di Errico Novi
Il Dubbio, 26 giugno 2026
La riforma dovrebbe entrare in vigore il 28 febbraio: toghe pronte a dar battaglia alla vigilia delle Politiche. L’Anm può cedere o voltare pagina su molte cose. Lo ha fatto sul protagonismo mediatico dei pm, con le linee guida sulla comunicazione dei magistrati che, di fatto, disincentivano il narcisismo iperbolico delle Procure. Sembra, la magistratura, pronta a cambiare passo, con un’altra autoriforma del Csm, anche sulle pagelle (più propriamente, le “valutazioni di professionalità”) clamorosamente appiattite, da lustri, tutte verso l’eccellenza.
di Roberto Natale*
Il Manifesto, 26 giugno 2026
L’anniversario non verrà di certo ignorato. Il problema è negli altri giorni dell’anno. L’anniversario non verrà di certo ignorato. Anche domani, per la quarantaseiesima volta, nel Consiglio comunale di Bologna ci si stringerà intorno a Daria Bonfietti e all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, per ripetere insieme a loro - come ogni 27 giugno - che la memoria di un Paese non si cancella e per condividere lo sgomento per la richiesta arrivata dalla procura di Roma: archiviare l’inchiesta aperta nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’allora presidente emerito Cossiga, che per l’abbattimento del Dc9 Itavia aveva chiamato in causa la Francia. Domani si diranno le parole giuste.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 26 giugno 2026
Ossessione per le vite degli altri, ritrovare è sempre un po’ punire. Nacque “Chi l’ha visto?” come esperimento della tivù parodistica del servizio pubblico di Angelo Guglielmi, che univa l’involucro del compito sociale al cinismo intellettuale dell’entomologo da Gruppo 63. “Il programma della Rai aveva costruito, nei decenni precedenti, un patto intimo con il pubblico: il patto di chi non ha risposte e spera di trovarle guardando la televisione. Uno spazio dove il dolore privato diventa pubblico, dove la disperazione incontra l’audience nel momento più fragile della narrazione”.
Il Sole 24 Ore, 26 giugno 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 114, depositata ieri, ha dichiarato non fondate questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Magistrato di sorveglianza di Napoli in relazione agli articoli 3 e 27, terzo comma, della Costituzione - degli articoli 69 e 69-bis della legge di ordinamento penitenziario. In particolare, il giudice a quo dubitava della costituzionalità di tali norme nell’interpretazione, costituente “diritto vivente”, secondo cui spetta al magistrato di sorveglianza (e non al giudice dell’esecuzione penale) la competenza a provvedere sull’istanza di liberazione anticipata anche nel caso in cui sia stata comminata, o applicata su richiesta, la pena del lavoro di pubblica utilità sostitutivo.
di Paola Buizza
Brescia Oggi, 26 giugno 2026
L’associazione che riunisce gli avvocati penalisti interviene sul caso del 23enne che si è tolto la vita a Canton Mombello: “Fallimento del sistema”. “Un suicidio in carcere è sempre un fallimento del sistema”. Non usa mezzi termini la Camera Penale di Brescia che interviene con un comunicato sulla tragedia che si è consumata nel carcere di Brescia, dove un 23enne di origini indiane si è solto la vita. Il giovane - richiedente asilo in Italia da tre mesi - era stato arrestato domenica a Concesio per aver palpeggiato quattro ragazzine di tredici anni al parco acquatico Tibidabo. “Davanti alla perdita di una vita umana sotto la custodia dello Stato, il primo sentimento dovrebbe essere il silenzio e il rispetto” ma così non è stato.
di Simone Casciano
iltquotidiano.it, 26 giugno 2026
Un ex detenuto di Spini di Gardolo giudicato nel Centro dopo una seconda valutazione al pronto soccorso. Gli attivisti: “Ora se ne sono perse le tracce”. Per la sua condizione di salute psicofisica era stato giudicato “non idoneo” a entrare in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), eppure in questo momento si troverebbe dentro la struttura di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Condizionale d’obbligo perché nel frattempo di questa persona si sono perse le tracce, ma quello che è certo è che l’uomo ci è finito da Trento e nonostante il parere negativo di chi lo aveva visitato. Una storia che mette in luce un sistema, quello dei Cpr, in cui alle promesse di garanzie dei diritti umani, fa da contraltare una realtà più grigia.
