di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 2 settembre 2026
Non è un voto qualunque. Sul fine vita il piccolo Parlamento del Veneto è il laboratorio su cui punta gli occhi anche Roma, come banco di prova per una maggioranza che va alla resa dei conti. Nel tentativo di reggere l’urto oppure cedere allo smottamento che rischia di travolgerla lungo la via dei temi etici. Quale delle due strade imboccherà il centrodestra, al bivio del Veneto, potremo scoprirlo soltanto oggi. Quando a Palazzo Ferro Fini riprenderà la discussione sulla legge di iniziativa popolare che regolamenta il suicidio assistito cominciata ieri nel Consiglio Regionale presieduto da Luca Zaia. L’ex governatore leghista, ancora lui, che è il vero “testimonial” politico dell’operazione. Il volto di una norma su cui si tenta il bis dopo il fallimento di due anni fa, quando il 16 gennaio 2024 il testo promosso da Zaia venne bocciato con un solo voto di scarto, quello della consigliera dem Anna Maria Bigon.
di Susanna Ronconi*
Il Manifesto, 2 settembre 2026
Nemmeno Trump riesce a cancellare del tutto la Riduzione del danno (RdD) negli Stati uniti, pur osteggiandola ideologicamente e ridimensionandone i fondi, ha la necessità di evitare un impopolare trend di crescita delle morti per overdose da fentanyl. Intanto e invece, la destra italiana resta incatenata al trentennale palo del ‘la RdD è fallimentare’ se non ‘rinunciataria’. Essendo la prima affermazione contraria all’evidenza a livello globale e locale (‘evidenza’, chi è costei?) e la seconda un curioso testacoda, stante che è la politica che per sua missione non rinuncia a promuovere salute, benessere e vita di chi usa.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2026
Parlano i responsabili delle sezioni immigrati di Milano, Brescia, Napoli, Bologna, Trieste e il presidente di Bari. C’è un elefante nella stanza della giustizia civile. Senza correzioni di rotta, l’obiettivo del Patto europeo sull’immigrazione, per rimpatri più veloci degli irregolari, sembra destinato a restare un desiderata del legislatore. Il rischio è semmai di ingolfare la macchina, come avvertono i presidenti delle sezioni ad hoc, confermando l’alert del Csm. A poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Dl 100/2026 che rende obbligatorio l’esame rapido delle domande d’asilo direttamente alla frontiera per chi proviene da Paesi sicuri, le sezioni specializzate nei Tribunali sono più che in affanno. All’Italia, la Commissione europea ha assegnato la quota record del 26,7% delle procedure di frontiera dell’intera Unione Europea, a regime saranno 32.054 procedure obbligatorie, contro le poche centinaia svolte dopo l’approvazione del Dl 20/2023, il cosiddetto decreto Cutro, nei centri di Pozzallo, Porto Empedocle e Gjader in Albania. E c’è da considerare che ogni procedura di frontiera, svolta dalle Commissioni amministrative territoriali, può “gemmare” tre procedimenti: convalida di trattenimento o reclamo contro il provvedimento prefettizio di un’autorizzazione a risiedere in un luogo specifico, sospensiva e provvedimento di merito.
di Marco Bresolin
La Stampa, 2 settembre 2026
Non solo Italia e Spagna, anche Germania e Francia chiudono. E Bruxelles si limita a “valutare” mentre il Trattato viene svuotato. La notifica del prolungamento di 15 giorni dei controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna è arrivata negli uffici della Commissione europea, che ora “la valuterà”, come ha annunciato ieri un portavoce. Ma fonti Ue fanno sapere che il parere sulla misura adottata dal governo italiano non verrà reso pubblico e lasciano intendere che, seppur obtorto collo, anche questa volta Palazzo Berlaymont non si metterà di traverso. Anche perché l’Italia non è certo l’unico Paese ad aver decretato una sospensione di Schengen.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2026
Era il luglio 2025 quando mandammo alla Procura di Roma il nostro esposto che parlava di presunte gravissime violenze avvenute ai danni di ragazzini reclusi nel carcere minorile romano di Casal del Marmo. Antigone era stata raggiunta da varie segnalazioni che andavano tutte nella medesima direzione: dietro quelle mura l’abuso di potere e la violenza erano strumenti di cui si serviva con regolarità un gruppo di poliziotti penitenziari nell’esercizio delle proprie funzioni. Inviammo la medesima nota anche ai vertici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che su questa base presentò a propria volta una denuncia.
