L’Unità, 30 maggio 2025
Si svolgerà, venerdì 30 maggio alle ore 16.30, presso il Centro Diocesano Pastorale Carceraria di Napoli alla Via Giuseppe Buonomo, 39 Napoli, organizzata dal Partito Democratico della Campania, una iniziativa sulla situazione delle carceri in Campania e la devianza minorile. In Campania ci sono 7.509 persone detenute a fronte di 5.584 posti disponibili. Il carcere di Poggioreale ha un indice di sovraffollamento pari al 155,45%. Nella nostra regione si sono registrati 20 decessi di cui 11 suicidi. Si registra, inoltre, un significativo aumento dei minori in carcere.
di M. Chiara Marchesini*
lavocediferrara.it, 30 maggio 2025
L’anno scorso accettai la scommessa di un corso di chitarra facile per un gruppo di detenuti comuni del carcere di Ferrara, sfociata in un concerto tenutosi all’interno del carcere di Ferrara a marzo 2024, in cui, con l’amico Patrizio Fergnani, abbiamo coinvolto i nostri figli musicisti e alcuni amici a suonare con i detenuti. Questa esperienza straordinaria e inaspettata, in cui il “fuori” ha incontrato il “dentro”, in cui persone esterne sono entrate in carcere per collaborare con i detenuti ad un progetto musicale, ha dato il via, lo scorso settembre, a una nuova scommessa: formare un coro composto da detenuti e volontari esterni. Ha preso così vita il “Coro Out/In”.
La Repubblica, 30 maggio 2025
In un volume l’indagine sulla pelle intesa come spazio di libertà curata da Daniela Attili, Paola Bevere e Gabriele Donnini. Il tatuaggio è un linguaggio visivo antico, una forma d’arte che racconta storie, emozioni e identità. Per chi vive in carcere, diventa molto più di un semplice ornamento: rappresenta l’unico spazio personale che non può essere sottratto. Amomamma. Il carcere visto attraverso il tatuaggio, curato da Daniela Attili, Paola Bevere e Gabriele Donnini, esplora questo tema con profondità e rigore, mettendo in luce il valore simbolico e le implicazioni sociali di questa pratica.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 30 maggio 2025
Il viaggio del Corriere nel mondo degli adolescenti. In questa puntata, l’incontro con Kento, 48 anni, uno dei musicisti più impegnati con i ragazzini (e non soltanto). Gli incontri nelle scuole e le visite in carcere: “Io sto con Caino, tra i minori detenuti vedo anche talento e volontà”. E dunque carissimo Kento, ovvero il 48enne Francesco Carlo, qual è la prima esigenza, la prima urgenza, la prima richiesta dei ragazzini di oggi? “Detta così è molto semplice: essere ascoltati”. Poi, chiaro, ci passa l’infinito.
di Alberto Pellai
Avvenire, 30 maggio 2025
Come è possibile che quelle che un tempo chiamavamo cotte adolescenziali, oggi siano diventate vicende da cronaca nera? Il copione dell’amore tossico ha raggiunto i piccoli. Martina muore a 14 anni perché Alessio, da poco maggiorenne, non tollera che lei lo abbia lasciato. Erano ragazzo e ragazza. Poi non più. Ora Martina è morta. Alessio avrà davanti una vita fatta di carcere per un tempo che gli sembrerà infinito. I femminicidi negli ultimi anni hanno rappresentato narrazioni quasi quotidiane, all’interno delle nostre vite. Ma quasi sempre si trattava di storie che riguardavano “cose da grandi”. Uomini adulti che uccidono donne con cui hanno acceso relazioni amorose che poi diventano prigioni e infine si trasformano in condanne a morte.
