di Diego Motta
Avvenire, 28 maggio 2025
È inutile applaudire all’invito alla “pace disarmata e disarmante” di Papa Leone XIV se poi si procede in direzione contraria. La corsa al riarmo dell’Europa sembra essere ineluttabile, ma più che i propositi bellicosi in questa fase preoccupano le parole d’ordine. Non che i fatti delle ultime ore, messi in fila, non appaiano preoccupanti: solo ieri il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha spiegato la decisione di Berlino di togliere limitazioni alla gittata delle armi vendute all’Ucraina come un allineamento del suo Paese alle scelte di altri partner europei, proprio mentre il Consiglio Ue dava il via libera al primo grande programma di investimento militare comunitario, il cosiddetto programma Safe, pari a 150 miliardi e destinato agli Stati membri che intendono rafforzare le proprie capacità in settori come la difesa missilistica e i droni.
di Riccardo Piccolo
linkiesta.it, 28 maggio 2025
Le testimonianze al Parlamento europeo dei cittadini ucraini liberati rivelano un protocollo istituzionalizzato di trattamento disumano, in totale violazione delle convenzioni internazionali. “Ogni giorno venivano picchiati da infermieri speciali, da lavoratori del carcere, ci è capitato perfino di essere aggrediti da cani”. Così Vladislav Hatsun, marinaio ucraino di ventitré anni, ha descritto al Parlamento europeo i ventinove mesi trascorsi in una prigione russa. La sua testimonianza si inserisce in un quadro più ampio di abusi documentati, che riguardano migliaia di civili e militari ucraini ancora detenuti in strutture dove le convenzioni internazionali risultano sistematicamente violate.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 28 maggio 2025
Nulla è cambiato dalla morte dell’afroamericano che accese il movimento “Black lives matter”: gli omicidi commessi da agenti negli Stati Uniti sono aumentati del 20 per cento. “I can’t breathe”. Solo tre parole, sussurrate per nove minuti con la gola schiacciata dal ginocchio dell’agente di polizia Derek Chauvin, le ultime della sua vita. Cinque anni fa l’afroamericano George Floyd moriva in una strada di Minneapolis durante un controllo di polizia. Era disarmato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 maggio 2025
Con l’ennesima morte, tra container prefabbricati, leggi “forti” e nuovi reati, il sovraffollamento continua ad aumentare, mentre Nessuno Tocchi Caino chiede subito la liberazione anticipata speciale. Il giovane tunisino ha scelto la notte per farla finita. Era stato trasferito poche ore prima nella cella d’isolamento numero 4 del terzo reparto del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), come misura punitiva dopo atti di autolesionismo e danneggiamenti insieme a due compagni. Intorno all’una di venerdì notte, il personale di servizio lo ha trovato senza vita: un lenzuolo annodato all’inferriata della finestra gli ha tolto ogni respiro. Aveva poco più di vent’anni, né le cure mediche ricevute in infermeria né la compagnia di altri detenuti nella stessa cella avevano evitato il gesto estremo.
di Valentina Arcovio
sanitainformazione.it, 27 maggio 2025
Uno studio dell’Università di Milano-Bicocca rivela come un clima carcerario orientato al supporto e alla rieducazione dei detenuti migliora anche l’equilibrio psico-fisico del personale penitenziario, riducendo il burnout. Trasformare la cultura delle carceri è una questione di diritti dei detenuti, ma anche di benessere psicologico e professionale degli agenti penitenziari. È quanto emerge da una ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Criminal Psychology, condotta da un team di ricercatori del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con la Direzione generale della Formazione del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. Lo studio ha coinvolto 1.080 agenti della Polizia penitenziaria italiana.
