di Chiara Cacciani
huffingtonpost.it, 28 maggio 2025
Detenuto a Pama, dove lavora, studia per la seconda laurea, sogna di rinascere. Ma siccome in carcere va alla presentazione del libro dell’eurodeputata, Fratelli d’Italia arma la sua indignazione: “Che cosa ci facevano…”. Piccola storia di grande antipolitica. Ci sarebbero stati tutti gli elementi per mostrarla come una storia silenziosa e esemplare in un tempo di dibattiti su carceri, sovraffollamento, pena, recidiva, trasferimenti, buttar via la chiave, farli marcire in cella e via dicendo. Ma non è andata così. È finita con la politica che è arrivata a trasformarla nel suo opposto, senza alcuna cura e con un solo scopo: colpire i “rivali”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 maggio 2025
La competizione tra Lega e Fd’I sul pacchetto penale continua a colpi di Ordini del giorno. Veloce e sicuro. Pochi minuti a disposizione di ciascun gruppo per le dichiarazioni, il voto nominale a prova di franchi tiratori e il dente è tolto: con 201 sì, 117 voti contrari e 5 astenuti, il governo ha incassato ieri alla Camera la fiducia sul decreto Sicurezza. Quella fiducia che, come ha rimarcato l’ex vice ministro degli Interni Matteo Mauri intervenendo per annunciare il no di tutti i deputati del Pd, “si mette - come le tagliole, i blocchi e tutti gli impedimenti che avete posto alla discussione democratica - quando non ci si fida della propria maggioranza”. Le competizioni tra le destre del governo hanno in effetti accompagnato tutto il percorso del provvedimento bandiera, prima con continui stop and go del ddl, e poi con un’improvvisa accelerazione sul carro della decretazione d’urgenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 28 maggio 2025
Della Lega l’ultima “figurina”: un odg che impegna (di nuovo) il Governo a studiare i rimedi androgenici. Si può usare un decreto come se fosse un “6x3” del primo Berlusconi? Certo che si può, e il testo che converte in legge il Dl sicurezza ne è la prova. Un provvedimento che più viziato dalla distorsione propagandistica non si potrebbe. Colpisce che a fronte di obiettivi così irrinunciabili, almeno per Fratelli d’Italia e Lega, la maggioranza di Giorgia Meloni abbia comunque dovuto far ricorso alla questione di fiducia. L’aula di Montecitorio l’ha votata ieri pomeriggio, con il sì di 201 deputati e 117 no.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 28 maggio 2025
Da decenni ormai la politica di destra, di centro e di sinistra agita lo spettro dell’insicurezza percepita per cercare consenso elettorale. Se chiedete a dieci cittadini milanesi incontrati per strada se conoscono il Decreto sicurezza del governo, la gran parte rispenderà in modo negativo. Ma se chiedete agli stessi passanti se a Milano esiste un problema sicurezza, si apriranno rubinetti infiniti di lamentale, proteste e racconti di episodi subìti o conosciuti.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 28 maggio 2025
La rete A Pieno Regime sul corteo di sabato: “Il più grande di opposizione al governo”. 110 bus e 3 treni verso Roma, adesione anche di “Stop Rearm Ue” verso il 21 giugno. L’obiettivo è ambizioso: dare vita alla più grande manifestazione contro il governo da quando a Palazzo Chigi siede Giorgia Meloni. L’idea è che attorno alla battaglia contro il dl sicurezza si stia materializzando l’opposizione sociale alla destra. L’appuntamento è per sabato 31 maggio alle 14 a piazza Vittorio per muoversi fino al piazzale Ostiense. Ieri, a presentare il corteo alla stampa, c’era anche Luca Blasi, assessore alla Cultura del municipio III di Roma e portavoce della rete A Pieno Regime colpito al volto dai manganelli della polizia antisommossa due giorni fa, mentre qualche centinaio di attivisti cercava di raggiungere piazza Montecitorio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 maggio 2025
Il procuratore nazionale antimafia prefigura danni alle indagini sulla criminalità organizzata. Gli azzurri: dal magistrato allarmismo ingiustificato. Scontro tra Forza Italia e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. Pomo della discordia: la sua audizione in Commissione giustizia della Camera in merito alla pdl “modifiche al codice di procedura penale in materia di sequestro di dispositivi, sistemi informatici o telematici o memorie digitali”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 28 maggio 2025
Il ministro della Giustizia: “L’Anm si esprime con gli slogan. Se le assoluzioni sono due la condanna è irragionevole”. “Il caso Garlasco? Comunque vada, finirà male”. Ne è convinto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Perché? “O il detenuto è innocente, e allora ha sofferto una pena atroce ingiustamente. O è colpevole e allora è l’attuale indagato a dover affrontare senza colpe un cimento doloroso, costoso in termini di immagine, di spese e di sofferenze”.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 28 maggio 2025
L’informazione, cartacea e televisiva, ci ripropone nel caso Garlasco scenari del “circo mediatico giudiziario”. Dovere di informazione, ma anche un minimo di cautela rispetto al sensazionalismo. La Procura di Pavia forse avrebbe dovuto adottare maggiore attenzione alla protezione della riservatezza di iniziative di indagine. Ora la difesa dell’indagato è molto proiettata sulla scena mediatica. La difesa non deve avere restrizioni nella scelta della strategia per il cliente, ma desta sconcerto una sorta di appello al Tribunale dell’opinione pubblica, che l’esperienza insegna essere pronta a passare dall’innocentismo al crucifige. Per non dire del silenzio di molti campioni della presunzione di innocenza.
di Irene Famà
La Stampa, 28 maggio 2025
Il presidente dell’Anm replica anche alla tesi di Nordio sull’inappellabilità: “Sogno un mondo dove ognuno fa bene il suo lavoro e rispetta gli altri”. “Le frasi del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sono gravi e trasmettono un’immagine della magistratura completamente errata”. Il decreto sicurezza? “Ci preoccupa il metodo. Crea un precedente, da valutare con attenzione”. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Cesare Parodi, senza perdere l’aplomb, ribatte punto per punto alle dichiarazioni dell’onorevole di Fratelli d’Italia. E riflette sulle nuove norme sulla sicurezza.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2025
Fra i casi più eclatanti anche quelli di Domenico Morrone, Massaro e Bova. La spesa in risarcimenti dal 1991 al 2022 è salita a 86,2 milioni euro, circa 2,6 milioni l’anno. Uno dei più gravi errori giudiziari della storia della giustizia italiana è stato quello del celebre conduttore televisivo Enzo Tortora, considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana. Tortora fu arrestato il 17 giugno 1983, su richiesta dei procuratori Francesco Cedrangolo e Diego Marmo, dal giudice istruttore, il magistrato Giorgio Fontana, accusato di gravi reati, ai quali risultò totalmente estraneo, sulla base di accuse formulate da soggetti provenienti da contesti criminali. In questo elenco di vittime di errori giudiziari potrebbe finire anche Alberto Stasi, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
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