di Guido Vitiello
Il Foglio, 19 giugno 2026
Quando è così perfetta, così oliata, così apparentemente inespugnabile, arriva a convincerti che l’unico modo non dico per fermarla, ma almeno per inceppare temporaneamente l’ingranaggio sia togliersi teatralmente la vita. Una riflessione che mi è passata per la mente nell’attimo in cui ho letto la notizia del ricovero della madre di Andrea Sempio. Insegnano gli psicoanalisti, ma anche certi maestri di meditazione, che i pensieri - specie i più perturbanti - non bisogna contrastarli con la fronte corrugata e i nervi tesi allo spasimo, sperando di cacciarli fuori dalla testa: è fatica inutile. Si deve piuttosto guardarli trascorrere come nuvole sul cielo della propria mente, mettendosi nella posizione del testimone di una fantasmagoria interiore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 giugno 2026
Ventotto anni dopo il dramma degli anarchici alle Vallette, la storia si ripete. Quando il garantismo cede il passo all’afflizione pura e cancella l’umanità. Ambrogio Furlan aveva 27 anni ed era nato in provincia di Savona, ma la sua vita era a Torino. Lì aveva studiato, gli amici, la fidanzata, i posti di tutti i giorni. Andrea ne aveva 20. Tutti e due erano finiti tra i denunciati per i cortei a favore della Palestina dell’autunno scorso, quelli che, tra settembre e novembre, avevano portato in piazza migliaia di persone e a volte scontri e danneggiamenti, dall’occupazione dei binari a Porta Susa all’irruzione alle Officine Grandi Riparazioni durante l’Italian Tech Week. A febbraio sono arrivate 18 misure cautelari.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2026
Il ministro risponde al Senato dopo il provvedimento del gip di Firenze. L’esponente di Italia viva: “Lo Stato si ribella a se stesso”. “Sulla vicenda che riguarda l’intervento dell’autorità giudiziaria, l’amministrazione sta acquisendo gli atti procedimentali e si riserva di valutare eventuali impugnazioni”: così ieri al Senato un laconico ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto ad un atto di sindacato ispettivo presentato da Italia Viva con cui lo “interrogava” sull’emergenza sovraffollamento e suicidi negli istituti di pena e sul recente sequestro da parte del tribunale di Firenze di sette sezioni del carcere toscano di Sollicciano.
di Valentina Marotta e Jacopo Storni
Corriere della Sera, 19 giugno 2026
Tensioni alla Dogaia di Prato per il trasferimento dei primi detenuti: “Non ci sono posti”. Sollicciano sarà ridotto nel numero dei detenuti o addirittura chiuso. Lo dice il ministro della giustizia Carlo Nordio, dopo il sequestro di sette sezioni da parte della procura. Una decisione, spiega il ministro, che potrebbe essere impugnata per un eventuale ricorso. “Ci rendiamo conto - dice Nordio - che è una situazione sedimentata non negli anni ma nei decenni. Sicuramente il piano carceri, che sta andando avanti con numeri importanti, vedrà per prima questa struttura essere in un certo senso ridotta o addirittura svuotata appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro la fine dell’anno”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 19 giugno 2026
“Il carcere di Sollicciano è sul territorio tra Firenze e Scandicci e dovrebbe essere progettato anche dalle istituzioni locali, hanno il dovere di intervenire, le responsabilità non possono essere demandate soltanto al ministero. E il sequestro di sette sezioni rappresenta, oltre a un fatto drammatico, anche un’occasione per una riprogettazione della struttura”. Sono le parole di Maria Oliva Scaramuzzi, presidente della Fondazione Michelucci che si occupa di architettura e urbanistica. Una notizia, quella dei sigilli della procura, che “ci dovevamo aspettare e forse era auspicabile viste le condizioni. A Sollicciano è successo quello che non si poteva evitare, è una struttura che è stata lasciata andare per anni e anni, non sono mai state fatte manutenzioni né ordinarie né straordinarie e il sovraffollamento non porta che a fatti di cronaca drammatici”.
