di Davide Dionisi
L’Osservatore Romano, 30 aprile 2026
Riuniti ad Assisi cappellani e operatori della pastorale penitenziaria. “Perché lo coltivasse e lo custodisse. Lavoro, accoglienza e servizio”. E questo il tema del VI Convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria che si è aperto oggi ad Assisi. “La scelta di questa espressione biblica nasce dalla convinzione che anche il detenuto sia chiamato, anzitutto, a coltivare la speranza e a custodire la propria vita orientandola al bene”, spiega don Raffele Grimaldi, Ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.
di Andrea Orlando* e Debora Serracchiani**
Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2026
È urgente e necessario riprendere una discussione seria sul suo funzionamento, per esempio per ridurre i costi e i tempi dei processi e affrontare l’emergenza nelle carceri. I sostenitori della separazione delle carriere hanno aperto la campagna referendaria come se fossero in gioco le garanzie e il processo accusatorio, virando su una crociata contro la magistratura. Sono scesi in campo la premier, il ministro Nordio con la sua capo di Gabinetto, tutto il Governo e la maggioranza, ed uno schieramento imponente degli organi d’informazione di destra, ma non solo. Nei talk in tv si scavava sugli errori giudiziari, con il messaggio che della magistratura non ci si può fidare. Si è partiti prendendo di mira le patologie del processo e dell’esercizio dell’azione penale, per arrivare a mettere sotto accusa tutto l’ordine giudiziario. Un’escalation coerente perché, colpendo la magistratura, si coglieva l’obiettivo, tutto politico, di rivedere gli equilibri tra i poteri costituzionali.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2026
Confronto su Ufficio per il processo, gip collegiale, carceri, risorse e impugnazioni. Dal Cnf pacchetto di proposte per processo civile e penale. Nordio: clima costruttivo. Clima “disteso” e “costruttivo”, con “aperture” da parte del ministro. A un anno dall’ultimo incontro al ministero, la giunta dell’Anm torna a confrontarsi con Carlo Nordio nella sede di via Arenula. A un mese dalla vittoria del No al referendum, secondo i partecipanti il clima è radicalmente diverso rispetto a dodici mesi fa: “È andata bene - è soddisfatto il presidente dell’Associazione, Giuseppe Tango - in un dialogo assai costruttivo e in una cornice assai cordiale, si è tornati finalmente a trattare dei temi della giustizia e dei problemi reali che affliggono il sistema”. Sul futuro “sono fiducioso - aggiunge il magistrato -. Dopo la bufera referendaria è anche ora di voltare pagina e riannodare i fili del dialogo”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 aprile 2026
Il dossier giustizia, dopo il referendum, prova faticosamente a ripartire. In commissione al Senato torna infatti sul tavolo il ddl Pittalis sulla prescrizione, già approvato dalla Camera nel gennaio 2024 e rimasto da allora congelato a Palazzo Madama. A riattivare l’iter è stato l’ufficio di presidenza, che ha dato il via libera alla ripresa dei lavori accogliendo la richiesta di Forza Italia, da settimane in pressing sugli alleati per riaprire il fascicolo. Si ripartirà dalle audizioni, con la consapevolezza - messa nero su bianco anche dalla presidente Giulia Bongiorno - che i vincoli del Pnrr non consentiranno una chiusura rapida del provvedimento.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 30 aprile 2026
Negli Stati Uniti due decisioni opposte riaprono il nodo della riservatezza: affidare un caso a un chatbot può esporre dati sensibili e indebolire la difesa. La tentazione è forte: aprire una chat, digitare una domanda, raccontare il proprio caso. L’intelligenza artificiale risponde in pochi secondi, con apparente competenza e tono rassicurante. Ma quella conversazione, così spontanea, potrebbe non restare privata e, anzi, finire in un’aula di tribunale. È quanto emerge da una recente vicenda riportata da Reuters, che sta già producendo effetti concreti nella pratica forense statunitense.
di Andrea Viola*
Il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2026
Sono assunti per concorso e svolgono un ruolo fondamentale per il sistema Giustizia. Per effetto della recente contrattazione, sono stati inquadrati in un’area inferiore. Sono circa 1.600 dipendenti, assunti per concorso, laureati e muniti di elementi di specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale per il sistema Giustizia. Essi, infatti, dirigono il personale amministrativo degli uffici giudiziari e svolgono funzioni del “direttore” attività di “elevato contenuto specialistico”, tra le quali rientrano le funzioni vicarie del dirigente, l’attività ispettiva, l’appartenenza ad organi collegiali, la rappresentanza e la cura degli interessi dell’Amministrazione, la direzione di uffici e di personale.
