di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2024
A Forza Italia non piace il Decreto Carceri approvato il 3 luglio scorso in Consiglio dei ministri: il partito di Antonio Tajani vuole modificarlo durante la discussione al Senato per garantire la liberazione anticipata di 10 mila detenuti da qui ai prossimi mesi, risolvendo in parte il problema del sovraffollamento carcerario. Il partito azzurro vuole farlo con pochi ma puntuali emendamenti per rendere più “incisivo” il decreto Carceri. Nello specifico la proposta principale sarà quella di accogliere - anche se in parte - la proposta del renziano Roberto Giachetti alla Camera: la detrazione della pena resterà di 45 giorni per ogni sei mesi scontati per tutti i condannati per reati ostativi (mafia, terrorismo, tratta di esseri umani…), e aumentarla a 60 per tutti gli altri tipi di reati, da quelli di microcriminalità a quelli contro la Pubblica Amministrazione.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 10 luglio 2024
Si terrà domani pomeriggio a Piazza Santi Apostoli la manifestazione nazionale organizzata dall’Unione delle Camere Penali a conclusione della staffetta che ha visto i penalisti impegnati nelle strade e nelle piazze di tutta Italia in altrettante maratone oratorie di denuncia dello scandalo delle condizioni delle carceri italiane. Si tratta di una iniziativa che ha coinvolto l’intera società civile dimostrando l’esistenza di una diffusa sensibilità rispetto un tema che è sempre parso difficile da trattare. Ma il dramma che abbiamo denunciato ha assunto dimensioni così straordinariamente gravi da muovere la coscienza di ciascuno di noi. Non era mai stato registrato, infatti, sino a oggi, nel nostro Paese, un tasso di suicidi così elevato: 54 detenuti si sono infatti tolta la vita dall’inizio dell’anno, con una frequenza che è di venti volte maggiore a quella riscontrata nella vita libera, e con numeri di gran lunga superiori a quelli registrati negli altri paesi europei.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 10 luglio 2024
I deputati di Forza Italia non partecipano al voto. Salvini rilancia la castrazione chimica. Inasprite le pene per l’impiego di minori nell’accattonaggio. Il carcere è sempre più un tema di bandiera per l’ala più a destra della maggioranza. E così ieri, sul carcere per le donne incinte o con neonati fino a 1 anno, in Parlamento si è consumata una rottura tra i partiti che appoggiano il governo: Forza Italia ha tenuto il punto e si è astenuta, a favore invece Lega e Fratelli d’Italia.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2024
Bocciati tutti gli emendamenti. Via libera dalle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera all’articolo 12 del ddl Sicurezza che rende, tra le altre cose, facoltativo l’attuale obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli sotto l’anno. Come già anticipato negli scorsi giorni, Forza Italia non ha partecipato al voto sugli emendamenti delle opposizioni che chiedevano di modificarlo: gli azzurri hanno però hanno annunciato che in Aula presenteranno un emendamento per mantenere l’obbligo. “Chiederemo all’Aula di mantenere l’obbligo di differimento della pena o l’obbligo di scontarla in un istituto protetto per le madri con figli tra 0 e 12 mesi per scongiurare che anche solo un bambino sia costretto a crescere dietro le sbarre per colpe della madre”, aveva dichiarato nelle precedenti sedute Paolo Emilio Russo di Forza Italia.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 10 luglio 2024
È legge il disegno di legge Nordio che abolisce l’abuso di ufficio e rivede in parte la disciplina sulle intercettazioni, impedendo la trascrizione di quelle non rilevanti e vietando ai giornalisti di pubblicare quelle che non sono contenute negli atti dei giudici. Con 199 voti a favore e 102 contrari la Camera ha dato il via libera definitivo al testo. Ieri sono stati respinti tutti gli emendamenti e oggi le opposizioni sono andate in ordine sparso con Italia Viva e Azione che si sono espresse a favorevole votando con la maggioranza.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 10 luglio 2024
Dopo l’approvazione nottetempo in commissione Giustizia, sono 170 i sì con i quali la Camera ha approvato l’art. 1 del ddl Nordio e, conseguentemente, abolito l’art. 323 del codice penale, rendendo definitiva l’azione più divisiva contenuta dal disegno di legge presentata dal Guardasigilli. Tra le principali contestazione mosse vi era chi sostiene come la cancellazione del reato fosse in contrasto con le norme europee sull’anticorruzione, le quali prevedono la permanenza di questo reato. Poco più di un anno fa la Commissione europea ha presentato un nuovo progetto di direttiva anticorruzione che prevede espressamente la conservazione di una fattispecie di reato per punire l’esecuzione o l’omissione di un atto, da parte di un funzionario pubblico, quando ne ha conseguentemente ottenuto un indebito vantaggio. Il ministro Nordio ha però annunciato, alla riunione dei ministri della Giustizia Ue, di aver trovato una mediazione, riconoscendo che l’Italia dispone di un ampio arsenale di strumenti in grado di contrastare in maniera efficace i reati contro la pubblica amministrazione.