garantedetenutilazio.it, 1 settembre 2026
I 19,4 milioni di euro annui stanziati per il 2026 finanziano circa 500 posti: una platea pari a poco più del 2% dei detenuti con problemi di dipendenza. “È entrata in vigore il 21 agosto la nuova legge sui tossicodipendenti in carcere, presentata dal Governo come un “provvedimento epocale”. Ma, così com’è finanziata per il 2026, potrà riguardare circa 500 persone, a fronte di una popolazione detenuta con problemi di dipendenza che supera le 20mila unità. Siamo quindi poco sopra il 2%. Altro che indulto mascherato”.
garantedetenutilazio.it, 1 settembre 2026
Nei procedimenti per ottenere il risarcimento compensativo previsto dall’art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario, le dichiarazioni del detenuto sulle condizioni di detenzione godono di una presunzione di veridicità. La Corte di cassazione torna a pronunciarsi sul tema del sovraffollamento carcerario e delle condizioni detentive non conformi agli standard previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, rafforzando la tutela dei detenuti che chiedono il riconoscimento dell’indennizzo previsto dall’art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 settembre 2026
Mentre il Senato ha riaperto i battenti per la legge elettorale, già approvata in prima battuta, la Camera attenderà invece il 9 settembre per riprendere i lavori. Si inizierà alle ore 13 con la discussione generale del disegno di legge di conversione del decreto 23 luglio 2026, n. 127, recante misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano. Ma quali saranno i dossier giustizia su cui si punterà nell’ultimo anno di legislatura? Per il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, “la battaglia per i diritti prosegue: oltre a dover portare a casa la legge sulla prescrizione e quella sugli smartphone dobbiamo innestare provvedimenti che tutelino la nuova responsabilità dei medici, i nuovi modelli 231 per le società, la sicurezza sul lavoro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 settembre 2026
In vista del rinnovo del Csm, i candidati designati dalle correnti si stanno scagliando contro i colleghi che invece hanno scelto di candidarsi in modo indipendente, accusati di rispondere a logiche politiche e di rappresentare un pericolo per l’indipendenza della magistratura. Da che pulpito. La caccia ai “collaborazionisti” del governo di centrodestra non sta riguardando soltanto la redazione di Report (e quei giornalisti che si sono detti disposti a continuare a lavorare pure senza Ranucci), ma anche la magistratura. In vista delle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura (previste per il 25 e 26 ottobre), i candidati designati dalle correnti dell’Anm si stanno scagliando contro i colleghi che invece hanno scelto di candidarsi in modo indipendente. Questi ultimi, nelle chat interne e persino nella mailing list nazionale dell’Anm, vengono accusati di rispondere a logiche politiche, di essere espressione di gruppi di potere vicini al governo. In buona sostanza, vengono accusati di rappresentare un pericolo per l’indipendenza del futuro Csm. Come se la garanzia di indipendenza di un organo costituzionale come il Csm derivasse dal vincolo di fedeltà dei futuri consiglieri alle proprie correnti (cioè associazioni private), e non dalla loro libertà di scelta.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 1 settembre 2026
Quando si parla “misteri del caso Moro”, dossier che ha ormai assunto le dimensioni di una biblioteca di Babele, bisognerebbe distinguere tra piano penale e storico. Sul primo è certamente possibile che sussistano ancora elementi opachi o oscuri. Fuor di metafora, è possibile che alcune persone coinvolte nell’azione, brigatisti regolari o più probabilmente fiancheggiatori, siano sfuggiti alle maglie della giustizia. Non ci sarebbe nulla di sorprendente e a suo tempo Mario Moretti ammise apertamente che alcuni particolari erano ancora ignoti e che i brigatisti non ne avevano mai parlato per evitare nuovi arresti. Questi particolari, se esistono, modificherebbero parzialmente il quadro penale senza incidere su quello storico.
- Emilia Romagna. Allarme per l’alcol artigianale in carcere, le raccomandazioni del garante
- Ferrara. Morto all’Arginone, Lagretti e Calvano: “Fare piena luce sull’accaduto”
- Piacenza. In carcere tra sovraffollamento e caldo: “Molti detenuti qui sono giovani”
- Genova. Blengino (Radicali): carcere Marassi sovraffollato e sottorganico
- La Spezia. Camera Penale: “Servono indulto, amnistia e percorsi alternativi”









