di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 20 marzo 2026
La richiesta di sostituzione della misura carceraria impone al giudice di valutare la compatibilità col regime carcerario in conformità ai principi costituzionali e convenzionali. Cassazione penale, Sez. 1°, sentenza n. 3312/2026, 21/27 gennaio 2026, ha affermato che, allorché sia chiesta la sostituzione della misura coercitiva carceraria per grave infermità fisica, la valutazione della gravità delle condizioni di salute del detenuto e della conseguente incompatibilità col regime carcerario deve essere effettuata, in ossequio ai dettami degli artt. 32 e 27 co. Cost., ed agli arresti della Corte di Strasburgo in tema di interpretazione dell’art. 3 della Convenzione Edu. Consegue che la permanenza nel sistema penitenziario può essere deliberata se il giudice accerta che esistano istituti in relazione ai quali possa formularsi un giudizio di compatibilità e tale accertamento deve rappresentare un “prius” rispetto alla decisione, non una mera modalità esecutiva della stessa, rimessa all’autorità amministrativa.
di Anna Marino
Il Sole 24 Ore, 20 marzo 2026
La Corte, con sentenza 10535 del 2026, chiarisce che il giudice non può negare l’invio al programma sulla base di gravità del fatto o assenza di ravvedimento e il controllo è circoscritto a utilità concreta e assenza di pericoli per persone o accertamento. L’accesso alla giustizia riparativa inoltre non è limitato ai reati a querela. Il rigetto dell’accesso alla giustizia riparativa non può fondarsi su valutazioni astratte. Reiterazione, gravità dei fatti e assenza di ravvedimento non sono elementi automaticamente ostativi. Il giudice deve formulare una prognosi concreta sull’utilità del percorso per la composizione del conflitto. È necessario verificare specificamente l’idoneità del programma rispetto al caso concreto. In difetto di tale motivazione, il diniego risulta viziato e va riesaminato.
di Federica Pacella
Il Giorno, 20 marzo 2026
Nella regione lombarda si registra il rapporto peggiore tra ristretti e guardie: 2,44 secondo Antigone. Anche il personale responsabile del processo di rieducazione è carente: ogni operatore segue 77 casi. Con una media di 2,44 detenuti per agente, la Lombardia è tra le regioni peggiori in termini di rapporto tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria in Italia. A confermarlo è l’ultimo rapporto di Antigone, “Senza respiro”. Secondo i dati riportati nelle schede trasparenza del Ministero aggiornate a maggio 2025, manca il 16% delle unità previste in pianta organica. Se gli agenti sono ovunque in sotto-organico, la Lombardia è, insieme a Lazio ed Umbria, quella in cui, in rapporto alle presenze, ci sono meno agenti.
di Giuseppe Legato e Caterina Stamin
La Stampa, 20 marzo 2026
Le indagini sulla morte al Lo Russo e Cutugno: un solo agente nella sezione dov’era detenuto. Alle 18.30 di lunedì nella sezione Marini del Padiglione E, del carcere Lorusso e Cutugno, c’era un solo agente di polizia penitenziaria. Una persona incaricata di sorvegliare Bernardo Pace, 62 anni. Dalle 14 doveva occuparsi di lui e gestire da solo anche la cucina. Poi, alle 20, sarebbe arrivato un secondo agente a sostituirlo a fine turno. Quel cambio non è mai avvenuto. Pace, pochi minuti dopo aver “ritirato” la cena nella sua cella, è salito su una sedia. Ha agganciato un laccio di ferro al bocchettone deputato al ricircolo dell’aria creando un cappio. E si è tolto la vita.
di Giacomo Galeazzi
interris.it, 20 marzo 2026
Dipendenze in carcere: diritto, sanità e società a confronto all’Università Lumsa di Roma. Un modello inclusivo come obiettivo da condividere. In occasione del Giubileo dei detenuti la Cei ha invocato un “indulto differito”. Oltreché iniziative finalizzate al reinserimento sociale delle persone che escono dal carcere: “Apriamo le porte dei nostri cuori e le porte delle nostre comunità”. A Roma nell’aula Giubileo dell’Università Lumsa si è svolto il convegno “Oltre la Pena: sicurezza, salute e valore sociale. Un nuovo protocollo per il detenuto con Oud (Opioid Use Disorder)”.
