di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 6 maggio 2025
Nonostante l’Ufficio per il Processo, il carico delle Cause civili non è diminuito, soprattutto in alcune sedi. Via Arenula corre ai ripari con una misura eccezionale. La data di scadenza del Pnrr si avvicina e l’abbattimento dell’arretrato nel settore della giustizia civile, uno dei principali obiettivi concordati con Bruxelles, resta problematico. I dati disponibili raccontano infatti che le vecchie pendenze non solo non sono diminuite ma in alcuni casi sono persino cresciute. E per porre rimedio a quello che suonerebbe come uno smacco a dir poco clamoroso per il Paese, il ministero della Giustizia ha deciso di mettere in campo una super task force di ben 500 giudici.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 6 maggio 2025
L’autodifesa si intreccia con le conclusioni in arrivo del tribunale dei ministri. La memoria inviata alla Cpi decisiva per chiarire le possibili omissioni. Il caso Elmasry è arrivato a un doppio bivio giudiziario. Da un lato c’è la procura della Corte penale internazionale che vuole deferire l’Italia al Consiglio di sicurezza dell’Onu per non aver eseguito il mandato d’arresto spiccato nei confronti del torturatore libico, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Dall’altro c’è il tribunale dei ministri, il cui lavoro è agli sgoccioli, che dovrà decidere se archiviare l’indagine o chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti della premier Meloni, del sottosegretario Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi per peculato, favoreggiamento e omissione d’atti d’ufficio (questo solo per il Guardasigilli).
di Elisa De Marco
La Stampa, 6 maggio 2025
Il processo a quattro agenti del commissariato di Anzio è finito con “tutti assolti”. Stefano Brunetti ha 43 anni quando viene fermato a Nettuno, l’8 settembre 2008, durante un tentativo di furto all’interno di un negozio di biancheria per la casa. Ne nasce una colluttazione con il proprietario dell’attività, e poco dopo arriva la polizia. Brunetti viene arrestato e condotto al commissariato di Anzio. È agitato, sembra in stato confusionale. Gli agenti dicono che si comporta in modo violento, che si scaglia contro porte e arredi della stanza dove è trattenuto. A quel punto, chiamano un medico: gli viene somministrato un calmante e viene disposto il suo trasferimento nel carcere di Velletri. Ma le cose, in realtà, non sono così semplici.
di Yvan Sagnet
Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2025
Ma i veri mandanti la fanno ancora franca. La sentenza della Corte di Cassazione riconosce per la prima volta il reato di riduzione in schiavitù nel contesto del lavoro agricolo, rappresentando così un precedente storico. Tredici anni fa, a Lecce, si apriva il processo “Sabr”, a seguito delle denunce sporte contro caporali e imprenditori agricoli che, per decenni, avevano sfruttato braccianti stranieri nelle campagne di Nardò. Un processo che mi ha visto tra i testimoni chiave. Il principale, tra i reati contestati, era quello di riduzione in schiavitù, previsto dall’art. 600 c.p. Una norma ambigua e di non semplice interpretazione.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2025
La Procura ha chiesto l’archiviazione del caso dopo l’esposto della madre. La donna chiedeva di indagare sul gesto estremo del figlio Matteo Concetti. Si era ucciso in cella di isolamento, il 5 gennaio dello scorso anno, nel carcere di Montacuto, ora la Procura di Ancona ha chiesto l’archiviazione per la morte di Matteo Concetti, 25 anni, fermano. Il pm Marco Pucilli aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo che la madre del giovane aveva presentato un esposto, attraverso il suo avvocato Giacomo Curzi, sostenendo che il figlio, affetto da disturbi psichici era stato lasciato solo e non sarebbe dovuto finire in cella di isolamento. La donna chiedeva di indagare sul gesto estremo del figlio ravvisando possibili responsabilità da parte delle istituzioni.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 6 maggio 2025
Il garante Roberto Cavalieri ha visitato il carcere minorile dopo i disordini dei Pasqua e il caso di Antonio Pappalardo. Ha chiesto chiarimenti ai vertici della giustizia minorile: “Chi ha deciso la punizione?”. Sarebbe stato tenuto in isolamento, per cinque giorni, all’interno di una cella priva di materasso e senza finestre, perché le uniche presenti sarebbero state sigillate quale forma di punizione. A rendere note le condizioni in cui avrebbe vissuto nelle settimane passate un detenuto del carcere del Pratello e a chiedere chiarimenti, il garante regionale per i detenuti Roberto Cavalieri, in visita nei giorni scorsi all’istituto penale minorile di Bologna in seguito ai disordini di Pasqua; tensioni rispetto alle quali il garante ha fatto sapere di “non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla direzione del carcere o dal centro giustizia minorile”.
