di Serenella Bettin
Il Domani, 9 luglio 2024
Celle piene. Ne può contenere 12, ma sono 24 i reclusi. E si lavano sui wc alla turca. L’effetto del decreto Caivano voluto dal governo si fa sentire. “Temiamo una nuova rivolta”, dicono gli agenti. “Capoposto non siamo animali che dobbiamo dormire in questo stato!”. Lo vedi subito il carcere di Treviso. Se ne sta qui incastonato tra le case, in via Santa Bona Nuova, alle porte della città trevigiana, cinto da enormi e invalicabili mura. Sopra le mura, le torri di guardia. E, sotto le torri di guardia, le recinzioni, il filo spinato. Gli effetti perversi del decreto Caivano, che anziché prevedere percorsi rieducativi ha sbattuto in carcere i minori detenendoli al limite della dignità, li vedi qui, dove i ragazzi sono il doppio rispetto alla capienza consentita. Venerdì 5 luglio ne è arrivato un altro, e nella lettera di ingresso c’è scritto: “La stanza 5 è già al massimo della capienza”. Questo comporta il “dover aggregare un ulteriore materasso di emergenza”, “tutti i componenti iniziano a protestare: capoposto non siamo animali che dobbiamo dormire in questo stato”.
Il Dubbio, 9 luglio 2024
La notte scorsa nel carcere minorile Beccaria di Milano è divampato un incendio. Ne dà notizia Aldo di Giacomo segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, che spiega che “con l’incendio appiccato la notte scorsa si è sfiorata la tragedia. Solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco si è riusciti a domare le fiamme all’ interno dell’istituto. Sono intervenute due autoambulanze che hanno portato due colleghi in codice verde. - spiega di Giacomo - vi è una unica strategia dietro i tre incendi in 12 ore in tre diversi istituto minorili (Roma, Nisida e Milano). A Casal del Marmo (Roma) la scintilla di una situazione incandescente è stata una rissa, scatenata da un giovane detenuto che ha dato in escandescenze. A fatica gli agenti della penitenziaria sono riusciti a riportare l’ordine. Attimi convulsi nel corso dei quali è stato chiesto l’ausilio della polizia di Stato che però, pur raggiungendo il carcere, non è intervenuta, restando all’esterno pronta a supportare”.
di Giuseppe Legato e Adelia Pantano
La Stampa, 9 luglio 2024
Drammatica la fotografia dell’emergenza negli istituti di pena piemontesi tra carenza di personale: interrogazione di Italia Viva al ministro Nordio. La crisi del sistema carcerario italiano non trova eccezioni (semmai conferme) nella prospettiva degli istituti di pena e delle case circondariali piemontesi. Tra assenza di personale di polizia penitenziaria, sovraffollamento di diverse strutture rispetto al tetto massimo di detenuti ospitabili, carenza di educatori e personale medico, il cahiers de doléances è lungo e articolato aggravato dalle ultime statistiche sui suicidi (tentati e riusciti) e sui gesti di autolesionismo all’interno delle celle sintomo di una problematica permanenza e sopravvivenza degli “ospiti” nei luoghi di detenzione.
di Alessia Marani
Il Messaggero, 9 luglio 2024
Nel carcere romano il rapporto tra posti occupati e disponibili è del 183% contro il 130 nazionale. L’ultimo report del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, relativo al “monitoraggio delle camere e degli spazi di detenzione” delle carceri italiane assegna a Regina Coeli un autentico record, ossia un livello di sovraffollamento pari al 183,89 per cento rispetto a una media nazionale che è del 130 per cento. Tra i più alti di Italia insieme a Foggia. Altri numeri rendono l’idea di quanto la gestione della sicurezza all’interno dell’istituto protagonista nelle ultime settimane di disordini, se non di una vera e propria rivolta esplosa il 27 giugno scorso nella terza sezione (coinvolte 200 persone) seguita da un’altra un paio di giorni dopo (nella quarta, coinvolti in 80), sia a rischio: attualmente i detenuti sono infatti 1.150 quando la capienza massima consentita sarebbe di 600 e questo a fronte di appena 280 agenti di polizia penitenziaria dislocati su turni, con ferie e riposi annessi, quando da pianta organica dovrebbero essere 400. Il tutto inevitabilmente si traduce in un clima rovente non solo per le temperature calde di questo inizio d’estate ma anche perché tra le sbarre, i corridoi e gli spazi comuni dove i reclusi passano la maggior parte del tempo, gira di tutto: dalla droga ai distillati fai-da-te fino, soprattutto, ai telefonini. Ricreando in una zona in cui l’espressione della giustizia dovrebbe essere all’apice, un microcosmo in cui si replicano - con regole proprie - le dinamiche della malavita con tanto di “capibastone” e “piazza” di spaccio.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2024
Il Governatore: “Sono per la ristrutturazione, ma serve una svolta. Il governo deve fare la sua parte”. “La Toscana e Firenze non possono essere associati all’immagine di un territorio che non assicura condizioni di vita umane e rispettose della dignità. La situazione a Sollicciano è devastante e lo Stato deve trovare le risorse per ristrutturare questo carcere, è importante prendere una decisione perché se ne parla da anni, e occorre agire concretamente”. Lo ha detto il presidente Eugenio Giani a Palazzo Strozzi Sacrati, dove ieri pomeriggio si è svolta una seduta straordinaria di giunta dedicata alla situazione dei penitenziari presenti sul territorio regionale, in seguito al suicidio del ventenne tunisino nel carcere fiorentino di Sollicciano e della protesta di altri detenuti scoppiata alla notizia della morte del giovane.