garantedetenutilazio.it, 27 maggio 2025
In vista del referendum dell’8 e 9 giugno, il Garante campano ricorda che votare è un diritto anche in carcere. “I cittadini italiani si recheranno alle urne l’8 e il 9 giugno, chiamati a votare su cinque quesiti referendari abrogativi. I temi riguardano lavoro, diritti e cittadinanza. È necessario tutelare il diritto al voto anche per chi si trova in carcere”. Così Samuele Ciambriello, Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà e Garante campano. “Hanno diritto al voto -spiega Ciambriello - i detenuti che non ne abbiano perso il godimento, lo stesso vale per coloro che sono beneficiari di misure alternative. In particolare, può votare chi è cittadino italiano o di un altro paese membro dell’Unione Europea; chi è condannato a meno di 3 anni di reclusione o è condannato ad una pena tra i 3 e i 5 anni, ma non ha più la pena accessoria dell’interdizione.
di Silvia Pogliaghi
trendsanita.it, 27 maggio 2025
Negli Istituti a Custodia Attenuata per Madri (Icam), le donne detenute convivono con i loro figli, spesso in età prescolare, in un contesto che cerca di bilanciare la funzione detentiva con quella di cura. Nonostante gli sforzi per rendere questi luoghi più accoglienti e “a misura di bambino”, restano ambienti in cui le donne sono private della libertà. Anche in questa realtà complessa, il diritto alla salute e alla prevenzione non può essere trascurato. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Grimaldi, Coordinatore dei progetti di prevenzione primaria per fragilità sociali ed economiche di Lilt Milano che, in occasione della seconda edizione del Festival della Prevenzione, ha posto l’attenzione su un tema ancora poco esplorato: la prevenzione oncologica per le donne detenute, e in prospettiva, per l’intera popolazione carceraria.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 27 maggio 2025
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, impone il voto blindato oggi alla Camera. Via libera entro la settimana, poi la palla passa al Senato. Le associazioni della Rete a Pieno Regime rilanciano il digiuno a staffetta con 550 aderenti. Se il ruolo del Parlamento viene cancellato, il Parlamento si svuota. E così al pomeriggio, mentre fuori dal palazzo centinaia di cittadini manifestano contro il decreto Sicurezza approdato in Aula alla Camera per la conversione in legge, il push governativo che ha esautorato il potere legislativo si mostra plasticamente nei banchi vuoti della maggioranza (occupati solo da sei deputati di Fd’I) ma anche purtroppo nella desolazione degli spalti riservati alle opposizioni (sette dem siedono ai loro posti, più folto il gruppo dei pentastellati con ben 12 deputati intenti in una piccola maratona di interventi, sebbene dai tempi contingentati). Qualche parlamentare in più era presente in mattinata.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 maggio 2025
Si svolgerà oggi a partire dalle ore 18 alla Camera la votazione per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sulla legge di conversione del decreto sicurezza. L’esame del provvedimento andrà avanti con prosecuzione notturna fino alle 24 e nelle giornate successive, fino a venerdì. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che “il governo ha apprezzato la discussione generale, anche lunga, che si è svolta sul testo. Per noi questo è un provvedimento strategico per valorizzare il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e contiene misure decisive per la sicurezza”.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 27 maggio 2025
“Mission impossible” recita la locandina del blockbuster con Tom Cruise che affaccia su piazza Barberini. La missione impossibile questa volta è arrivare davanti alle finestre di Montecitorio, spazio inibito al conflitto da anni, ben prima dello sbarco della destra estrema di Giorgia Meloni al governo del paese. Nella piazza che si apre alla fine di via Veneto si ritrova qualche centinaio di attivisti: è l’antipasto del corteo nazionale di sabato prossimo, quando da tutta Italia a decine di migliaia arriveranno a Roma per protestare contro il decreto sicurezza. Ci sono gli esponenti dei centri sociali e dei collettivi di Bologna, di Milano e del nordest, ci sono le molte facce dei movimenti romani, quelli di lotta per la casa e gli studenti.
- Scontri in piazza contro il Decreto Sicurezza. Oggi la fiducia. Meloni: “Torna la legalità”
- Quattordici nuovi reati e nove aggravanti: cosa prevede il decreto Sicurezza
- Gian Luigi Gatta: “Il populismo penale è una tendenza globale”
- Costa (FI): “Dall’Anm chiusura corporativa sulle ingiuste detenzioni”
- Si può garantire giustizia quando la “verità” è contaminata da opinioni amplificate dai media?