padovaoggi.it, 6 maggio 2025
La visita s’inserisce in un piano nazionale promosso dal Governo per affrontare le criticità più urgenti del sistema penitenziario italiano, a partire dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria. Il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, on. Andrea Delmastro Delle Vedove, è stato oggi in visita alla Casa di reclusione e alla Casa circondariale di Padova, accompagnato dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Enoch Soranzo. La visita s’inserisce in un piano nazionale promosso dal Governo per affrontare le criticità più urgenti del sistema penitenziario italiano, a partire dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria.
di Eugenio Tangerini
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2025
Il tema di giornata è la futura Cittadella della giustizia. Ma si finisce, inevitabilmente, per parlare anche dello scottante tema carceri. Il procuratore Luca Masini, sollecitato a fine evento dai giornalisti riguardo alle indagini sulla rivolta di alcuni anni fa a Sant’Anna, non si sottrae a una risposta sintetica: “Noi - dice - concluderemo tra poco tutto quello che dobbiamo concludere”. Molto più ampio, e con un profilo generale, il discorso del ministro Carlo Nordio. “Le carceri - osserva - sono un problema quotidiano, una delle nostre priorità che si riassume in una parola soltanto: spazi”. Quanto ai fondi, “c’è un commissario straordinario che ha poteri piuttosto estesi, con il compito di reperire risorse per ampliare le strutture”. I nuovi spazi potrebbero essere destinati al lavoro e allo sport, “elementi fondamentali per allentare la tensione”.
di Antonia Casini
La Nazione, 6 maggio 2025
Una “visita costruttiva”. L’ha organizzata ieri nella casa circondariale Don Bosco di Pisa la Camera Penale di Pisa, aderendo all’astensione dalle udienze penali indetta dalla giunta nazionale delle Cpi fino a domani. La protesta è contro il decreto sicurezza e la situazione delle carceri. “Manifestiamo in modo costruttivo - spiega la presidente della Camera penale di Pisa, l’avvocato Serena Caputo - La risposta al problema sicurezza non può essere il carcere”. “Oggi entreremo grazie alla direttrice - aggiunge poco prima del sopralluogo - Abbiamo invitato interlocutori qualificati (ingegneri e architetti) per acquisire pareri come tecnici. La capienza è di 200 detenuti e al momento sono 90 in più. Ma oggi parleremo di progettazione con un tavolo di confronto aperto”.
di Francesco Campi
La Voce di Rovigo, 6 maggio 2025
L’apertura del carcere minorile di via Verdi non sarà prima di un anno: “A metà 2026”. A dirlo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che è stato nel carcere di Rovigo per un incontro con i vertici ed il personale della struttura nell’ambito di un più vasto tour nelle strutture penitenziarie per “toccare con mano” le loro condizioni. In questo momento nella casa circondariale di Rovigo ci sono 254 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 209, mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono 144 rispetto ai 175 previsti. E proprio il problema dell’organico è stato sollevato dai rappresentanti sindacali presenti all’incontro.
- Terni. I detenuti digiunano per Papa Francesco e per la pace e lanciano l’appello: “Unitevi a noi”
- Prato. Studenti in visita al carcere: l’incontro con i detenuti e le storie che fanno riflettere
- Bergamo. Premio narrativa, i voti dai detenuti. “Per alcuni sono stati i primi libri mai letti”
- Dentro le carceri con Daria Bignardi: “Ci illudiamo di poter tenere chiuso lì il male”
- I ragazzi di Nisida e l’idea del lusso: “L’abito è tutto. L’amore si può imporre con i regali costosi”