di Anthony Distefano
livesicilia.it, 9 luglio 2024
Un caso accertato di tubercolosi con il paziente-detenuto ricoverato al Cannizzaro. Due, invece, i casi di positività alla Mantoux, ovvero, chi è entrato in contatto col germe ma non è malato. È un primissimo e breve bollettino medico di quanto avvenuto all’interno del carcere di Piazza Lanza a Catania. Il caso ha riguardato un detenuto in cella con altre cinque persone: le restanti tre sono risultate negative. L’amministrazione penitenziaria ha già incontrato e parlato con i detenuti per mettere in atto disposizioni che circoscrivano il campo del contagio a quanto emerso finora. Ma è l’Asp 3 di Catania a monitorare e controllare la situazione. Si avvieranno tracciamento e indagini Epidemiologiche da parte dell’UOC Epidemiolgia del Dipartimento di Prevenzione sotto la guida di Salvatrice Riillo, direttore UOC Medicina penitenziaria dell’Asp di Catania.
di Andrea Zanello
La Stampa, 9 luglio 2024
Maratona oratoria: coinvolte questa mattina tutte le Camere penali. Questa mattina la Camera Penale di Vercelli davanti al Tribunale protesterà contro la situazione dei suicidi in carcere. Lo farà tramite una maratona oratoria, promossa nell’ambito di una più ampia iniziativa dell’Unione delle camere penali italiane, per richiamare l’attenzione su quella che è ormai diventata un’emergenza. Appuntamento alle 9,30. Un’iniziativa simile era stata condotta lo scorso aprile da Pietro Oddo, garante dei detenuti della Città di Vercelli, sempre davanti al Tribunale.
di Marco Marelli
La Regione, 9 luglio 2024
La manifestazione è stata promossa dalle Camere penali. Dal 10 al 12 luglio è previsto anche uno sciopero. Una staffetta oratoria, martedì 9 luglio dalle 10 alle 14, di fronte al palazzo di giustizia di Como, promossa dalle Camere penali per protestare contro “la condizione ormai assolutamente tragica, più ancora che drammatica, che stanno vivendo i detenuti”. All’iniziativa hanno dato la loro adesione decine di avvocati, ex magistrati, volontari e amministratori locali.
di Alessandra Moreschini
cronacheumbre.it, 9 luglio 2024
La campagna rigogliosa e la sera che arriva in una calda giornata di inizio luglio. Il brusio di centinaia di persone nell’attesa scomposta prima dello spettacolo. Il teatro è la casa di reclusione di Spoleto. Il carcere. L’occasione rara di entrare in un sistema chiuso, o meglio, blindato. Il sipario che si apre è un doppio cancello che dà sul perimetro interno della struttura. Il pubblico cammina silenzioso, condotto da avvenimenti, movimenti e suoni. Dal caos, origine di ogni cosa, come insegna la mitologia greca, nascono la forma e l’equilibrio. Gli attori, in uniforme color sabbia, da silenziosi si fanno rumorosi. In una sorta di danza battono le mani sul petto e poi incrociano le braccia al cielo, quasi invocando una preghiera. Tutt’intorno finestre sbarrate che si illuminano e si spengono. Ogni tanto, la sagoma scura di qualche testa si affaccia per assistere allo spettacolo. Alla fine del percorso si approda al palcoscenico, impreziosito da una scenografia minimale e potente. Le teste di toro e il colore rosso della struttura geometrica in cui sono inserite fanno pensare subito a lui: il Labirinto.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 9 luglio 2024
Incontro facce allarmate, preoccupate, aggrondate. Cosa sta succedendo in tutto il mondo che al posto della voglia di conoscere sta imperversando il rifiuto dell’altro? Al posto dell’empatia stanno diffondendosi l’antipatia e l’odio? Un dubbio viene, soprattutto considerando che questi cambiamenti stanno coinvolgendo il mondo intero: è possibile che la storia mondiale, oltre che muoversi per spinte e interessi economici, possa essere presa da improvvisi innamoramenti tossici, o da imprevedibili spinte all’autodistruzione? Cose che consideriamo normali nella vita di un individuo: un ragazzo gentile e studioso uccide un amico, o una buona madre di famiglia affoga il suo neonato, ecc. I comportamenti privati li consideriamo prevedibili e li spieghiamo con la follia: è impazzito, è stata la droga, la depressione, un amore infelice, ecc. Ma non sappiamo il perché di impulsi autolesivi che si presentano in varie parti del mondo nello stesso periodo e con le stesse caratteristiche.