regione.veneto.it, 30 aprile 2026
Regione Veneto e Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del (Prap) Triveneto insieme per sostenere interventi di inclusione socio-lavorativa delle persone detenute. La Giunta regionale, con delibera, su proposta del vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto, ha approvato l’accordo tra Regione e Prap per la realizzazione del progetto AMA DE - Veneto, finanziato nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027 (FSE+) - Azione 2 del Piano “Una giustizia più inclusiva” promosso dal Ministero della Giustizia.
di Enzo Serra
giornalelavoce.it, 30 aprile 2026
Bernardo Pace si tolse la vita in cella: nessun segno di violenza, ma la Procura non esclude nulla. La morte di Bernardo Pace, il detenuto di 62 anni trovato senza vita nel carcere delle Vallette di Torino lo scorso 16 marzo, resta al centro di un’indagine ancora aperta. La Procura ha deciso di mantenere il fascicolo per istigazione al suicidio, una scelta che conferma come, nonostante i primi riscontri, nessuna ipotesi venga esclusa. L’uomo, condannato a 14 anni nel processo Hydra su presunti intrecci tra camorra, mafia e ‘ndrangheta, aveva recentemente iniziato a collaborare con la giustizia. Un elemento che aggiunge peso e delicatezza alla vicenda, già complessa per il contesto in cui è maturata. Secondo le prime ricostruzioni, Pace si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella sua cella, nel padiglione E, dove si trovava da solo. Gli accertamenti medico-legali eseguiti finora non hanno evidenziato segni di violenza, né ecchimosi riconducibili a un’aggressione. Un dato che, allo stato attuale, sembra allontanare l’ipotesi di un intervento diretto da parte di terzi.
di Dario Sautto
Corriere del Mezzogiorno, 30 aprile 2026
Procura Generale, Asl Napoli 1 Centro e associazione Afmal collaboreranno per consentire ai medici specialisti volontari di operare gratuitamente negli istituti di Poggioreale, Secondigliano e Nisida. “La sicurezza nelle carceri non significa solo maggiore presenza della polizia penitenziaria e avere celle accettabili, ma anche tutela della salute all’interno delle strutture. Negli anni abbiamo riscontrato enormi criticità legate alla vetustà degli strumenti e al sovraffollamento. Ma bisogna garantire un diritto costituzionale: un detenuto curato è meno aggressivo, più disponibile al colloquio e più tutelato”. Con queste parole, il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, ha annunciato la firma del protocollo d’intesa con l’As Napoli 1 Centro e l’Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani - Afmal Aps, volto al potenziamento dell’assistenza sanitaria specialistica a favore della popolazione detenuta negli istituti penitenziari del territorio napoletano.
varesenews.it, 30 aprile 2026
L’europarlamentare interviene a Strasburgo durante il dibattito sullo stato di diritto e richiama le condizioni degli istituti lombardi. “Ancora un suicidio, diritti violati e reinserimento impossibile: è un problema che riguarda tutti”. Sono 437 le persone recluse, dovrebbero essere 240. Le stanze di detenzione, come vengono chiamate nel linguaggio formale, sarebbero 177, ma 18 non sono disponibili. La polizia penitenziaria dovrebbe prevedere 190 agenti, all’attivo ne mancano 21. Sono i dati ufficiali del carcere di Busto Arsizio aggiornati ieri sul sito ufficiale. Una situazione non nuova, ma che sta diventando ogni giorno più pesante.
- Cuneo. Pratiche di autoascolto e scrittura emozionale, così la parola ripara in carcere
- Milano. “La cella di fronte”, il rapper Kento porta a teatro le carceri minorili
- Massa Marittima (Gr). Arte e inclusione senza confini: detenuti e studenti insieme per il nuovo murale
- Nuoro. Cammino di Bonaria, tre giorni di percorso condiviso tra volontari e detenuti
- La letteratura sulla violenza di genere non racconta solo le vittime