di Giulia Benvenuti
Il Resto del Carlino, 19 giugno 2026
L’avvocato Carmine Migale, che in aula ha rappresentato l’associazione Yairaiha, che si occupa della tutela dei diritti umani, come quelli delle persone private della libertà personale. “Esprimiamo soddisfazione per la nostra ammissione al processo quale parte civile. Nonostante il percorso di giustizia riparativa intrapreso dalle parti, riteniamo che la nostra partecipazione sia fondamentale”. Così l’associazione Yairaiha, che si occupa della tutela dei diritti umani, rappresentata ieri in aula dall’avvocato Carmine Migale nel processo che vede imputati un medico e un’infermiera dell’istituto penitenziario di Reggio. La vicenda riguarda il decesso di Giuseppe Convertino, 39enne affetto da problemi di tossicodipendenza morto il 10 aprile 2022 appena ventiquattr’ore dopo il suo ingresso alla Pulce.
Il Mattino di Padova, 19 giugno 2026
Antonio Bincoletto, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, ieri, in un incontro svoltosi a Palazzo Moroni, ha tracciato il bilancio dei suoi cinque anni di attività. Bincoletto è infatti giunto a fine mandato. “Sono stati cinque anni difficili, a tratti complicati, che però mi hanno lasciato molto dal punto di vista umano”. Complessivamente, nel corso della sua attività, Bincoletto ha incontrato 750 persone e avuto circa 2.500 colloqui, una media di 500 all’anno. “Ho raccolto informazioni e una banca dati importante che metterò a disposizione del mio successore”, ha spiegato il Garante sottolineando le tre principali criticità con cui si è dovuto scontrare nel suo percorso a contatto con il carcere e la sua popolazione.
La Sicilia, 19 giugno 2026
È stata una giornata diversa dal solito quella trascorsa alla casa circondariale Piazza Lanza quando Cristiano Di Stefano, noto come “manager della felicità”, ha incontrato i detenuti dell’istituto, per l’ultimo dei laboratori della iniziativa “Oltre le sbarre. Riscoprire se stessi”. In un contesto solitamente associato a regole, limitazioni e rigidità, l’approccio portato da Di Stefano per la conduzione delle attività ha puntato sulla consapevolezza, la responsabilità personale e la progettualità dei destinatari del progetto. L’obiettivo, spiega la direttrice Nunziella Di Fazio, “non è stato promettere felicità immediata, ma fornire ai partecipanti strumenti concreti per gestire le emozioni, riflettere sulle proprie scelte e guardare al futuro”.
intoscana.it, 19 giugno 2026
Guidati dagli esperti della Società Italiana di Fitoterapia i detenuti apprenderanno le tecniche necessarie per coltivare, raccogliere, essiccare, conservare e lavorare le essenze vegetali, acquisendo competenze spendibili anche in ambito lavorativo. Dopo il giardino officinale e il frutteto, il progetto di agricoltura sociale promosso da Estra alla Casa di Reclusione di Ranza a San Gimignano compie un nuovo passo avanti. Nell’ambito della campagna nazionale “OrtoFrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO₂ e Legambiente prende infatti il via un laboratorio di fitoterapia che offrirà ai detenuti un percorso di formazione professionale dedicato alla coltivazione e alla trasformazione delle piante officinali.
Giornale di Brescia, 19 giugno 2026
Siamo un gruppo di giovani scout provenienti da tutto il Nord Italia e lo scorso weekend abbiamo vissuto un’esperienza all’interno del carcere di Verziano; vorremmo chiedere ospitalità alle pagine del suo giornale per raccontare ciò che abbiamo vissuto e così, idealmente, rivolgerci a tutta la società Bresciana. Per questo iniziamo la nostra lettera con: “Cara Società, ci sono luoghi che esistono accanto a noi e che, allo stesso tempo, sembrano lontanissimi. Il carcere era uno di questi. Lo conoscevamo attraverso racconti, immagini veloci, notizie, giudizi. Ma quasi mai attraverso l’incontro. Entrarci ci ha costretti a cambiare sguardo. Abbiamo incontrato volti, voci, storie, ma prima di tutto, abbiamo incontrato persone. Persone con una storia, con errori, ferite, paure e desideri. Persone che troppo spesso vengono ridotte al loro reato, dimenticando tutto il resto.
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