veronasera.it, 2 aprile 2024
La consigliera comunale si aspettava di più dal tavolo istituzionale riunito per affrontare i problemi della Casa circondariale di Montorio. Chiede al Comune di farsi parte attiva per l’inserimento lavorativo dei detenuti di Montorio. E per il momento non è soddisfatta da quanto è emerso dalla prima riunione del tavolo di lavoro istituito per affrontare i problemi della casa circondariale. La consigliera comunale Patrizia Bisinella si aspettava di più dal tavolo istituzionale aperto dal Comune di Verona per ampliare il confronto sulle criticità del carcere. “Dopo mesi di attesa e lungaggini, a distanza di sette mesi dalle mie prime segnalazioni, finalmente si è riunito il tavolo ma si è limitato solo a parlare”, è stato il commento di Bisinella.
di Lucia Bianchini
Il Resto del Carlino, 2 aprile 2024
Domenica mattina il Partito Radicale è stato in visita alla Casa circondariale. “I ristretti sono il 150% in più rispetto a quelli previsti dalla capienza della struttura. La costruzione del nuovo padiglione? Se ne parlerà soltanto tra molti anni”. Rimane critica la situazione del carcere dell’Arginone che è arrivato a toccare i 400 detenuti, a fronte di una carenza del 35% del personale necessario. A tracciare il quadro della situazione nella casa circondariale estense sono stati Maura Benvenuti e Vito Laruccia, membri del Partito Radicale che nel giorno di Pasqua, come ogni anno, hanno visitato la struttura. La capienza dell’Arginone è infatti di 244 unità, ma già alla scorsa visita di Benvenuti e Laruccia, a gennaio di quest’anno, si contavano 373 detenuti, di cui in particolare 26 in attesa di primo giudizio, dieci appellanti, otto ricorrenti, 303 definitivi, 26 con pena mista e sei semiliberi. “Si calcola che ci siano il 150% di detenuti in più di quelli che dovrebbero esserci - sottolinea Maura Benvenuti -. Siamo stati in visita per la prima volta nel reparto che ospita i familiari dei collaboratori di giustizia, il personale è molto attento e cerca di risolvere i problemi su cui possono intervenire, ma il fatto che a Ferrara non ci sia un magistrato di sorveglianza complica le cose”. Ai detenuti, continua Benvenuti, “sono garantiti sicuramente un colloquio a settimana e uno o due straordinari al mese. Ci ritroviamo quindi nei dati del report recentemente pubblicato dall’associazione Antigone in cui si afferma che quella di Ferrara è tra le strutture più sovraffollate. Se ne parlerà invece tra molti anni della costruzione del nuovo padiglione”.
di Alessio Di Florio
terredichieti.net, 2 aprile 2024
Incontro sulla novità introdotta dalla riforma Cartabia organizzato dal Club Unesco Vasto. La Pinacoteca di Palazzo D’Avalos venerdì 5 aprile alle ore 17 ospiterà l’incontro “Diritti umani e diritti dei detenuti, Giustizia riparativa: una nuova possibilità di risoluzione dei reati” organizzato dal Club per l’Unesco di Vasto. Obiettivo dell’incontro sarà confrontarsi e riflettere sulla Giustizia ripartiva. “Una straordinaria novità introdotta nel nostro ordinamento dalla riforma Cartabia” riporta il direttivo del Club Unesco. “All’origine di questa novità, c’è una domanda fondamentale: è possibile reagire al reato in modo non prettamente ritorsivo? È possibile coinvolgere anche i soggetti direttamente implicati?” sottolinea l’associazione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 aprile 2024
Il suicidio in carcere raccontato attraverso il cinema e il teatro. È lo speciale Amleto che andrà in scena al Teatro Cantiere Florida oggi, per il Materia Prima Festival promosso da Murmuris, grazie al lavoro della Compagnia di Sollicciano, formazione di attori detenuti della Casa Circondariale di Firenze e a quello di Krill Teatro, che con loro progetta e realizza spettacoli. Si parte alle 19 con la proiezione del docufilm Essere o non essere, Amleto, dove un gruppo di attori detenuti del carcere fiorentino sta provando, a poche settimane dallo spettacolo, la celebre tragedia di Shakespeare. L’interprete principale comunica all’improvviso che intende smettere: anche lui, come Amleto, ha perso tragicamente il padre da pochi mesi ed è ossessionato dai demoni. Il dramma si mescola alla realtà in una riscrittura dove la sfida è portare la bellezza della poesia e della lingua shakespeariana nella realtà chiusa della prigione, raccontando allo stesso tempo un dramma che esiste e di cui gli istituti penitenziari italiani godono purtroppo un triste primato: quello del suicidio in carcere. Un tema attuale e urgente, visto che solo nei primi due mesi del 2024 sono stati venti i suicidi nei penitenziari italiani. Un fenomeno particolarmente diffuso anche nel carcere di Sollicciano e che sarà oggetto dell’incontro che si terrà dopo lo spettacolo, un confronto dal titolo “Dalla parte di chi guarda”, con gli attori della Compagnia di Sollicciano, gli educatori e la regista Elisa Taddei.