di Giacinto della Cananea
Il Foglio, 10 luglio 2024
La reazione della giunta distrettuale torinese dell’Associazione nazionale magistrati all’articolo di Ermes Antonucci sul Foglio del 6 luglio, in cui si segnalavano i risultati negativi conseguiti da un pubblico ministero, merita qualche riflessione nella prospettiva del costituzionalismo liberale. La reazione si è manifestata nella “condanna” dell’articolo per i toni e le espressioni che “di certo, superano il diritto di critica giudiziaria” e per aver erroneamente considerato i risultati da conseguire. Nessuno di questi rimproveri, però, regge a un’accurata disamina. Il rimprovero relativo ai risultati è confutato dalla storia e dall’assetto istituzionale. In sede storica, nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino adottata a Parigi il 26 agosto 1789 l’enunciazione di vari diritti dell’individuo era completata, rafforzata da un principio istituzionale: “la società ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione a ogni pubblico funzionario”. Quel principio è alla base delle costituzioni delle democrazie liberali, come la nostra.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 luglio 2024
In 33 pagine, la procura generale di Reggio Calabria prova a salvare il processo contro il sindaco di Riace in Cassazione, dichiarando utilizzabili le intercettazioni. Per i giudici d’appello non lo erano, ma in ogni caso non avrebbero dimostrato nulla. Le assoluzioni dalle accuse di associazione a delinquere, peculato e due falsi sono ormai definitive. Ma la procura generale di Reggio Calabria vuole comunque riaprire il processo a Domenico Lucano, sindaco di Riace e neo eurodeputato, chiedendo alla Cassazione di rivalutare le assoluzioni per truffa aggravata ai danni dello Stato, un abuso d’ufficio (reato ormai abolito) e un falso relativo a 56 delibere. A firmare la richiesta l’avvocato generale Adriana Costabile e i sostituti procuratori generali Adriana Fimiani e Antonio Giuttari, che con sole 33 pagine cercano di smontare la corposa motivazione d’appello, che aveva di fatto demolito ogni accusa, capovolgendo la narrazione che aveva fatto a pezzi il modello d’accoglienza di “Mimmo il curdo”.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 10 luglio 2024
Incluse le procedure di liquidazione controllata, che vengono equiparate a quelle giudiziali: per la Corte costituzionale l’ammissione è necessaria per garantire l’effettività del diritto alla difesa. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 121/2024, ha esteso il patrocinio a spese dello Stato alle procedure di liquidazione controllata, equiparandole a quelle delle liquidazioni giudiziali. La decisione è scaturita da una questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Verona, che riguardava gli articoli 144 e 146 del Dpr numero 115/2002, relativi al patrocinio a spese dello Stato nelle procedure di giustizia. Tali articoli includevano la liquidazione giudiziale, ma escludevano la liquidazione controllata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 luglio 2024
Anche il presidente del Consiglio regionale Oliverio si espone: “La strategia politica nazionale dovrebbe guardare con un occhio più attento alle vicende umane e carcerarie”. “Per prevenire e contrastare il dramma dei suicidi e degli atti di autolesionismo nelle carceri occorre contrastare il sovraffollamento, rafforzare la presenza di psicologi, psichiatri, assistenti sociali ed educatori, migliorare le prestazioni sanitarie, aumentare le attività educative e ricreative e, soprattutto, favorire l’adozione di misure alternative alla detenzione, come l’affidamento in prova, la detenzione domiciliare e altre forme di pene non detentive, riservando la detenzione in carcere ai casi più gravi, garantendo, comunque, un percorso di rieducazione e di reinserimento nella società”. Lo ha detto il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Campania, Samuele Ciambriello, questa mattina in conferenza stampa nella sede del Consiglio regionale della Campania con il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero e il Garante cittadino di Napoli don Tonino Palmese.
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