Corriere del Veneto, 26 giugno 2026
S’inasprisce la situazione nel nuovo carcere in centro città, in Pronto soccorso due agenti penitenziari intossicati. Ancora proteste e disordini nel nuovo carcere minorile “Vivaldi” inaugurato lo scorso 8 gennaio. L’altra sera un paio di detenuti minorenni stranieri hanno incendiato un materasso dentro una cella. L’intervento dei vigili del fuoco ha sedato rapidamente le fiamme, ma due agenti penitenziari in Pronto soccorso per un’intossicazione. Un altro incendio di materassi ieri pomeriggio attorno alle 18, rendendo ancora una volta necessario l’intervento dei vigili del fuoco nella struttura in via Mazzini.
Massa Carrara. Il carcere fra luci e ombre. Troppi detenuti, pochi agenti ma tante attività positive
di Luca Cecconi
La Nazione, 26 giugno 2026
È secondo in Toscana per il sovraffollamento con 290 detenuti (118 stranieri) anziché 175. Il 30% è per reati di droga. Sono 80 i tossicodipendenti. All’Ipm 40 nuovi ingressi. È al top invece sul fronte del lavoro, con la tessitoria, della formazione e della scuola. Bastano due numeri per comprendere la situazione. Le persone detenute nel carcere di Massa sono 290 (118 sono stranieri) a fronte di una capienza di 175 unità. Il tasso di sovraffollamento effettivo è del 170%. L’organico previsto di polizia penitenziaria è di 140 agenti, gli effettivi invece sono 116. I dati, ufficiali, sono riferiti al 31 marzo scorso e provengono dalla Relazione annuale del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Giuseppe Fanfani, resa nota dalla Regione Toscana su fonte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Gaia Papi
La Nazione, 26 giugno 2026
La relazione del garante regionale dei detenuti segnala la “linea rossa”. A pesare i problemi strutturali che impediscono il pieno uso della struttura. Nel dossier emergono i punti critici legati agli interventi di ristrutturazione. “È una situazione inaccettabile. I lavori sono fermi da anni e, cosa ancora più grave, non esiste nemmeno una data per la loro ripartenza”. Giuseppe Fanfani, garante regionale dei detenuti della Toscana, non nasconde la propria amarezza di fronte a una delle principali criticità della casa circondariale di San Benedetto. Il tema emerge con forza nella Relazione annuale 2026 sull’attività svolta nel 2025, che dedica un focus anche al carcere aretino.
di Alessandra Sessa
Corriere della Sera, 26 giugno 2026
Il progetto di lavoro e dignità lanciato nel 2016 dalla Casa dello Spirito e delle Arti di Arnoldo Mosca Mondadori con la benedizione di Papa Francesco: partito dall’istituto milanese, oggi conta 33 laboratori a cui se ne aggiungeranno presto otto in Brasile e altri due in Italia. Acqua, farina e dignità. Nelle ostie preparate dai detenuti c’è un ingrediente che porta sull’altare un sapore di speranza. Sono le particole prodotte dai laboratori eucaristici de “Il senso del Pane”, un progetto ideato da Fondazione Casa dello spirito e delle arti e dal suo presidente Arnoldo Mosca Mondadori. Era il 2016 quando venne aperto il primo nel carcere milanese di Opera “con persone detenute, ma che si erano rese conto del loro reato. Sono state retribuite per il loro impiego - sottolinea Mosca Mondadori - e proprio la dignità del lavoro è cruciale in questo progetto”.
- Roma. “Comunicare il carcere: informazione, diritti e responsabilità del giornalismo”
- Firenze. Sollicciano, la storia di un carcere per ripensarne il futuro
- Pisa. Dal dialogo con le persone detenute nuovi strumenti per l’educazione alla salute
- Roma. Festa della Musica alla Casa circondariale Maschile di Rebibbia Nuovo Complesso
- La relazione nella città reclusa