di Daria Geggi
civonline.it, 20 marzo 2026
Un ponte tra carcere e impresa: a Civitavecchia ne parlano Flavia Filippi e Stefania Polo. C’è un momento, spesso invisibile, in cui il lavoro smette di essere soltanto produzione e diventa possibilità. È in quello spazio che si inserisce “Valore Comune - Seconda Chance”, il progetto che anche a Civitavecchia prova a trasformare l’incontro tra impresa e carcere in un’occasione concreta di rinascita. Non solo formazione e inserimento lavorativo, ma un ponte reale tra due mondi che raramente dialogano: da una parte le esigenze di un territorio a forte vocazione turistica, dall’altra il bisogno, profondo, di riscatto e dignità di chi sta scontando una pena. Un’alleanza che chiama in causa anche il coraggio degli imprenditori, invitati a guardare oltre il pregiudizio e a scommettere sul valore umano, prima ancora che professionale.
L’Arena, 20 marzo 2026
Dopo la formazione, consegnati i brevetti grazie al progetto inclusivo in collaborazione con Corte Molon e Fieracavalli. In dieci anni sono più di 170 le persone detenute nella casa circondariale di Montorio che hanno partecipato ai corsi di formazione professionale per tecnico di scuderia. Cinquanta in tutto i diplomi consegnati alla fine del percorso di studio. Sono i numeri del progetto nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fieracavalli, l’Aps Equestre Horse Valley di Corte Molon e il carcere di Montorio, con l’obiettivo di rendere il rapporto tra uomo e cavallo un aiuto concreto per il reinserimento sociale attraverso l’apprendimento di nuove competenze lavorative spendibili nel settore equestre.
cuneodice.it, 20 marzo 2026
L’allarme dal direttore del carcere di Cuneo, nel giorno della festa della Polizia Penitenziaria. Miglioramenti sul fronte sicurezza, con bodycam e videoconferenze. Cuneo potrebbe non essere più il “supercarcere” dei mafiosi e dei criminali al 41 bis. Da mesi ormai si discute del piano del governo, presentato nella conferenza Stato-regioni di dicembre, per l’accentramento dei detenuti in regime speciale in alcuni istituti destinati ad ospitare solo questa tipologia. In Piemonte il penitenziario designato è il San Michele di Alessandria. Per Cuneo significherebbe il trasferimento di 45 detenuti, oggi rinchiusi nel reparto dei 41 bis, ma anche un possibile ingresso di circa 150 reclusi nel circuito della media o dell’alta sicurezza.
di Andrea Pastore
vita.it, 20 marzo 2026
Negli istituti di pena, la festa del papà ha un senso diverso. Non semplice, ma reale. Anche lì dentro si è padri. E, a volte, si prova a proteggere almeno un pezzo di infanzia. Il racconto dell’abbraccio forte, un po’ goffo, di un padre e di un figlio che non si vedevano da cinque mesi. La fiducia di un bambino, il rispetto silenzioso degli altri detenuti, le dita intrecciate di Marco (nome di fantasia), come per controllare che fossero ancora le sue. Sono entrato stamattina nel teatro del carcere di Avellino prima dell’arrivo dei detenuti e delle rispettive famiglie. La sala aveva un odore strano, un misto di disinfettante e di attesa. Le sedie erano allineate con una precisione quasi severa, come se anche i sentimenti dovessero stare composti, in fila.
Gazzetta del Mezzogiorno, 20 marzo 2026
Parole e disegni dei bambini in mostra nel carcere di Foggia in occasione della festa del papà. L’iniziativa è nata su impulso dell’area trattamentale dell’istituto penitenziario ed è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Lavori in Corso e il Csv Foggia, con il sostegno della Fondazione dei Monti Uniti e dell’8x1000 della Chiesa Valdese. Pensieri scritti e disegnati dai bambini prima del colloquio con il genitore detenuto, che raccontano l’attesa, l’amore, il bisogno di esserci. Il progetto ha coinvolto l’intera popolazione detenuta maschile, circa 620 persone, con un messaggio chiaro: i legami familiari non si interrompono, neppure nei momenti più difficili. Volontari ed educatrici, nel pomeriggio di ieri, hanno allestito le sezioni per creare un effetto sorpresa. Questa mattina, al momento della colazione, ogni detenuto ha ricevuto un piccolo kit simbolico: una cartolina illustrata, alcune caramelle e una lettera con un messaggio dedicato al senso dell’iniziativa.
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