di Angela Stella
L’Unità, 29 novembre 2024
In due giorni altri due detenuti si sono uccisi (a La Spezia e Cagliari). L’anno peggiore è stato il 2022 con 84 casi. La Uil-Pa: “Chi potrebbe agire non lo fa”. Serracchiani: “Carcere emergenza nazionale”. “Per contrastare il fenomeno dei suicidi abbiamo investito molto sul potenziamento della rete di assistenza psicologica e sull’opera di reclutamento di adeguato personale specializzato per rispondere a queste crescenti esigenze”: così due giorni fa il Ministro della Giustizia Nordio rispondeva ad una interrogazione parlamentare circa gli atti di autolesionismo negli istituti di pena. Peccato che ieri siamo arrivati all’83esimo suicidio in carcere, come reso noto dalla Uil-Pa: “44 anni, spezzino, detenuto per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e in attesa di primo giudizio, si era impiccato nella sua cella il 12 novembre scorso. Immediatamente soccorso, era stato condotto in ospedale in fin di vita. Nel pomeriggio di ieri (due giorni fa, ndr) sono terminate le sue sofferenze”.
di Associazione Luca Coscioni
windpress.info, 29 novembre 2024
Dopo l’83esimo suicidio in carcere, l’Associazione Luca Coscioni, che ad agosto scorso ha diffidato le 102 ASL competenti per la salute dei 189 istituti di pena italiani, torna ad appellarsi alle istituzioni perché si assumano le responsabilità di rispettare i diritti umani degli oltre 62.000 ristretti in Italia. “Malgrado l’aggravarsi della situazione” ha dichiarato Marco Perduca che per l’Associazione Luca Coscioni coordinate le attività per la salute in carcere “l’attenzione di Governo e Parlamento alla cosiddetta emergenza sovraffollamento è scomparsa. Neanche la metà delle 102 ASL che abbiamo diffidato ci ha risposto e nessuna ci ha fatto sapere cosa abbia rilevato nelle visite di controllo in carcere.
di Stefano Allievi
Corriere del Veneto, 29 novembre 2024
È un bene che si sia aperta la discussione sulla condanna di Filippo Turetta, sull’utilità dell’ergastolo, sui limiti della difesa. È un bene, perché quello della giustizia e della pena è un tema cruciale per la convivenza civile, ma pur essendo tra i più discussi è anche tra quelli meno ragionati nei suoi fondamentali, nelle sue implicazioni, nella sua efficacia, anche. Tutti piangiamo le vittime, tutti vorremmo la condanna dei colpevoli, tutti chiediamo giustizia. Ma in concreto, cosa significa? L’idea di giustizia, certo, ha a che fare con la violazione delle norme, e la punizione del colpevole. La giustizia è fondativa perché la violazione della norma, se non punita, mette in crisi la fiducia nella società, la sua stabilità, la sua stessa esistenza.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 29 novembre 2024
Premierato? Calma. Autonomia? Muoversi in sordina. Carriere separate e nuovo Csm? Sbrigarsi. Il governo cambia le priorità e punta sul garantismo. Storia di una svolta identitaria, calendario alla mano (e una legge in arrivo). C’è una novità importante nella politica italiana, o meglio nella politica del governo, e quella novità coincide con una decisione a sorpresa comunicata la scorsa settimana da Palazzo Chigi al ministero della Giustizia e trasferita poi a sua volta dal ministro Carlo Nordio a tutti i capigruppo dei partiti che sostengono la maggioranza di governo. Una novità che riguarda un’inversione di rotta significativa, relativa alle priorità dell’esecutivo, e che coincide con una scelta fatta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che può permettere al governo di trovare, almeno su questo tema, un’unità vera.
di Francesco Occhetta*
Il Sole 24 Ore, 29 novembre 2024
Conciliare perdono e giustizia è una sfida antica. Nell’immaginario collettivo, la giustizia è personificata da Dike, la dea greca della giustizia, munita di bilancia e spada, simboli di proporzionalità e forza. Su questa figura si sono modellate le nostre leggi. L’esperienza biblica ci offre in controluce l’immagine dei giusti che con un ago e un filo ricuciono le ferite del mondo, sono presenti in ogni ambito della nostra vita - dalla famiglia, alla scuola, dal lavoro alla politica -, e ci ricordano che la giustizia è ristabilire le relazioni che si spezzano. Eppure nella storia la giustizia è stata intesa in termini retributivi (punizione del colpevole) o rieducativi (riabilitazione del reo).
