di Deborah Giovanati*
ilsussidiario.net, 14 aprile 2025
In Consiglio Comunale a Milano si è discusso di carcere. Un tema troppo spesso ignorato o strumentalizzato, ma che riguarda da vicino la qualità democratica della nostra società. Durante la seduta, Forza Italia ha votato a favore di una proposta della maggioranza, rompendo la logica degli schieramenti ideologici. L’abbiamo fatto per coerenza e responsabilità, perché il tema della detenzione non può diventare una bandiera da sventolare o da evitare in base a chi lo propone. Serve invece uno sguardo umano, costituzionale, lungimirante. Articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. È questo il faro che dovrebbe guidare ogni discussione, ogni decisione, ogni scelta sul sistema penitenziario. E invece troppo spesso prevale l’indifferenza o, peggio, la tentazione di ridurre tutto a slogan securitari o buonisti.
ilsudmilano.it, 14 aprile 2025
A Chiaravalle e nei quartieri Corvetto e Mazzini si fa strada una giustizia di comunità, senza sbarre e celle, ma fatta di doposcuola, aiuole pulite e corsi di italiano per stranieri e in questo modo, con l’istituto della messa in prova 80% dei detenuti non commette più reati. Nel 2023, secondo i dati del Ministero della Giustizia, sono state oltre 12mila le persone in Italia che attraverso la giustizia di comunità e riparativa sono state coinvolte in percorsi di messa alla prova o lavori di pubblica utilità, evitando così il carcere. Di queste, più dell’80% ha portato a termine il percorso con successo, senza tornare a delinquere. Un dato che racconta una verità semplice: la punizione funziona davvero solo se diventa occasione di riscatto.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 14 aprile 2025
Tre giorni di astensione, il 5, 6 e 7 maggio, degli avvocati di tutta Italia contro le condizioni delle carceri italiane. Uno sciopero, quello indetto dalle Camere Penali, che a Firenze significa protestare per l’ormai insostenibile situazione del penitenziario di Sollicciano. L’astensione è stato deliberato sabato dal direttivo nazionale, che ha manifestato il proprio dissenso verso un provvedimento politico, il decreto sicurezza ispirato, secondo i penalisti, da una “visione securitaria e carcerocentrica”. Ecco i punti contestati: “Inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso, introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione, consequenziale aumento della popolazione carceraria, ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento, insufficienza degli interventi per ridurre sia il sovraffollamento carcerario in crescita progressiva sia il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto il numero record nel 2024”.
di Riccardo Mirandola
L’Arena, 14 aprile 2025
“A fine pena potrebbero diventare un lavoro”. I florovivaisti hanno donato tutti gli attrezzi. L’obiettivo produrre ortaggi da consumare all’interno dell’istituto. Realizzare e curare un giardino, un frutteto o un orto sono gli obiettivi della serie di corsi di formazione che da alcuni mesi sono stati attivati per i detenuti della sezione maschile del carcere di Montorio. Il progetto è organizzato dalla cooperativa Lavoro & Società in stretta collaborazione della direzione della struttura penitenziaria e l’Area Trattamentale del carcere stesso e grazie anche ad alcuni fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per le docenze la cooperativa si è avvalsa di alcune figure professionali qualificate del mondo del florovivaismo veronese che si sono impegnate a tenere lezioni teoriche e pratiche nell’istituto creando un orto giardino formato da una superficie destinata alla piantumazione di essenze arboree, piante da frutto verdure.
di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 14 aprile 2025
Organizzati laboratori settimanali, grazie a Taralleria Napoletana, per i giovani detenuti nei quali si impara l’antica tradizione artigianale del prodotto da forno. Quaranta taralli per teglia e ogni tarallo è un mondo a sé: per forma, per elasticità dell’impasto e per consistenza. È un inno napoletano il tarallo, con mandorle intere e pepe. E la ricetta è una tradizione che ora passa anche dalle mani dei ragazzi detenuti a Nisida. Leopoldo Infante, l’imprenditore della Taralleria Napoletana, non ne è geloso e l’ha condivisa. Tre ore di laboratorio a settimana durante le quali i ragazzi imparano il mestiere del tarallaro, aiutati da chi lavora con Infante e ne conosce i segreti.