di Maria Teresa Bianciardi
Corriere Adriatico, 2 aprile 2024
Tutto ha avuto inizio con una lettera inviata a Sandra Piacentini da un amico che in quel momento si trovava in carcere. Poche righe per raccontarle come proprio lì, dietro quelle sbarre, aveva scoperto la passione per il rap. Sandra, il cui nome d’arte è Miss Simpatia, è una rapper marchigiana che vive ad Ancona, un’artista influencer con quasi 67mila follower al seguito: il tempo di ragionarci su e alla fine di gennaio è riuscita ad attivare un corso di rap per i detenuti di Montacuto, assieme a Kiwi, coordinatore del progetto theRAPia, e al producer - tecnico del suono Jacopo Millet. Con il benestare, ovviamente, del direttore dell’istituto penitenziario Manuela Ceresani.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 2 aprile 2024
Si sta diffondendo un “senso comune” di sostanziale ostilità verso la Costituzione repubblicana. Magari non aggredita direttamente, ma aggirata ovvero anche solo disconosciuta.
di Massimo Adinolfi
Il Riformista, 2 aprile 2024
Prima di cominciare, ho guardato il calendario: inizio di primavera, anno Domini 2024. Mi sono accorto che la formula retorica che fino a qualche tempo fa avremmo potuto facilmente usare - “ci siamo finalmente lasciati alle spalle gli orrori del Novecento”, oppure, nel criticare ciò che si vuole ormai relegato nel passato: “è mai possibile che in pieno ventunesimo secolo accada ancora che, ecc.” - non è più disponibile: gli orrori non sono solamente alle nostre spalle, e molte cose sono ancora possibili, sarebbe ingenuo meravigliarsene. In che tempi viviamo, allora? Quanta fiducia possiamo nutrire, anche senza grandi cornici filosofico-ideologiche, in una visione progressiva della storia?
di Donatella Stasio
La Stampa, 2 aprile 2024
L’intolleranza del potere al dissenso è sempre stata trasversale a tutti gli schieramenti politici. Ma oggi c’è un qualcosa di più e di diverso: il dissenso è “sovversivo”, persino quando si manifesta con richiami puntuali alla Costituzione. E allora ecco che anche chi della Costituzione è il massimo garante, Presidenza della Repubblica e Corte costituzionale, viene tacciato di partigianeria politica. Accade sempre più spesso con le sentenze della Consulta, non solo ignorate ma - ed è un altro tratto dello spirito politico dei tempi - boicottate, manipolate, delegittimate. Emblematico quanto avvenuto al Senato sul fine vita: martedì scorso, complice lo stop alla discussione dei Ddl dell’opposizione imposto dall’assenza del governo, è spuntato un testo dei forzisti Paroli, Gasparri, Zanettin con tanto di “lezioncina” sulla leale collaborazione istituzionale: “La Corte non può assegnare al Parlamento i compiti da svolgere e persino il tempo entro cui svolgerli”, sentenziano gli azzurri, che danno voce all’insofferenza della maggioranza verso la Corte e i suoi ripetuti richiami al Parlamento, a partire dal 2018, perché dia seguito alle sue decisioni sul suicidio assistito (l’ultimo è del presidente Augusto Barbera, che peraltro è un assoluto difensore delle prerogative parlamentari). E fin qui, pazienza. Ma non sono solo parole: il Ddl azzurro, calpestando quelle sentenze (già boicottate nel quotidiano), marcia in senso ad esse diametralmente contrario.
di Antonio Ferrero
La Stampa, 2 aprile 2024
Qualche giorno fa, questo giornale ha pubblicato il dato preoccupante secondo il quale, nel 2030, nella nostra provincia gli over 65 anni saranno il doppio degli under 14. A rallentare questa gioiosa corsa verso la trasformazione di Cuneo in un gerontocomio ci sono gli immigrati: secondo i dati della Regione Piemonte del 2021, gli alunni stranieri della scuola secondaria erano il 9,53%, quelli della scuola dell’infanzia il 17,21%. Quasi il doppio.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 aprile 2024
Boom di arresti in conseguenza del decreto che ha inasprito le pene per i fatti di lieve entità. Dimenticato anche dal Pd, il ddl Magi che segue la sentenza della Cassazione. Cosa succederebbe, in Italia, a chi venisse fermato con 25 grammi (in una sola volta) oppure con 50 grammi (il fabbisogno di un mese, secondo la neo varata legalizzazione tedesca) di cannabis in tasca? Le norme vigenti e la giurisprudenza consolidata nel nostro Paese non bastano attualmente a dare una risposta univoca e succede che analoghe circostanze vengano valutate dai magistrati di volta in volta in maniera diversa. Fino a qualche tempo fa, infatti, una tale quantità di sostanza, se non rinvenuta in un contesto segnato da altri indizi di spaccio, sarebbe potuta rientrare in quelli che vengono chiamati i “fatti di lieve entità”. Fino al decreto Caivano, convertito in legge alla fine dello scorso anno.
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