di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 30 maggio 2025
La sorella di Silvana, uccisa 11 anni fa dal convivente, ripercorre la vicenda e insiste sulla prevenzione. Subito dopo l’omicidio ha chiesto in affido i due nipoti distrutti dalla violenza di cui sono stati testimoni. Undici anni fa l’omicidio di Silvana Allasia per mano del convivente ha riempito le prime pagine dei giornali. Poi è caduto il silenzio. Ma, mentre le luci dell’attualità si spegnevano, i due figli di Silvana, di 7 e 10 anni, che avevano assistito all’uccisione della mamma, hanno cercato di vivere. “Sono vittime superstiti del femminicidio”, dice la zia Agnese che, insieme al marito e ai suoi figli, nel giro di pochi minuti ha deciso di chiedere l’affido dei nipoti.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 30 maggio 2025
I pronunciamenti della Corte costituzionale sull’adozione e la riproduzione assistita degli ultimi mesi sono un grande passo avanti e una significativa supplenza all’inerzia politica di questo governo, ma la Consulta registra, non può legiferare. La destra non farà mai la riforma. L’attuale papato chiude a ogni visione diversa della famiglia. Il compito rimane alla sinistra. I pronunciamenti della Corte costituzionale sull’adozione e la riproduzione assistita degli ultimi mesi sono un grande passo avanti e una significativa supplenza all’inerzia politica di questo governo, come sostiene Mariano Croce su questo giornale. Lo stesso vale per i ripetuti pronunciamenti della Corte sul fine vita. Ma non bastano. Le due sentenze più recenti in materia di genitorialità, per esempio, stabiliscono che la madre non biologica di una coppia di donne che ha avuto un figlio tramite procreazione assistita all’estero dev’essere automaticamente riconosciuta come genitrice (sentenza 68/2025) e che i singoli possano accedere all’adozione internazionale (sentenza 33/2025).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 30 maggio 2025
Due rinvii alla Corte del Lussemburgo mettono in dubbio la compatibilità del Cpr di Gjader con il diritto Ue. La prima sezione penale ribalta una sua precedente pronuncia. Ora si bloccherà tutto, di nuovo. La Cassazione dubita che il Cpr di Gjader sia compatibile con la direttiva rimpatri e con la direttiva accoglienza. Per questo ieri ha rinviato due cause alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Per la seconda fase del progetto Albania, quella che riguarda i migranti “irregolari” a cui il decreto di fine marzo (poi convertito in legge) ha esteso l’uso dei centri, si tratta di un colpo durissimo. I rinvii sono contenuti in due provvedimenti fotocopia nati dai ricorsi del Viminale contro altrettante non convalide del trattenimento oltre Adriatico. Le aveva decise la Corte d’appello di Roma. Anche se non ci sono automatismi, verosimilmente fino alla decisione dei giudici del Lussemburgo sarà molto complicato che un tribunale italiano possa dare il via libera alla detenzione nelle strutture del protocollo Roma-Tirana.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 30 maggio 2025
Sono 16 i poliziotti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Le indagini, avviate dalla squadra mobile, si sono basate su intercettazioni ambientali e telefoniche, che hanno documentato un clima di complicità e brutalità. Almeno due anni di abusi tra le mura della questura. La procura di Verona ha formalizzato nei giorni scorsi la chiusura delle indagini per altri nove agenti della squadra Volanti, portando a sedici il numero di poliziotti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, oltre a due per cui è stato chiesto il giudizio immediato. Le accuse vanno dalla tortura alle lesioni, dal peculato alla falsificazione di atti pubblici, con aggravanti legate all’odio razziale.
di Ilaria Blangetti
La Stampa, 30 maggio 2025
La denuncia della cuneese Giulia Marro, antropologa e consigliera regionale: “La legge prevede che persone come lui non possano andare in quei centri”. Lo scorso aprile la polizia è intervenuta in un condominio di via Nasetta, a Cuneo, dove da tempo un uomo di origine nigeriana, irregolare, bivaccava sulla rampa del garage accumulando oggetti e destando preoccupazione per i suoi comportamenti. Numerose anche le segnalazioni effettuate dai residenti. A carico dell’uomo erano già stati emessi provvedimenti di Daspo urbano. “In considerazione dell’elevata pericolosità”, l’uomo è stato portato al Centro di permanenza per i rimpatri di Torino.











