di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 novembre 2024
Il governo Consiglio dei ministri lampo: niente sanzioni alle toghe né stretta sulla cybersicurezza. Schede sbagliate inviate ai tribunali, rinviate d’urgenza le elezioni dei consigli giudiziari. Nei mille secondi scarsi che si sono resi necessari per fare il consiglio dei ministri, ieri pomeriggio, l’annunciato decreto giustizia non c’è. O almeno non ci sono i due pezzi più grandi che, stando alle bozze abbondantemente circolate nei giorni scorsi, avrebbero dovuto comporlo. Niente norma disciplinare per i magistrati, dunque, né stretta sulla cybersicurezza. “Un fatto tecnico”, dicono da palazzo Chigi. Servono “ulteriori approfondimenti” da parte degli “uffici competenti”. E tant’è. Anche se forse bisognerebbe considerare nelle valutazioni le recenti tensioni nella maggioranza e il pranzo tra Meloni e Mattarella.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 30 novembre 2024
Dopo le polemiche il Governo cancella la norma dal decreto giustizia. Indietro tutta: la stretta sugli interventi pubblici di giudici e pm non s’ha da fare. O almeno non ancora. Dal decreto legge sulla giustizia approvato nel Consiglio dei ministri di venerdì - slittato di qualche giorno dopo un rinvio voluto da Forza Italia - è saltata l’ennesima “norma-bavaglio” che avrebbe, potenzialmente, obbligato i magistrati a rinunciare al trattare fascicoli riguardanti qualsiasi materia su cui avessero mai preso posizione in pubblico, ad esempio con un intervento a un convegno o un’intervista a un giornale. All’articolo 4, infatti, la bozza introduceva un nuovo illecito disciplinare a carico delle toghe che non si astengono dai procedimenti “quando sussistono gravi ragioni di convenienza”, e non più solo - come già previsto - quando l’astensione è obbligatoria per legge.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 30 novembre 2024
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri l’atteso decreto Giustizia. Le due novità che erano state inizialmente annunciate, però, sono sparite dal testo finale. Si tratta del rafforzamento dei poteri della procura nazionale antimafia sui reati in materia di cybersicurezza e dell’introduzione di un illecito disciplinare per i magistrati che non si astengono in caso di “gravi ragioni di convenienza”. Lo svuotamento del testo è frutto delle proteste di Forza Italia, sulla prima misura, e delle toghe sulla seconda, definita un “bavaglio” imposto dal governo ai giudici.
Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2024
Il Governo ha approvato il decreto legge n. 178/2024 contenente “Misure urgenti in materia di giustizia”. Previste verifiche sull’effettivo funzionamento del braccialetto elettronico nei casi di violenza di genere. Approda a tempi record nella “Gazzetta Ufficiale” n. 280 del 29 novembre il decreto legge 29 novembre 2024 n. 178, che reca “Misure urgenti in materia di giustizia”. Il provvedimento entra in vigore 30 novembre. Il via libera dal Consiglio dei ministri - che si è riunito per soli 15 minuti - al decreto legge n. 178/2024 è arrivato nella giornata di venerdì. Nella scorsa riunione, il provvedimento era slittato su richiesta del vicepremier Antonio Tajani, per l’assenza di diversi ministri di Forza Italia.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 30 novembre 2024
Là dove la caccia ai boss fa allentare le regole. Persino Angiolo Pellegrini rinviato a giudizio: era un uomo di Falcone. Nell’antimafia c’è una terra di mezzo dove gli investigatori si muovono sul filo del rasoio. Equilibristi, in bilico tra l’esigenza di rispettare le norme del codice e l’urgenza di una giustizia sostanziale, che comprime la certezza del diritto ma è più gratificante per sé stessi e per gli altri. Le regole si allentano o, peggio, vengono violate. È una zona opaca, luogo di intrighi e traccheggi con boss irredimibili e pentiti. Una camera oscura dove persino lo splendore degli eroi perde lucentezza. C’è chi varca pericolosi confini e sprofonda perché prima o poi i segni che si lasciano lungo la strada vengono scoperti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2024
Se il giudice non ha dettato le prescrizioni di applicazione della sostituzione, la pena sostitutiva non può essere considerata incompatibile con la misura di prevenzione, ma può semmai stabilirne la sospensione. Per legge la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità non è incompatibile con l’intervenuta applicazione di una misura di prevenzione, ma solo con le misure di sicurezza. Non è quindi legittima la revoca del lavoro di pubblica utilità semmai la sua sospensione in caso intervenga una misura di prevenzione, fino alla conclusione di quest’ultima.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 novembre 2024
Detenuto in attesa di giudizio nel carcere di Terni, l’uomo accusato dell’omicidio di Marielle Soethe a Pistrino si è lanciato dalla finestra della struttura. Era stato appena trasferito dal carcere di Terni all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, in regime di arresti domiciliari, a causa delle sue precarie condizioni di salute incompatibile con la detenzione penitenziaria. Ma Cristian Francu - il 51enne operaio rumeno accusato dell’omicidio di Marielle Soethe, la donna trovata morta in casa a Pistrino (Perugia) il primo dicembre 2022 - si è gettato da una finestra ed è morto sul colpo dopo un volo di 5 piani.