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 29 novembre 2024
Mantovano parte da presupposti giusti. L’autocontenimento dei magistrati, però, presuppone condizioni chiare: un riorientamento culturale all’interno dell’universo magistratuale, oltre al recupero da parte della politica della capacità di dare risposte non illusorie ai bisogni e alle aspettative dei cittadini. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenendo a un recente convegno sul principio di legalità organizzato dalla Corte dei conti di Firenze, ha svolto considerazioni meritevoli di attenzione. In sintesi, la questione problematica al centro dell’interesse di Mantovano riguarda l’attuale modo di atteggiarsi del rapporto tra principio di legalità e principio democratico negli odierni ordinamenti costituzionali multilivello: rapporto a suo giudizio sbilanciato a favore del primo principio (così come gestito dalla giurisdizione, sia nazionale che sovranazionale), con conseguente mortificazione della sovranità popolare quale si esprime nelle scelte di indirizzo politico. Inoltre, egli lamenta che, a causa della complessità e incertezza delle fonti del diritto derivanti dalla intricata compresenza di norme interne e di norme di provenienza esterna, lo stesso principio di legalità smarrisce la sua funzione orientativa e cresce nel contempo il potere creativo dei giudici, in violazione del principio costituzionale che li vorrebbe soggetti alla legge.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 novembre 2024
Il viceministro Sisto a un evento di Aiga, Coa di Foggia e Anm: “Il giudice sia equidistante da pm e difensore”. “Separati in casa - Avvocatura, Magistratura e Istituzioni a confronto sulla separazione delle carriere” è il titolo di un evento organizzato ieri all’Università di Foggia dall’Aiga in collaborazione con l’Ordine locale degli avvocati e con l’Anm. “L’Aiga è stata sempre a favore” della modifica costituzionale ha esordito l’avvocato Mario Aiezza “come concretizzazione del giusto processo. È giusto che venga celebrato dinanzi ad un giudice terzo ed imparziale nella parità tra accusa e difesa”.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 29 novembre 2024
All’esito della nota sentenza De Tommaso/Italia, che aveva giudicato troppo vaghe e, pertanto, prive di effetti precettivi le norme che definivano i casi di pericolosità sociale generica nei procedimenti di prevenzione, si è registrata la consueta levata di scudi, a difesa di questo “eccezionale strumento” che, secondo qualche visionario, “l’Europa ci invidia”. La giurisprudenza, persino quella costituzionale, si era così affrettata a dire che, sì, la Legge era di scarsa qualità, ma le sentenze ne avevano scolpito, nel tempo, un significato chiaro, definito, accessibile.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 29 novembre 2024
La Cassazione, sentenza n. 43662 depositata oggi, ricorda che il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nasce in ambito agricolo e non può essere applicato al lavoro intellettuale. La fattispecie punita dall’articolo 603-bis del codice penale, ovvero l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, non può essere applicata anche alle prestazioni intellettuali. La norma infatti nasce per combattere il “caporalato” nel settore agricolo e non può essere estesa per analogia. Del resto, né l’intelletto né il suo uso professionale possono essere ricondotti alla nozione di sfruttamento della “manodopera”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 43662 depositata oggi, accogliendo il ricorso della presidente del Cda di una società cooperativa, attiva nella istruzione secondaria, contro la misura cautelare degli arresti domiciliari (comminatale anche per il reato di estorsione).
volabo.it, 29 novembre 2024
Occorre sostenere la persona detenuta nel percorso di reinserimento sociale con una progettualità che inizia all’interno del carcere e prosegue all’esterno. Un obiettivo che non può essere raggiunto senza il contributo del volontariato penitenziario, vero e proprio ponte in grado di collegare il mondo esterno con la realtà interna del carcere. Una rete, quella delle associazioni di volontario, che va rafforzata e affiancata al fine di perseguire l’impegno diretto a rendere il sistema carcerario sempre più efficace nel garantire alla persona detenuta concrete possibilità di reinserimento sociale.
- Parma. L’insostenibile calvario di un detenuto paraplegico
- Messina. La Garante dei detenuti: “Più strutture per chi ha poco residuo di pena”
- Messina. La mamma di Ivan: “Era un ragazzo fragile ditemi com’è morto in carcere”
- Reggio Calabria. Botte al detenuto: “Ma si vedono i colpi di sfollagente? Sì, ma male”
- Caserta. Reinserire i detenuti, le Pmi ci sono










