomini che contribuiscono con il loro lavoro al benessere dell’intera collettività, corrisponde al riconoscimento della dignità delle persone”. La presidenza di Caritas Italiana si è espressa con queste parole sul referendum dell’8-9 giugno sulla cittadinanza, forte di una lunga esperienza di integrazione vissuta ogni giorno sul campo dai circa 85mila volontari presenti nella rete delle migliaia di Caritas parrocchiali che fanno capo alle 217 Caritas diocesane. Fari dell’organismo pastorale della Cei sono i quattro verbi di papa Francesco per i migranti: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Approfondiamo il tema referendario con don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.
di Raffaele Cattaneo
Tempi, 31 maggio 2025
Sovraffollamento, suicidi, immobili fatiscenti. Bisogna coinvolgere privati e terzo settore per dare una speranza a chi finisce dietro le sbarre. Questa settimana, nel carcere di Varese, è morto un detenuto di 33 anni, non è chiaro se per suicidio o per cause naturali. Per alcune sere i detenuti - 101 rispetto ai 53 posti regolari - hanno protestato battendo sulle sbarre e gridando “assassini” per oltre un’ora. Ora provate a immaginare la scena e pensate di trovarvi immersi per un’ora ad ascoltare queste urla, in un carcere che ospita il doppio dei detenuti previsti, in un edificio fatiscente che risale al 1893, dichiarato dismesso nel 2001 e dove l’acqua calda nei bagni è stata portata solo nel 2017.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 maggio 2025
Emergenza carcere, nel giorno dell’ennesimo suicidio il presidente del Senato apre alla liberazione anticipata speciale. Un grido strozzato in una cella del carcere Pagliarelli di Palermo, mercoledì scorso. L’ennesimo. Il trentaquattresimo dall’inizio di questo anno maledetto, scandito da una mattanza silenziosa che nessuno sembra voler veramente ascoltare. L’ultima vita spezzata apparteneva a un uomo che avrebbe dovuto riassaporare la libertà tra appena dodici mesi. Lottava contro la tossicodipendenza. La sua disperazione è l’emblema di un sistema penitenziario allo sbando dove la dignità è annichilita da numeri spaventosi, numeri che urlano un’emergenza nazionale: oltre 16.000 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare.
di Nino Luca
Corriere della Sera, 31 maggio 2025
Il progetto dell’associazione Spazio Aperto presentato a Milano. Il presidente del Senato La Russa: “Certezza della pena, ma è forte ma occorre pagare in condizioni di assoluta civiltà”. Il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano ha ospitato un importante momento di confronto sul sistema carcerario italiano. Il convegno intitolato “La fine del sistema infinito, il sistema carcerario”, ha visto la partecipazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, del governatore della Lombardia Fontana e del sindaco di Milano Giuseppe Sala.
di Cesare Battisti
L’Unità, 31 maggio 2025
Questo racconto dice come e perché la maggior parte dei suicidi accada nei primi giorni di carcerazione. È il modo poetico per far sapere di una grande tragedia: prevedibile, annunciata, consumata e subito dimenticata. Quella delle 33 persone detenute che si sono tolte la vita dall’inizio dell’anno. Dopo i 90 suicidi nel 2024, il numero più alto da trent’anni a questa parte, superiore addirittura al record che sembrava ineguagliabile di 84 suicidi nel 2022.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2025
Un libro bianco fotografa un Paese dove negli ultimi trent’anni 30mila persone sono state ingiustamente arrestate. In questi giorni in Germania si sta discutendo di un progetto di riforma della giustizia che renderebbe automatico, in caso di assoluzione, la richiesta da parte dello stesso Pm di un indennizzo per la vittima di ingiusta detenzione. Addirittura verrebbero istituiti dei centri di assistenza pubblica per la persona vittima di ingiusta detenzione e per il suo reinserimento nella società. E verrebbero messe a carico dello Stato le spese legali per accompagnare la vittima di ingiusta detenzione nella sua richiesta di indennizzo. In Danimarca addirittura vengono riconosciuti indennizzi per ingiusta detenzione anche per una quota di giorno, per una frazione di giornata. Quindi può capitare di essere indennizzati anche per soli 10 minuti trascorsi da arrestato, essendo naturalmente poi riconosciuti innocenti.
di Anita Fallani
Il Domani, 31 maggio 2025
“Vengono introdotte delle nuove norme che sono riuscite a superare anche la fantasia repressiva del codice Rocco”, dice Emilia Rossi, avvocata ed ex Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Il confronto caso per caso. “Nel decreto sicurezza voluto dal governo Meloni vengono introdotte delle nuove norme che sono riuscite a superare anche la fantasia repressiva del codice penale fascista, il cosiddetto codice Rocco”. Così dice Emilia Rossi, avvocata ed ex Garante nazionale dei diritti dei detenuti. La Camera ha approvato con 163 sì, 91 no e un astenuto. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato per essere convertito in legge entro il 10 giugno.
Ristretti Orizzonti, 31 maggio 2025
“Decreto sicurezza: confuso, irrazionale e con sproporzioni. Misure incostituzionali, un provvedimento illogico di misure repressive”, così il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà e Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello commenta le nuove norme approvate dalla Camera e ora al vaglio del Senato del cosiddetto “decreto sicurezza”. La Camera ha approvato il ddl di conversione del decreto recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario.
di Antonello Ciervo
Il Domani, 31 maggio 2025
Sabato 31 maggio la Rete “A pieno regime” scenderà in piazza a Roma, per riaffermare con chiarezza e intransigenza che la democrazia parlamentare e la Costituzione non possono essere abrogate da un decreto legge. Alla fine la svolta autoritaria si è realizzata e nel peggiore dei modi. Recependo malamente una serie di rilievi del Quirinale in merito al ddl Sicurezza - in discussione in parlamento da oltre un anno e pronto per essere approvato al Senato prima di Pasqua - il Consiglio dei ministri ha trasformato il disegno di legge in un decreto legge che è entrato immediatamente in vigore lo scorso 11 aprile. Si tratta di una grave forzatura, uno strappo alle procedure costituzionali e un esautoramento della funzione legislativa del parlamento che non ha precedenti nella storia repubblicana, nonostante negli ultimi anni l’abuso della decretazione d’urgenza sia stata la prassi per tutti i governi che si sono succeduti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 31 maggio 2025
Dopo il richiamo ai giovani magistrati, Mattarella confida che il referendum sulle “carriere” non incendi le istituzioni. È un crinale molto scosceso. E il rischio che tutto precipiti non può sfuggire a un presidente attento al decoro istituzionale qual è Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato sa che nei prossimi mesi il dibattito pubblico sarà sottoposto a una delle prove di tenuta più estreme degli ultimi anni: la campagna referendaria sulla separazione delle carriere. Una sfida che sublimerà, in un certo senso, un quarto di secolo, trent’anni addirittura di conflitti fra politica e magistrati.
- La schizofrenia punitiva del centrodestra colpisce anche i reati contro gli animali
- Dei delitti e delle pene
- Lombardia. Su sanità e carcere è scontro tra governo e Regione
- Palermo. Il giallo del detenuto morto al Pagliarelli: “Temeva per la sua vita”, aperta un’inchiesta
- Milano. Il sindaco Sala: “Carcere troppo sovraffollato, San Vittore si può spostare”