di Marianna Peluso
Corriere di Verona, 30 novembre 2024
“Ai detenuti servono più cultura e formazione”. “La situazione delle carceri italiane riguarda tutti noi, al pari delle scuole e degli ospedali. Deve riguardarci perché potremmo finirci tutti, anche solo per un errore di giudizio. Il carcere è un concentrato dei problemi del mondo fuori”. Daria Bignardi, giornalista e scrittrice, autrice di “Ogni prigione è un’isola”, è intervenuta ieri all’incontro “Carceri. Emergenza diritti” promosso dal gruppo “Radici dei diritti” dell’ateneo scaligero. Il suo intervento, previsto in presenza al Polo Zanotto, per un contrattempo è diventato un collegamento online, inserito in un fitto panel a cui hanno assistito circa settecento studenti delle scuole superiori veronesi. “L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e debbano tendere alla rieducazione del condannato - sottolinea Bignardi -, ma è un equilibrio quasi impossibile da mantenere, per il sovraffollamento delle carceri e tutti i problemi che ne conseguono. Uno su tutti, i suicidi: con 83 suicidi contati dall’inizio dell’anno fino ieri, il 2024 si candida per diventare l’anno col numero più alto di suicidi in carcere”.
di Matteo Cardia
ilporticocagliari.it, 30 novembre 2024
Nuovo appello dopo un nuovo suicidio all’interno del carcere di Uta. Una situazione sempre più complessa. In cui la luce in fondo al tunnel, ancora, non si vede affatto. I detenuti e i lavoratori delle carceri sarde vivono una realtà sempre più amara, in cui l’assenza dell’azione legislativa appare ancora più pesante che nella vita fuori dalle celle di detenzione. Dopo aver tentato il suicidio nella giornata di sabato 23 novembre, un detenuto del carcere di Uta si è spento nella giornata di mercoledì 27. Una nuova triste pagina che si aggiunge alle oltre ottanta già scritte nell’ultimo anno all’interno delle carceri italiane.
bresciaoggi.it, 30 novembre 2024
I partecipanti hanno ottenuto l’abilitazione alla guida del carrello elevatore industriale, tra le più spendibili nel mondo lavorativo bresciano. Il corso è finito e i nuovi carrellisti sono formati. Ora spetterà alle aziende inserire le figure abilitate in azienda. E se lo faranno, non solo daranno un lavoro a dieci persone ma le aiuteranno in un importante percorso di reinserimento. Perché si tratta di detenuti che potranno ottenere l’autorizzazione all’attività lavorativa al termine della quale dovranno rientrare in carcere.
- Roma. L’opera di Unitelma Sapienza e della Cooperativa Etam per il reinserimento dei detenuti
- Venezia. Lavoro e riscatto nelle carceri venete: un progetto che unisce imprese e società
- Pontremoli (Ms). Un’alternativa al carcere. La speranza in una mostra
- Siena. “Maschere e ombre” fuori da Ranza. La mostra dei detenuti-fotografi
- Sulmona (Aq). Un fumetto con i detenuti contro la violenza di genere