siracusanews.it, 14 aprile 2025
“Il valore delle relazioni interpersonali all’interno degli istituti di pena - il ruolo del volontariato”. Questo il tema della conferenza che si è tenuta ieri, nella sala consiliare del Comune di Priolo, promossa dall’associazione evangelica di volontariato penitenziario Onesimo O.d.V. L’incontro è stato moderato da Samuele Lana, vicepresidente e referente per la sezione di Siracusa. Tra i presenti anche il presidente dell’associazione, Salvatore Saraceno, a conferma dell’impegno condiviso nel valorizzare l’azione dei volontari e rafforzare le relazioni umane nel contesto penitenziario. Obiettivo dell’evento: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle relazioni interpersonali all’interno del contesto penitenziario, riflettendo sulle conseguenze dell’isolamento e della privazione affettiva nei percorsi di vita dei detenuti.
di Giacomo Giossi
Il Domani, 14 aprile 2025
Il documentario di e con Roberto Saviano, disponibile su Sky, offre un ritratto efficace di un movimento prima ancora che di un uomo, l’omaggio a un tempo oggi difficile da riconoscere e da immaginare. Quando Mauro Rostagno entrava in una stanza le persone si voltavano verso di lui, attratte e sedotte dalla sua presenza. Non era questione di potere di seduzione o di capacità di manipolazione, oggi tanto diffusi e ricercati, ma di un’energia che trasmetteva, di un sentimento che Rostagno era in grado di mettere a disposizione: l’aprirsi di una possibilità diversa. Quando lui entrava in una stanza la stanza cambiava. E allora perché non il mondo? Il bel documentario di e con Roberto Saviano, “Mauro Rostagno. L’uomo che voleva cambiare il mondo” prova così a perlustrare chi era Mauro Rostagno in un tempo in cui il cambiare il mondo afferisce a figure ostili a ogni forma di democrazia, condivisione e inclusione. Ed è un contrattempo bellissimo quello di Rostagno, un rimbalzo del cuore ritrovarlo in quel percorso esistenziale che fu fatto della meraviglia del mondo e del suo meravigliarsi.
di Alessia Arcolaci
vanityfair.it, 14 aprile 2025
Un viaggio tra memorie familiari, riflessioni ed esperienze indimenticabili: l’autobiografia dell’imprenditrice, dalle missioni umanitarie in giro per il mondo fino all’esperienza del carcere da innocente. Giulia Ligresti è un concentrato di sfumature, desiderio di esserci ed energia che esce da ogni sua parola. Dopo la carriera nel mondo finanziario, ha intrapreso un percorso creativo come designer esponendo le sue opere in prestigiose gallerie in Italia e all’estero, e ha continuato a dividere la sua vita nei Paesi in cui è impegnata da sempre con progetti umanitari, tra cui Afghanistan, Etiopia, Burkina Faso, India, Sri Lanka, Striscia Gaza. In mezzo a tutto questo, c’è stato il carcere. Per essere assolta in via definitiva, Giulia Ligresti ha dovuto aspettare sei anni e vivere un mese e mezzo di carcere preventivo a Vercelli, ovvero custodia cautelare prima e arresti domiciliari poi.
di Ali Raffaele Matar
fumettologica.it, 14 aprile 2025
Un cielo azzurro. Un salone di bellezza. Una prigione. Immagini e luoghi che, a prima vista, sembrano fra loro incompatibili finiscono per diventare un tutt’uno, in “Deep Sky - La gabbia delle nuvole” (Dynit, 2020), manga della giovane promessa Marco Kohinata, particolarmente apprezzata in Spagna e Francia. Più che la redenzione o la mestizia della vita in carcere, il tema alla base del manga (ispirato a un romanzo di Mina Sakurai) è la gratitudine: è questo il sentimento che caratterizza l’attitudine della protagonista, condannata a causa della foga di un istante, che finisce per passare il suo periodo di detenzione a tagliare i capelli di altre donne.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 14 aprile 2025
La storia la conoscete. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture, da giorni ha scelto di spostare l’attenzione della sua agenda politica su due temi interessanti, che meritano di essere presi sul serio. La necessità di spostare l’agenda politica su temi nuovi, diversi da quelli principali, è dettata da una circostanza non semplice da gestire e da maneggiare, ed è quella di dover fare qualcosa per sviare l’attenzione dai problemi centrali, dal problema centrale, dalla questione cruciale, che è quella della presenza alla guida degli Stati Uniti di un presidente americano amico, in teoria, che sta facendo di tutto per passare sopra le teste degli alleati come un tempo avrebbe fatto qualcuno con una famosa ruspa. I temi sui quali Matteo Salvini si sta concentrando di più, che meritano di essere presi sul serio, sono due, e sono entrambi suggestivi.










